Vinales: è la volta buona?

È lui il favorito per il titolo?

L’appuntamento inaugurale della stagione di 2021 di MotoGP, sul suggestivo tracciato di Losail, non ha deluso le aspettative. In una gara dove diversi piloti (Quartararo, Rins, Miller) hanno dimostrato i soliti limiti, a trionfare è stato Maverick Vinales, un altro di quelli criticati aspramente in passato per la sua incostanza e la sua fragilità a livello mentale. La gara dell’iberico è stata fenomenale: scattato dalla terza posizione in griglia, ha dovuto fare i conti con una partenza non ottimale che lo ha relegato in settima posizione. Superati agevolmente Martín e Rossi, Vinales ha dovuto sudare non poco per vincere la resistenza del compagno di squadra Quartararo, abile a resistere ai suoi attacchi con una serie di staccate forsennate. Ad un certo punto però, Fabio ha ceduto e Maverick ha così potuto ridurre il distacco dalle tre Ducati di Bagnaia, Zarco e Miller. A quel punto Vinales è stato inarrestabile: dopo aver sfilato in successione l’australiano ed il francese, si è fiondato su un coriaceo e tenace Bagnaia, che ha tenuto egregiamente finché ha potuto ma che ha dovuto cedere il passo allo scatenato alfiere Yamaha, che a quel punto è riuscito a fare quello che storicamente gli riesce meglio: dettare il passo. Vinales ha tagliato il traguardo con più di un secondo di vantaggio su Zarco e Bagnaia, ed ha rivolto un chiaro messaggio ai suoi avversari: per il Mondiale lui c’è. E c’è anche la Yamaha, apparsa nettamente superiore in ciclistica e trazione nei confronti di Ducati, che ha potuto reggere il confronto soltanto grazie ad uno strepitoso motore. Sarà la volta buona per Vinales di levarsi da dosso l’etichetta di eterno incompiuto? Solo il tempo ci darà la risposta.

L’altro grande protagonista di giornata è stato Joan Mir. Il leitmotiv del Campione del Mondo in carica è sempre lo stesso: fatica in qualifica e nella prima metà di gara, poi si trasforma, mettendo in evidenza un passo strepitoso, una chirurgia impressionante nella guida ed un’incredibile decisione nei sorpassi. Soltanto un errore all’ingresso dell’ultima staccata, unito allo strapotere Ducati in rettilineo, ha privato Mir del secondo posto, a vantaggio di Zarco e Bagnaia, ma Joan può essere comunque soddisfatto. Ha dimostrato ancora una volta di non essere, forse, il più talentuoso in griglia, ma il più completo. Dote che lo rende destinato ad altri successi.

Capitolo Ducati: il doppio podio del satellite Zarco e di Bagnaia sono un risultato positivo, ma su un tracciato che esalta la potenza del propulsore ci si aspettava sicuramente qualcosa in più. L’obiettivo di Ducati è ora quello di ridurre il gap di ciclistica, storicamente noto tallone d’Achille della casa italiana, nei confronti delle rivali. Soltanto così si potrà seriamente pensare di lottare per il titolo.

I delusi di giornata sono tanti: in primis Quartararo e Rins, ancora una volta sottotono ed altalenanti nel corso della gara, che chiudono rispettivamente al 5° ed al 6° posto, ma soprattutto Miller, che alla vigilia era accreditato come uno degli assoluti favoriti per la vittoria, ma che si è dovuto accontentare di un misero 9° posto, maturato, una volta di troppo, a causa di un eccessivo ritmo nelle prime fasi di gara, che ha contribuito ad usurare progressivamente le gomme.

Disastro Yamaha Petronas: dopo delle ottime qualifiche Rossi chiude soltanto al 12° posto. Il pesarese era scattato discretamente e sembrava poter tenere il passo dei primi, ma l’eccessiva usura del posteriore dopo poche tornate lo ha risucchiato nel gruppo. Sceso addirittura fino al 16° posto, anche a causa di un contatto con Binder (autore di un’entrata troppo ottimista), il Dottore ha rimontato qualche posizione nelle fasi finali della gara, superando Martín e le KTM di Binder ed Oliveira ed approfittando del ritiro di Álex Márquez. Ancora peggio il compagno Franco Morbidelli, addirittura 18° al traguardo. L’italo-brasiliano ha accusato delle noie tecniche già sullo schieramento di partenza, con l’holeshot-device (dispositivo che abbassa l’altezza delle moto per le partenze) che si attivava inspiegabilmente da solo. Il problema è stato risolto prima del via, ma in gara dei problemi con l’ammortizzatore hanno relegato il classe’94 addirittura fuori dalla zona punti.

Deludenti anche le Honda, con le due LCR di Márquez e Nakagami fuori per incidente, Bradl soltanto 11° e Pol Espargaró 8°. Per quest’ultimo comunque, alla prima gara con la casa giapponese, i progressi nel corso del weekend sono stati evidenti. Seppur con una moto complicata da guidare, con il necessario e fisiologico adattamento Pol può diventare presto un pericolo per i primi.

Disastrose invece le KTM, con Oliveira e Binder in netto affanno. Da loro ci si aspetta sicuramente molto di più nel proseguo della stagione, già da settimana prossima. A due facce, invece, l’Aprilia, che conclude la gara di Losail con uno strepitoso 7° posto di Aleix Espargaró, veloce per tutto il weekend, ed una disastrosa ultima posizione per Lorenzo Savadori, che ha preso da Vinales più di due secondi al giro di media. Servirà ben altro a Lorenzo per dimostrare di meritare una sella in MotoGP.

Tra i rookie il più performante è stato sicuramente Enea Bastianini, autore di una gara solidissima, conclusa con un ottimo e sorprendente decimo posto. Che dire, complimenti. Jorge Martín, autore di una partenza stratosferica che lo ha proiettato dal 14° al 4° posto, è retrocesso progressivamente col passare dei giri, terminando la gara al 15° posto. Le prime tornate con i primi sono comunque una notevole iniezione di fiducia per lo spagnolo, che potrà togliersi delle soddisfazioni durante la stagione. In difficoltà Luca Marini, compagno di squadra di Bastianini, transitato soltanto 16° al traguardo. Per il fratello d’arte ci sarà comunque tempo per crescere e migliorare.

Immagine in evidenza: ©

Iscriviti al nostro Canale Telegram per ricevere tutti i nostri articoli sul tuo smartphone

Lascia un commento! on "Vinales: è la volta buona?"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*