Pagelle di fine anno – Piloti: seconda parte

Le valutazioni dei piloti classificatisi nelle prime dieci posizioni nel campionato loro destinato.

Link della prima parte.

Lance Stroll, Aston Martin Aramco Cognizant F1 Team – 10° in classifica con settantaquattro punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Brazil

Il secondo e ultimo blocco delle pagelle dei piloti si apre con Lance Stroll. Il numero diciotto ha vissuto un campionato ricco di traversie, a iniziare dall’incidente d’inizio stagione che quasi gli faceva saltare Bahrain e Arabia Saudita, con qualche guizzo qua e là ma fondamentalmente in perenne apnea nei confronti del suo nuovo compagno di squadra, Fernando Alonso. Il confronto con l’asturiano è impietoso: 19-3 in qualifica (12.45 la posizione media in qualifica) e 14-2 nelle gare che entrambi hanno concluso. Il vero tallone d’Achille del canadese, non che non lo sapessimo, è stata la qualifica: quando la vettura era competitiva per i podi, Lance riusciva in qualche modo ad agguantare le prime dieci posizioni, ma non appena le prestazioni sono calate, insieme a un peggioramento del feeling del pilota di Montréal verso l’AMR23 e qualche buccia di banana imprevista, si faceva fatica a non essere eliminati nel Q1. In sintesi, si tratta di un pilota molto discontinuo che paga subito dazio non appena il vestito non gli calza a pennello. Fosse sempre quello di Las Vegas o di Interlagos, parleremmo di un altro pilota. Il tempo è ancora dalla sua, ma se l’anno prossimo è uguale faticheremo a ritrovarlo in griglia nel 2025. Voto: 4.

Oscar Piastri, McLaren F1 Team – rookie – 9° in classifica piloti con novantasette punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Japan

Il rookie dell’anno, e su questo non ci piove. Bagnato dal sole, che si riflette di luce propria nel numero ottantuno scritto sulla sua McLaren. Due podi, Giappone e Qatar, più la vittoria nella Sprint di Lusail e il secondo posto in quella di Spa-Francorchamps. Pochi errori, meglio in qualifica (9.89 la posizione media, in svantaggio 15-7 nel confronto con Lando Norris) che in gara (14-4 per il britannico), e la sensazione che abbia ancora una valanga di cose da imparare. Occhio però a dare giudizi affrettati: il ragazzo ha talento e voglia di emergere, oltre che il giusto atteggiamento, ma deve fare ancora tanta strada. Di qui a dire che vincerà mondiali a raffica beh, bisogna andarci cauti. Non dico che non succederà, ma adagio. Il 2024 sarà un altro anno di apprendimento, al fianco di un pilota strepitoso. Voto: 6.5.

George Russell, Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team – 8° in classifica con 175 punti ottenuti.

AUTO-PRIX-F1-UAE

Difficile valutare il giovane alfiere della stella a tre punte di Stoccarda. Sulla velocità del classe 1998 non ci sono interrogativi da porre, è veloce. E lo è stato anche quest’anno, ma la quantità di errori e situazioni impreviste è stata notevole. A cominciare dal ritiro in Australia, per proseguire con l’errore (suo) di Montréal e quello del team nelle qualifiche magiare, dove l’inglese ci ha messo una pezza in gara. Non dimenticando Zandvoort e soprattutto Singapore: insomma, tra strafalcioni suoi e della squadra, tutto quello che poteva andare male è andato peggio. In qualifica la situazione è pari e patta con Lewis Hamilton (11-11, con 6.50 di posizione media) mentre in gara, complici anche le situazioni descritte (e non sono nemmeno tutte), ma complice anche un brillante Hamilton, il testa a testa dice 13-4 Lewis. George tornerà più forte l’anno prossimo, e su questo ci sono pochi dubbi. Voto: 5.5.

Carlos Sainz, Scuderia Ferrari – 7° in classifica con 200 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Singapore

Quarto nel mondiale dopo la penultima gara, settimo alla fine. Al di là della posizione finale di classifica, l’annata del madrileno figlio d’arte è stata positiva. I picchi di velocità di Charles Leclerc, con il dovuto rispetto per il cinquantacinque, se li può sognare la notte, ma la costanza di rendimento lo rende un avversario sempre ostico per qualsiasi pilota. Il tandem Monza-Singapore è stato da sogno, con la pole ottenuta in entrambi gli appuntamenti, il podio nella marea rossa e la vittoria di Marina Bay, una gemma scarlatta che ha fatto eccezione nella corrida dei tori. 5.36 la più che buona media in qualifica, dove Leclerc è però 15-7 (con un parziale di sette a zero nelle ultime sette qualifiche), mentre in gara il sedici è avanti dieci a cinque. Qualche episodio non ha sorriso a Carlos, tombino di Las Vegas tra tutti, ma la sua posizione di classifica rispecchia il suo campionato. Voto: 7.

Lando Norris, McLaren F1 Team – 6° in classifica con 205 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Great Britain

Stupendo. Se dovessi trovare un aggettivo calzante per il 2023 di Lando Norris, questo sarebbe il più adatto. E lasciamo stare quei due\tre microerrori, che fanno tutti nell’arco di un campionato. Veloce, terribilmente veloce, il classe 1999, che non era 2000 per un mese e mezzo. Giovanissimo ma con già cento e passa GP all’attivo, leader della McLaren senza se e senza ma, otto podi in quattordici gare (dieci top five), ossia da quando la squadra di Andrea Stella si è rimessa a posto, sedici piazzamenti a punti e un solo ritiro, a Las Vegas per colpa di un bump. Sarebbe secondo in classifica se il mondiale fosse iniziato in Austria, come nel 2020. Se c’è una gara in cui si può effettivamente recriminare, quella è il Qatar. Ma se McLaren è competitiva nel 2024 come da metà 2023, Norris vincerà più di una gara, e si toglierà quel fardello che tanto lo sta bloccando. Quasi mi dimenticavo della sua posizione media in qualifica: 8.14, sarebbe 6.64 da quella tanto menzionata gara stiriana. Voto: 8.5.

Charles Leclerc, Scuderia Ferrari – 5° in classifica con 206 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Azerbaijan

Non penso sia necessario andare a Lourdes, penso gli serva una macchina all’altezza. Il resto verrà da sé. Sensibilità fuori dal comune, lampi di genio anche in un’annata così difficile. Si è dovuto adattare a una macchina che non gli piaceva, ha commesso qualche errore nel tentativo di portarla dove era impossibile arrivare, e quando ha avuto gli strumenti giusti sono arrivate tre pole position (quattro in tutto), cinque prime file e una verve che non se n’era mai andata per davvero, ma che è diventata fuoco vivo da quel benedetto fondo portato a Suzuka. È lui il pilota del mondiale, non ci sono dubbi, e credo che in Ferrari lo sappiano fin troppo bene, con un rinnovo del contratto talmente scontato, quanto imminente, che lo sanno pure i bradipi. 4.45 il piazzamento medio in qualifica, quando la sua rossa era da podio, lui a podio ce l’ha portata. Baku resta il suo miglior weekend, dove le sue doti vengono esaltate e si crea qualcosa che nemmeno i migliori tecnici del mondo potrebbero spiegare. Questione di piede, o meglio di piedi, perché non serve solo dare gas. Voto: 7.5.

Fernando Alonso, Aston Martin Aramco Cognizant F1 Team – 4° in classifica con 206 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of The Netherlands - Practice

Alzi la mano chi avrebbe pronosticato un tale risultato. Non ci credeva nessuno, eppure questa è la realtà. Stessi punti di Leclerc, quarto per un maggior numero di terzi posti (a parità di secondi). Un inizio di stagione folgorante, sei podi in otto GP, a meno di un secondo dal settimo in riva al Caspio. Settimo che è arrivato nei Paesi Bassi, e ottavo in quello che è stato uno dei momenti più esaltanti della stagione, in Brasile nella lotta infinita con Sergio Pérez. Tanta consistenza, e questa non è una novità: la posizione media in qualifica lo testimonia: 7.00, non un centesimo di più, non uno di meno. Undici top five, diciannove volte a punti la domenica, con il fine settimana di Singapore a rappresentare l’unica vera macchia di una maglietta bianca e profumata. Magic Alonso, punto e a capo. Voto: 8.5.

Lewis Hamilton, Mercedes-AMG PETRONAS F1 Team – 3° in classifica con 234 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of United States

Se la consistenza è stato il piatto forte di Nando, si può dire lo stesso di Lewis Hamilton. Non è arrivata la vittoria, che ormai manca da due annate, ma è arrivato qualcosa che per certi versi è ancora più importante: Hamilton in pista ci sa stare ancora alla grandissima, magari non più graffiante come prima in qualifica (la pole di Budapest suggerirebbe il contrario), ma stratega e gestore di livello supremo sulla lunga distanza. Ha accarezzato la seconda posizione nel mondiale ai danni di Pérez, e avrebbe messo più pressione senza la squalifica in Texas e la collisione con il suo team mate a Lusail. Alla fine è arrivato terzo, e lì non ci era mai arrivato nella sua carriera. 6.36 la media dei piazzamenti in qualifica, 0.14 meglio di uno che in qualifica va forte e non poco: George Russell. Lewis vuole ancora dire la sua, e non ha finito di sognare quello che ha accarezzato due anni or sono sul circuito di Yas Marina, e che sarebbe stato suo se le regole fossero state rispettate: l’ottavo alloro, che lo renderebbe ancor più leggenda di quello che è già. Voto: 8.

Sergio Pérez, Oracle Red Bull Racing – 2° in classifica con 285 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Azerbaijan

Se vogliamo trovare delle somiglianze tra le annate di due piloti, oltre a quelle tra Alonso e Hamilton troviamo quelle tra Pérez e Stroll. Ce lo dice il confronto con i loro compagni di squadra: i dati tra Lance e Fernando sono già stati sviscerati e non sono dissimili da quelli tra Checo e Max. In qualifica, Checo è sotto 20-2, in gara sarebbe lo stesso ma il dato statistico considerato dal sottoscritto è 18-2 in quanto il messicano si è ritirato due volte (in Giappone e in Messico). Tralasciando queste sottigliezze, il succo del discorso è molto simile a quello che si è fatto sulla scheda di Stroll: quando Pérez ha avuto la fiducia necessaria (in particolare dal Bahrain a Miami) nella macchina, il suo campionato è stato più che positivo, ma da quando Verstappen ha iniziato a capirci qualcosa di più (non che andasse male prima), e nel contempo Pérez ha perso la fiducia nel mezzo, non c’è stata storia (quello che è successo a Checo succede in Red Bull dal 2019 a questa parte, non credo che molti avrebbero fatto meglio di lui; nda): tante eliminazioni nel Q1 e nel Q2, emblematica la situazione in Austria, dove il centroamericano non è riuscito a completare un giro senza che quest’ultimo venisse cancellato per track limits, ma ci sarebbero tanti casi da menzionare. La sua posizione media in qualifica (9.09) è peggiore di quella, tra gli altri, di Lando Norris e similare a quella di Oscar Piastri. In gara, quando ha limitato i danni in qualifica, non è stato nemmeno così male ma complessivamente, anche se si è trovato al cospetto di un fuoriclasse che difficilmente farà meglio di così, il suo campionato non può essere valutato positivamente. Voto: 4.5.

Max Verstappen, Oracle Red Bull Racing – 1° in classifica con 575 punti ottenuti.

F1 Grand Prix of Qatar - Sprint

575. Cinquecentosettantacinque. Più dei punti di chi si è piazzato secondo nel mondiale costruttori (Mercedes). Più del doppio del secondo classificato, Checo Pérez. Un’enormità, un qualcosa di mostruoso. Si fa fatica persino a immaginare una quantità di punti del genere, che sarebbero più della metà di quelli che ha totalizzato Charles Leclerc (1074) nelle sei annate della sua carriera. Una stagione, come già detto, irripetibile, e non corriamo il rischio di smentirci perché cose del genere a un pilota (che sia vincente, intendiamoci) capitano una volta nella carriera. I numeri sono fantasmagorici, mancherebbe l’en plein di podi (Sprint incluse), che solo l’anomalia Singapore ha impedito di essere realtà, e che è riuscita al solo Michael Schumacher nel 2002. Singapore che ha anche interrotto una striscia già record di dieci vittorie, sarebbero state diciotto. E con le sette vittorie consecutive tra Suzuka e Yas Marina, Super Max ha già eguagliato la terza striscia più lunga di sempre, ottenuta (oltre a Fangio e Schumacher) da Nico Rosberg a cavallo tra il 2015 e il 2016. Nulla ci sconsiglia di dire che l’olandese non vincerà il quarto titolo consecutivo nel 2024, cosa riuscita ai soli Schumacher, Hamilton, Fangio e Vettel. Ma tutto ci fa pensare che questo campionato resterà nella storia delle corse per l’eternità. Voto: 10.

Le pagelle dei piloti sono terminate, grazie a chi ha avuto la pazienza di leggere e grazie a chi resterà in linea per le valutazioni alle squadre. Pagelle che, anche per queste ultime, saranno suddivise in due parti. A presto!

Immagine in evidenza: ©Lando Norris/Instagram Profile

Iscriviti al nostro Canale Telegram per ricevere tutti i nostri articoli sul tuo smartphone

Autore

Davide Attanasio
Ragazzo di diciannove anni che prova a scrivere di macchine, che girando a velocità folli per tutto il mondo fanno battere il cuore e vibrare l'anima

Lascia un commento! on "Pagelle di fine anno – Piloti: seconda parte"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*