Spettacolo nella Dream Race tra DTM e Super GT

25 Novembre 2019 - 13:27
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Nel weekend grande parata al Fuji per due gare speciali con protagoniste Audi, BMW, Honda, Nissan e Lexus




Dopo aver ospitato ad Hockenheim tre vetture e piloti del Super GT, stavolta è stato il campionato turismo giapponese a far da padrone al DTM per un weekend speciale. Infatti, al Fuji Motor Speedway, è andata in scena la Dream Race, composta da due gare con 22 piloti, di cui 7 provenienti dal turismo tedesco (4 in Audi e 3 in BMW), dove lo spettacolo non è per nulla mancato. Questo anche grazie alle condizioni bagnate della pista, con la pioggia che ha contraddistinto tutto il fine settimana al Fuji. L’equipaggio del DTM (formato dal campione in carica Rast, Wittmann, Duval, Rockenfeller, Kobayashi, Treluyer e dal nostro Alex Zanardi) ha dato filo da torcere ai tanti piloti del Super GT e sono riusciti a centrare un ottimo doppio podio nella folle gara di domenica. Infatti, Wittmann e Duval hanno raggiunto il 2° e 3° posto dietro alla sorprendente vittoria del ex pilota di Formula 1, Narain Karthikeyan. La gara di sabato, invece, è stata a totale appannaggio dei piloti del Super GT, con Cassidy trionfante su Tsukakoshi e Yamamoto.

© DTM | Twitter Page

Nella prima gara della Dream Race il poleman Nick Cassidy, su Lexus LC500, è riuscito a sfruttare al meglio la partenza davanti a tutti e a scappare via; sorte avversa, invece, per il secondo in griglia Loic Duval, che è andato a sbattere durante il giro di formazione a causa delle condizioni scivolose della pista bagnata. Il neozelandese Cassidy ha rischiato di perdere la vittoria a causa di un pit-stop molto lento, ma, grazie ad una Safety Car, è riuscito a ricucire il gap su Koudai Tsukakoshi (Honda NSX) e a trionfare al Fuji.
Nonostante l’auto-eliminazione di Duval, il resto dei piloti DTM si è ben comportato, soprattutto i due alfieri di casa Audi Benoit Treluyer e Renè Rast. Il francese è stato autore di una bellissima lotta con Sekiguchi nelle ultime fasi di gara ed è riuscito a centrare un ottimo 6° posto, mentre il campione in carica del DTM ha terminato poco dietro, in 8a posizione. Per Rockenfeller ottima qualifica col 4° posto, ma in gara non riesce ad essere competitivo e chiude 13°, mentre Kobayashi è il primo delle BMW al 14° posto. Sfortunate le altre due M4 di Wittmann e Zanardi, con il tedesco forzatamente ai box alla fine del primo giro che termina penultimo al 18° posto, mentre l’italiano ha accusato problemi tecnici a inizio gara e non si è classificato per via degli otto giri di doppiaggio accumulati.

© DTM | Twitter Page

La seconda gara della Dream Race è, invece, partita nel migliore dei modi per il DTM, con Loic Duval 2° in qualifica, ma partito in pole per via della penalità di 5 posizioni data a Nakajima. Il francese dell’Audi riesce a scattare bene, ma all’inizio del secondo giro viene sopravanzato dalla Honda NSX di Karthikeyan. L’indiano che non perderà più il comando della gara, nonostante le tre Safety Car uscire negli ultimi 20 minuti di gara.
La prima è stata causata da una pericolosa foratura di Rast alla fine del lungo rettifilo di partenza del Fuji, con la sua RS5 che ha seminato diversi pezzi di carbonio lungo la pista. Alla ripartenza, poi, avviene un contatto tra Tsukakoshi e Nakajima (in quel momento in lotta per il podio) che porta nuovi detriti in mezzo alla traiettoria e all’uscita della seconda Safety Car. La terza chiamata per la vettura di sicurezza arriva quando la Nissan GT-R di Rossiter finisce fuori a seguito del tamponamento della vettura di Hirate nelle retrovie della classifica a 5 giri dal termine. Nell’ultimo giro si accende la battaglia tra Wittmann e Duval, con i due che non si risparmiano colpi proibiti, mentre Karthikeyan trionfa nella seconda gara della Dream Race; il francese taglia il traguardo al 2° posto, ma viene penalizzato di un secondo per aver allargato troppe volte la traiettoria su Wittmann durante l’ultimo giro. Così il tedesco, nel giorno del suo compleanno, si porta a casa la medaglia d’argento, seguito da Duval che, fortunatamente, non perde il podio. Ottimi piazzamenti per il resto dei piloti DTM: 5° posto per la BMW di Kobayashi, 7°, 9° e 10° posto per le Audi di Rockenfeller, Rast e Treluyer, mentre il nostro Zanardi chiude la sua seconda Dream Race al 13° posto.

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Lo spettacolare weekend al Fuji ha dimostrato, una volta di più, che la coesistenza tra DTM e Super GT può essere possibile e potrebbe dar vita a una campionato molto avvincente. L’esperimento è stato positivo, con la speranza che, nel prossimo futuro, tutto ciò non resti solo un esperimento ma qualcosa di molto più concreto.

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Immagine in evidenza: © DTM | Twitter Page

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