La Rebellion ce l’ha fatta: battuta la Toyota a Shanghai!

10 Novembre 2019 - 9:11
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Dominio di Senna-,Menezes-Nato che rifilano un minuto alla TS050 #8. Dominio Jota in LMP2




A Shanghai è andato in scena l’impensabile, almeno fino a prima delle qualifiche di ieri. La Rebellion #1 di Bruno Senna, Gustavo Menezes e Norman Nato ha vinto la 4 ore di Shanghai, terzo appuntamento del mondiale endurance. Ad impressionare è stato il netto dominio della R13 motorizzata Gibson, che ha concluso la gara con un minuto di vantaggio sulla Toyota #8 di Buemi-Nakajima-Hartley, mentre la #7 di Conway-Kobayashi-Lopez è terza ma si è vista sventolare la bandiera blu a pochi giri dal termine.

In classe LMP2 è arrivato il successo per l’Oreca 07 Gibson #38 del Jota Sport, con Antonio Felix da Costa, Anthony Davidson e Roberto Gonzales che hanno colto la prima vittoria stagionale. Si tratta di un risultato storico perchè è la prima affermazione di una vettura gommata Goodyear in questa classe. Seconda piazza per la #37 del Jackie Chan DC Racing con Tung-Aubry-Stevens, mentre il podio è stato completato dalla #22 dello United Autosport con Di Resta-Albuquerque-Hanson. Settima la Dallara #47 di Sernagiotto-Belicchi-Lacorte.

La gara è partita nel segno delle Ginetta, con le vetture britanniche che sono scattate fortissimo andando al comando assieme alla Toyota #7. Deludente lo scatto della Rebellion e dell’altra TS050 Hybrid che vengono addirittura risucchiate dalle LMP2. La battaglia in testa è serrata con la vettura giapponese che si dimostra in grandissima difficoltà sui rettilinei, dovendo cedere la seconda piazza all’altra vettura del team LNT. Al termine della prima ora arriva la doccia fredda in casa Ginetta: le due vetture vengono penalizzate per aver superato prima del consentito al via, stessa sorte che colpisce la Toyota di Conway. Questo spedisce in vetta l’altra vettura giapponese, ma il ritmo superiore della Rebellion inizia a venir fuori poco dopo.

Gustavo Menezes è bravissimo a prendersi la leadership e ad involarsi al comando, con i prototipi nipponici letteralmente impotenti a causa delle scarse velocità di punta sugli allunghi. Le ultime ore di gara vedono la squadra elvetica amministrare alla perfezione il vantaggio, che arriva a toccare il minuto a fine gara sulla prima inseguitrice. Bruno Senna sale in macchina per l’ultimo stint e porta la macchina al traguardo, per le lacrime incontenibili del boss Oreca Hugues de Chaunac e degli altri piloti. Questo risultato permette alla Rebellion #1 di avvicinarsi alle Toyota in classifica, con la #8 al comando con 62 punti davanti ai 59 della #7. Senna-Menezes-Nato salgono invece a 44 ed ora saranno attesi come protagonisti anche in Bahrain. La 8 ore del deserto è prevista tra un mese ed i lunghi rettilinei che caratterizzano il tracciato di Sakhir potrebbero regalare un’altra gara combattuta.

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Immagine in evidenza: ©Rebellion Racing Twitter Page

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