Sguardo al Passato | Trulli, su Monaco 2004: “Giocavo coi serpenti dentro casa”

20 Maggio 2017 - 11:37
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Il racconto delle manovre politiche in casa Renault e dei retroscena dell'unica vittoria del pilota italiano in Formula 1




Il GP di Monaco è la gara più prestigiosa del calendario di Formula 1, e vincere fra le stradine del Principato porta un pilota direttamente nei libri di storia del motorsport. Ma conquistare la prima vittoria a Montecarlo è un evento ancor più speciale. Ne sa qualcosa Jarno Trulli, che proprio a Monaco nel 2004 ha conquistato la sua prima e unica vittoria in carriera, dopo un weekend gestito in modo esemplare.
La gara in sé, che ha visto il pilota italiano guidare d’autorità e vincere con merito dopo un weekend perfetto, è una storia bellissima. Ma il weekend di Monaco 2004 ha anche un’altra storia, fatta di politica e manovre interne, che Trulli ha vissuto sulla sua pelle, col pilota italiano capace di portarsi a casa un successo in una squadra tutta schierata per spingere alla vittoria Fernando Alonso.
“Era il momento in cui era scaduto il mio contratto di management con Briatore: lui era il mio tutor e anche il capo della Renault F1 – ha detto Trulli, intervistato dal giornalista Mario Donnini nel Maggio 2013, spiegando la sua situazione politica all’interno della Renault – Trattavo con lui, e allo stesso tempo Flavio rappresentava me, sé stesso e la casa francese… C’era un conflitto d’interessi che Berlusconi in confronto non l’ha neanche mai avuto. In poche parole ero sotto massima pressione. Una cosa pazzesca. Il vertice della mia squadra aveva il movente per mettermi nelle peggiori condizioni possibili nei confronti del mio compagno di squadra, che si chiamava Fernando Alonso, pupillo saldamente sotto contratto di Flavio… Nella prima parte di stagione in pista rendevo più di Fernando, e questo era considerato destabilizzante per gli interessi e gli equilibri interni al team. Si faceva di tutto per farmi calare l’autostima e dare la percezione d’essere psicologicamente fragile, se non labile. In quel magico weekend spiegai a tutti chi è Jarno Trulli”.

Trulli ha poi raccontato nello specifico il weekend di Monaco 2004, ricordando: “Fin dalle libere cominciammo a sentire l’odore del podio, ma gli ostacoli da vincere erano tanti, sia dentro che fuori la squadra. Briatore prima delle qualifiche mi disse ‘Allora, facciamo ‘sta pole, ok?’. Stampai un gran bel giro, dando quattro decimi a Button con la Bar-Honda. Sarei partito davanti a tutti: la prima bandierina era piantata. Era la mia grande occasione. Forse irripetibile, a Montecarlo. Il tema tattico era chiaro, nessuno lo sapeva fuori, perché era un segreto: Alonso aveva uno o due giri di benzina in più di me, e significava un vantaggio teorico di 2-3 secondi. Dovevo partire primo e avere un vantaggio di 6 secondi su di lui… Dopo il primo pit sono davanti a Fernando, ma vengo informato che adesso ha 4 giri di benzina più di me, e ha un vantaggio teorico raddoppiato rispetto al via… Chiaro no? Giocavo anche contro i serpenti dentro casa… I doppiaggi premiano Alonso, mi mangio tutto il margine… Posso solo amministrare la prima posizione… quando mi rendo conto che al giro 41 Alonso ha picchiato nel tunnel e la sua corsa è finita!”
Gli ultimi giri della corsa, con Button nella scia della Renault del pilota abruzzese, sono stati un calvario: “Percorro i giri più lunghi e intensi della mia carriera, col timore di fare un errore e soprattutto col terrore che succeda qualcosa alla macchina… Poi alla fine la bandiera a scacchi arriva come una liberazione… è fatta! Ho vinto!!!”
La chiosa è dedicata alle parole di Briatore appena Trulli scese dalla monoposto: “Mi ha detto ‘Oggi sei stato fortunato. Hai vinto perché Fernando ha sbattuto’ “.

L’abbraccio tra Trulli e Briatore a fine gara (© Renault F1 Team / Official Twitter Page)

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Immagine in evidenza: © Renault F1 Team / Official Twitter Page

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