Sguardo al Passato | La storia della Toyota (seconda parte)

22 Gennaio 2013 - 15:07
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Jarno Trulli


Il 2006 inizia con grandi aspettative per la Toyota, che passa alle gomme Bridgestone, ma i giapponesi non colgono alcun risultato di rilievo, eccezion fatta per il terzo posto di Schumacher a Melbourne. Il 2007 va anche peggio, dato che la Toyota, a differenza delle due stagioni precedenti non conquista nemmeno un podio e non va oltre a due sesti posti. Trulli ha diversi scontri con la squadra e con l’atteggiamento del compagno di box. A detta di Jarno, Ralf si fa andare bene qualunque aggiornamento, senza valutare in maniera ponderata la validità degli stessi, e così il team va nella direzione di sviluppo sbagliata. A fine anno la Toyota non esercita l’opzione di rinnovo prevista nel contratto di Schumacher, e nel team con sede a Colonia arriva un altro tedesco, il fresco vincitore della GP2 Timo Glock.
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Il podio di Trulli a Magny-Cours


Il 2008 inizia sotto prospettive interessanti grazie al miglior tempo negli ultimi test invernali e al quarto posto di Trulli nel Gp della Malesia. Al GP del Canada la vettura viene aggiornata e i riscontri della pista sono ampiamente positivi: in Canada Glock giunge quarto e Trulli sesto. A Magny Cours, dopo un combattutissimo corpo a corpo con la McLaren di Kovalainen, Trulli artiglia il gradino più basso del podio, dopo una gara corsa con una grinta pazzesca. A rendere il podio ancora più bello è la dedica di Jarno a Ove Andersson, ex team manager della Toyota. In Ungheria c’è un altro exploit: Glock, veloce per tutto il weekend, giunge secondo sul traguardo e precede sul traguardo la Ferrari di Raikkonen. Negli ultimi GP Trulli e Glock sono spesso in zona punti, e Glock sfiora nuovamente il podio a Singapore, dove si piazza quarto.
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Jarno Trulli nel 2009


Nel 2009 i radicali cambi al regolamento rimescolano i valori in pista. La Toyota sfrutta una zona grigia del regolamento realizzando un diffusore “col buco”, utilizzando la stessa interpretazione sfruttata anche dalla Williams e dalla BrawnGP. Diffusore o meno, la TF109 è una monoposto veloce e affidabile. A Melbourne Trulli, partendo dalla pit lane, arriva terzo. Nel dopo gara viene squalificato per aver superato Hamilton in regime di safety car, ma qualche giorno dopo la FIA, alla luce dei team radio dei piloti, scopre che Trulli ha superato Hamilton solo perchè il campione del mondo 2008 lo ha fatto passare su ordine del team (Hamilton aveva passato Trulli in seguito ad un’escursione di Jarno e la McLaren aveva ordinato a Lewis di lasciar passare la Toyota). Hamilton ha spudoratamente mentito ai commissari (su consiglio di Dave Ryan) dicendo che Trulli lo ha sopravanzato apposta, e per questo viene estromesso dalla classifica e alla McLaren verranno date tre gare di squalifica con la condizionale.

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Timo Glock sul podio di Sepang


In Malesia, grazie a una strategia perfetta nel caos del meteo, Glock arriva terzo, mentre in Bahrein Trulli e Glock conquistano la prima fila. La Toyota, però, con un’assurda scelta strategica monta le gomme soft nello stint centrale e vanifica gli sforzi di Trulli, che comunque riesce ad arrivare terzo e a dedicare il podio all’Abruzzo colpito dal terremoto. Da Barcellona a Monza ci sono solo delusioni per la Toyota, e l’unico risultato di rilievo è un quarto posto di Trulli in Turchia. A Singapore Glock arriva secondo e rilancia le ambizioni della Toyota, che a Suzuka coglie un altra seconda piazza grazie a Trulli. Proprio in Giappone Glock ha un bruttissimo incidente durante le qualifiche e deve dare forfait per le ultime due gare. La Toyota lo rimpiazza con Kobayashi, e il giapponese si mette in luce tenendo testa a Button i Brasile e conquistando tre punti ad Abu Dhabi.
La macchina per il 2010 è praticamente pronta, ma i vertici aziendali impongono lo stop del programma Formula Uno, e così il 4 novembre 2009 la Toyota annuncia ufficialmente il ritiro dalla F1. Il bilancio degli otto anni nel campionato è ampiamente negativo: 3 pole, 13 podi e nessuna vittoria. E’ un peccato che i nipponici abbiano rinunciato a correre nel 2010 nonostante avessero già completato la realizzazione della monoposto. I rimpianti della Toyota sono molti, ma la mancanza di risultati ci lascia anche una preziosa lezione: nella F1 i soldi sono importanti, ma non sono un sinonimo di successo!

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