#momentostats, i numeri del GP d’Austria 2020

06 Luglio 2020 - 19:59
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GP Austria 2020




Dopo qualche anno di pausa e qualche statistica snocciolata sui social, torna #momentostats, la rubrica dedicata ai numeri e dati caratteristici di ogni Gran Premio.

Iniziamo dall’Austria, primo appuntamento della stagione 2020. Per la prima volta nella storia della Formula 1, un mondiale inizia nel mese di luglio. Prima di quest’anno, la partenza più ritardata di un campionato fu quella del 1951. In quell’occasione la prima gara dell’anno fu il Gran Premio di Svizzera del 27 maggio.

Questa tarda partenza ha portato il mondiale 2020 a decretare anche il terzo maggior tempo di attesta tra l’ultima gara della stagione precedente e la prima di quella successiva. Per la precisione sono stati 217 i giorni di attesa da quando si è concluso il Gran Premio di Abu Dhabi 2019 a quando è iniziato quello d’Austria 2020. Come detto, questa è la terza durata per numero di giorni trascorsi. La prima è quella sempre del mondiale 1951 quando i tifosi hanno dovuto aspettare dal 3 settembre 1950 (GP Italia) al già citato 27 maggio 1951 (GP Svizzera). In questo caso i giorni trascorsi sono stati 266. La seconda è avvenuta nel 1962. Dall’8 ottobre 1961 (GP Usa) al 20 maggio 1962 (GP Paesi Bassi) trascorsero 224 giorni, giusto 7 in più rispetto a quella 2019-2020.

Con la vittoria di ieri, Valtteri Bottas ha raggiunto Max Verstappen a quota 8 vittorie. Il finlandese è riuscito, inoltre, per la prima volta in carriera a mantenere la leadership di un Gran Premio per tutta la gara. Con questo successo sale a cinque il numero di stagioni consecutive in cui Lewis Hamilton non vince in apertura di mondiale. L’ultima sua vittoria inaugurale risale al 2015.

In quanto a pole position, la sua 12esima lo porta ad eguagliare due ex piloti McLaren: Gerhard Berger e David Coulthard.

Il dato particolare per Mercedes è il raggiungimento delle 100 pole con i suoi due piloti. Le 88 di Hamilton e le 12 di Bottas portano il team a schierare un totale, appunto, di 100 pole. Nessun team vi era mai riuscito prima d’ora.

Caso curioso avvenuto nella gara di ieri. Per la seconda volta Hamilton entra in contatto con Albon, negando il podio al pilota della Red Bull, come accaduto in Brasile nel 2019. Nuovamente il pilota della Mercedes è stato penalizzando, regalando così il podio alla McLaren. In entrambi i casi, i due piloti hanno ottenuto il primo podio della loro carriera; nel caso del Brasile era quello di Carlos Sainz, in quello dell’Austria è stato Lando Norris. L’inglese è inoltre il 212° pilota a salire sul podio.

Lando Norris è inoltre il terzo pilota più giovane della storia a salire sul podio, con i suoi 20 anni 7 mesi e 22 giorni. L’inglese ha spodestato Sebastian Vettel che manteneva la top 3 (della classifica) da quasi 12 anni. Il #4 della McLaren è inoltre il più giovane a chiudere tra i primi guidando una vettura di Woking. Il precedente record apparteneva a Kevin Magnussen dal GP d’Australia 2014.

Con il secondo posto di Charles Leclerc, questo è il quarto anno consecutivo in cui la Ferrari chiude la gara austriaca alle spalle del vincitore.

Per quanto riguarda le qualifiche, clamorosa esclusione dal Q3 di Sebastian Vettel. L’ultima volta in cui il tedesco non aveva fatto l’accesso nella fase finale, non a causa di problemi meccanici, fu nel Gran Premio d’Abu Dhabi 2015. In quel caso, un’errata strategia condannò il tedesco e il team, sicuri di passare nel Q2. Un balzo felino di Jenson Button sul finale eliminò il tedesco, relegandolo alla 16a posizione in griglia.

Ultima chicca! Con gli undici piloti al traguardo, questo è il Gran Premio dell’era ibrida con meno piloti sotto la bandiera a scacchi, insieme a quello del Canada 2014. In entrambi ci sono stati 11 piloti al traguardo. Nel caso canadese, però, Sutil si è classificato 13° con un giro di ritardo, dato che era stato doppiato da Massa e Perez, autori di un’incidente al penultimo giro.

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Immagine in evidenza: © Pirelli Motorsport

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