Fastback | MotoGP, Catalunya 2003: Loris Capirossi realizza il sogno Ducati

04 Aprile 2020 - 10:30
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Nel giorno del 47° compleanno di Loris Capirossi TheLastCorner.it ricorda una delle gare più importanti e celebri del tre volte Campione del Mondo nel Motomondiale. Il Gran Premio di Catalogna 2003 rappresenta una pietra miliare per "Capirex" e per Ducati, un legame indissolubile che ha formato le basi per il titolo del 2007.




15 giugno 2003, Gran Premio di Catalogna, sesta prova di un mondiale fino a questo punto dominato dal Campione del Mondo in carica Valentino Rossi e dall’alfiere del Team Gresini Sete Gibernau. Da Suzuka al Mugello le Honda RC211V risultano nettamente più competitive delle Yamaha YZR-M1, ma la “casa alata” è chiamata a gestire un nuovo ed importante grattacapo: Ducati. L’azienda di Borgo Panigale esordisce in MotoGP proprio nel 2003, dopo due anni di approfonditi studi ed intensi sviluppi. La Ducati Desmosedici GP3 si rivela già performante nei primi test ufficiali sia con Troy Bayliss, neo-campione in Superbike proprio con Ducati, sia con il nuovo acquisto Loris Capirossi, determinato nel dimostrare un talento non riconosciuto da Honda nel 2002, anno in cui la dirigenza giapponese decide di affidare la RC211V al solo Alex Barros.

Il punto di forza della GP3 è il propulsore V4 da 990cc, vero e propio capolavoro tecnologico capace di portare la moto a velocità irraggiungibili per le dirette avversarie nipponiche. Nei test IRTA di marzo, svolti proprio sul circuito catalano, Loris Capirossi passa sulla “Speed Trap” (punto di riferimento dove viene rilevata la velocità massima) a 325.0 km/h. Una cifra che all’epoca rappresentò una piccola ma importante vittoria per Ducati Corse, considerando che mai nessuna MotoGP aveva raggiunto tali velocità.

IL CAMPIONATO 2003 DA SUZUKA AL MUGELLO

Il primo appuntamento stagionale è a Suzuka, pista tra le più tecniche e difficili del calendario. Ducati inizia bene la propria avventura in MotoGP: A seguito di una qualifica infelice per entrambe le “Rosse” Loris Capirossi termina la gara 3° a circa 8″ da Valentino Rossi, vincitore della gara. Troy Bayliss, più attardato, passa sul traguardo in 5^ posizione con un ritardo di 23″ dal leader. L’ottimo debutto viene tuttavia messo in ombra dal fatale incidente occorso a Daijiro Kato, finito fuori pista dopo la 130R. Il pilota del Team Gresini va in coma e muore due settimane più tardi, lasciando un vuoto incolmabile tra addetti ai lavori ed appassionati.

Tre settimane dopo la MotoGP giunge in Sud Africa per gareggiare nel difficile circuito di Welkom. Sete Gibernau, compagno di Daijiro Kato, trionfa in una domenica che tutt’a un tratto diventa magica. Le Ducati non si ripetono: Loris Capirossi cade nel corso dell’8° giro mentre va meglio a Troy Bayliss, issatosi in 2^ piazza per qualche passaggio ma poi relegato ai piedi del podio a causa di un accentuato degrado degli pneumatici.

Arrivati in Europa per l’appuntamento di Jerez de la Frontera la situazione cambia nuovamente. Ducati domina la sessione di qualifica conquistando la prima Pole Position in MotoGP con Loris Capirossi, seguito a ruota da Troy Bayliss. La domenica, però, è di nuovo Honda a festeggiare. “Capirex” cade in curva 8 e, per la seconda volta consecutiva, è Bayliss che racimola punti importanti portando a casa il 3° posto. In Francia, in quel di Le Mans, la Ducati non è pervenuta: Bayliss e Capirossi cadono entrambi durante il 5° giro, non potendo ripartire dopo la bandiera rossa esposta a causa della pioggia.

Nel Gran Premio d’Italia, però, c’è l’inversione di tendenza: Valentino Rossi vince la terza gara in stagione ma al Mugello è Loris Capirossi a sorprendere. Il tre volte Campione del Mondo duella col pilota di Tavullia e giunge sul traguardo in 2^ piazza, distante poco più di 1″.

GRAN PREMIO DI CATALOGNA 2003: “CAPIROSSI C’È!”

Ed ecco il Gran Premio di Catalogna, introdotto ad inizio articolo. Già dalle qualifiche del sabato si capisce che il binomio Ducati – Capirossi funziona nel tecnico tracciato catalano ed il 2° posto in griglia ne rappresenta la conferma. Alle 14:00 di domenica 15 giugno 2003 si spengono i semafori ed ha inizio il sesto round della “Classe Regina“. Valentino Rossi e Loris Capirossi si contendono il primo posto a lungo, staccando gli avversari ed isolandosi al comando della gara. La Honda RC211V è agile e diretta nei cambi di direzione mentre la Ducati Desmosedici GP3 ha un vantaggio in termini di potenza. I due piloti ottimizzano al meglio i lati positivi dei propri mezzi avvicendandosi più e più volte in prima posizione, almeno fino al 16° giro dei 25 in programma.

A 9 passaggi dalla bandiera a scacchi Valentino Rossi allunga la frenata in curva 4, la Repsol, finisce in ghiaia e ritorna in pista in 6^ posizione alle spalle di Shin’ya Nakano (Yamaha d’Antin). Loris Capirossi ha la vittoria in tasca. Davanti a sé rimangono da percorrere circa 42 chilometri, una distanza che nel Motorsport può apparire breve ma al tempo stesso infinita.

Mentre la Ducati si appresta a conquistare il primo storico successo nel Motomondiale, Valentino Rossi recupera rapidamente ed abbatte il record in gara del circuito. Il pilota HRC supera Nakano, Carlos Checa (Yamaha Fortuna), Max Biaggi (Honda Pons) e Sete Gibernau, tutti piloti rimasti per lo più vicini nel corso del Gran Premio. La rimonta di Valentino Rossi si esaurisce proprio con il sorpasso su Gibernau, infilato nella frenata della prima curva.

Loris Capirossi gestisce, non rischia e vince il Gran Premio di Catalogna 2003, transitando in scioltezza su un traguardo speciale, storico, sia per il Motomondiale sia per l’Italia. Il “Capirex“, in una torrida domenica spagnola, porta la Ducati sul tetto del mondo in classe MotoGP e consegna al “Bel Paese” un nuovo motivo per sognare su due ruote. Nella “Top Class“, infatti, l’ultimo successo di una casa costruttrice italiana risaliva al Gran Premio d’Australia 1994, vinto da John Kocinski su Cagiva.

Ricordando l’impresa catalana, l’intera redazione di TheLastCorner.it augura a Loris Capirossi tanti auguri di buon compleanno!

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Immagine in evidenza: © motogp.com

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