Moto2 2019 – Promossi, Rimandati e Bocciati

26 Novembre 2019 - 19:03
|




La stagione 2019 della Moto2 è andata in archivio lo scorso 17 Novembre con la gara conclusiva sul circuito Ricardo Tormo di Valencia, che ha chiuso un campionato molto interessante regalando spettacolo e divertimento ad ogni gara. Mentre è già iniziata la preparazione per il 2020, noi di Thelastcorner.it andiamo a fare un bilancio sulla stagione da poco conclusa con questa versione delle pagelle in cui raggruppiamo i principali protagonisti come Promossi, Rimandati o Bocciati.

PROMOSSI:

ALEX MARQUEZ – Il fratello di Marc si è definitivamente consacrato in Moto2 riuscendo ad emergere diventando Campione del mondo con una gara d’anticipo, grazie al secondo posto conquistato in Malesia. Marquez ha meritato il titolo soprattutto per quanto fatto vedere a inizio stagione: decisivo lo strappo in estate con le cinque vittorie ottenute nell’arco di sei gare da Le Mans a Brno, con in mezzo la caduta di Assen generata da Baldassarri che gli ha privato di un altro podio se non di una vittoria, visto che al momento della caduta era al comando. Da lì in poi Marquez non ha più vinto, ma ha gestito alla grande il suo vantaggio di oltre 40 punti maturato dopo il podio in Austria, e nonostante la caduta a Silverstone e le prestazioni sottotono di Motegi e Phillip Island, a Sepang ha chiuso matematicamente i conti; il +3 finale sull’arrembante Binder è solamente frutto della caduta di Valencia, quando Alex navigava in quinta posizione e per il titolo era ormai tutto finito. Il ritiro di Jorge Lorenzo gli ha aperto l’ingresso in MotoGP dalla porta principale andando ad affiancare suo fratello Marc in Honda HRC, ma il passaggio in Top Class Alex se lo merita eccome per la crescita avuta in queste stagioni di Moto2, culminata con il suo secondo titolo mondiale in carriera.

© motogp.com

BRAD BINDER – Il sudafricano era tra i favoriti della vigilia per il titolo, e si è dimostrato un degno avversario per Marquez. Binder però ha pagato un avvio a rilento da parte della KTM, che a inizio anno non riusciva a far lavorare al meglio le gomme e ciò ha condizionato i loro risultati. Da Assen in poi KTM è tornata ai vertici del campionato, e Binder ne ha colto i frutti migliori: dopo due secondi posti in Olanda e Germania, Brad vince in Austria nel giorno in cui KTM dice addio alla Moto2 per concentrare i propri sforzi sul progetto MotoGP, che nel 2020 lo vedrà coinvolto in prima persona nel team ufficiale. Successivamente arriva la vittoria ad Aragon prima dei trionfi nelle tre gare finali in Australia, Malesia e Valencia, mostrando velocità e sorpassi decisi ma mai scorretti, come avvenuto nell’ultima gara a Valencia su Luthi. Binder lascia la Moto2 da vice-campione con soli 3 punti di ritardo su Marquez, e con questo finale di stagione rimane il rammarico per non averlo visto giocarsi il titolo con Marquez sin da inizio campionato. Chi vi scrive adora Brad Binder e il suo modo di guidare, e sono convinto che anche in MotoGP saprà dire la sua, specialmente se la KTM continuerà a fare progressi.

THOMAS LUTHI – Lo svizzero è tornato in Moto2 dopo una deludente stagione in MotoGP, confermandosi come un top driver della categoria di mezzo. Luthi inizia bene il campionato sfiorando subito la vittoria in Qatar, vincendo poi ad Austin, che sarà poi la sua unica vittoria del 2019. Nonostante ciò Luthi si conferma costantemente tra i primi, anche se non riesce quasi mai ad impensierire Marquez nel discorso per il titolo. Nell’atto finale di Valencia Binder lo beffa per la vittoria e per il secondo posto in campionato, ma la stagione di Luthi si può definire lo stesso positiva, riuscendo a togliersi delle soddisfazioni nella categoria a lui più congeniale dopo un 2018 veramente pessimo.

JORGE NAVARRO – Lo spagnolo è stata una delle rivelazioni di questa stagione di Moto2, riuscendo finalmente ad esprimersi ad alti livelli. Il passaggio alla SpeedUp è stato quanto di meglio potesse capitare a Jorge, con la squadra di Boscoscuro che gli ha messo tra le mani una moto molto competitiva sia in gara che sul giro secco, ottenendo ben 4 pole position. Per Navarro il 2019 è stato ottimo con sette podi, in cui spiccano quattro secondi posti tra cui quello beffardo di Silverstone, quando ha perso la vittoria all’ultimo giro contro Fernandez. E’ mancata solo la vittoria al pilota classe ’96, atteso ad un 2020 da protagonista anche in ottica titolo.

© motogp.com

AUGUSTO FERNANDEZ – Usando un’espressione tipica degli sport americani, Fernandez è il Most Improved Driver di questa stagione di Moto2, ovvero il pilota che si è più migliorato rispetto all’annata precedente. I numeri confermano questa affermazione: Fernandez è stato una vera e propria sorpresa alla sua prima stagione completa in Moto2, riuscendo addirittura a vincere tre gare in Olanda, Gran Bretagna e la discussa vittoria di Misano viziata da un’infrazione dei track limits all’ultimo giro alla quale ha fatto poi seguito il sorpasso decisivo su Di Giannantonio per la vittoria. Fernandez ha letteralmente ribaltato le gerarchie nel team di Sito Pons che a inizio anno erano a vantaggio di Baldassarri, terminando poi la stagione in quinta posizione con 207 punti; il tutto nonostante abbia saltato le gare in Argentina e Texas per un infortunio, dal quale però ha recuperato alla grande tornando subito a podio in Spagna e Francia. Per Fernandez il 2020 dovrà essere l’anno della conferma, a maggior ragione con l’eredità della moto del Campione uscente Alex Marquez che il buon Augusto sostituirà nel team di Marc VDs.

FABIO DI GIANNANTONIO – Usando un’altra espressione cara agli Stati Uniti, il nostro Diggia è stato il Rookie of the Year di questa Moto2, ovvero il miglior debuttante dell’anno. Fabio disputa una stagione di altissimo livello per essere un debuttante, con i suoi momenti migliori arrivati durante le gare estive con i secondi posti di Brno e Misano, quest’ultimo dal sapore beffardo dopo la pole position conquistata e il sorpasso subito da Fernandez all’ultimo giro molto discusso. Il podio di Misano rimane purtroppo l’ultimo picco della stagione del pilota romano, ma da qui Fabio deve ripartire per vivere un 2020 da protagonista.

© motogp.com

RIMANDATI:

LORENZO BALDASSARRI – Il suo inizio di stagione aveva fatto sognare i tifosi italiani, con le tre vittorie ottenute nelle prime quattro gare che sembravano lanciare definitivamente Baldassarri verso il titolo, seguendo le orme di Morbidelli e Bagnaia che negli ultimi due anni hanno conquistato il titolo dopo un avvio di stagione simile a quello avuto dal Balda quest’anno. Purtroppo però le cose non sono andate così, con Baldassarri che è letteralmente crollato da Le Mans in poi, non riuscendo neanche a salire più sul podio e venendo surclassato dal suo compagno di squadra Fernandez, che al contrario si è affermato entrando anche nel discorso per il titolo. L’immagine di questo crollo si può facilmente identificare nella gara di Assen, quando in lotta per la vittoria con Marquez ha cercato un tentativo di sorpasso molto esagerato perdendo l’anteriore e stendendo lo spagnolo, collezionando così il terzo ritiro in quattro gare. Una seconda parte da dimenticare per lui, che però nutre della fiducia di Sito Pons che gli ha rinnovato il contratto per il 2020, e con la partenza di Fernandez Balda deve essere l’uomo di punta per il team spagnolo, con la speranza che possa esserci nel discorso per il titolo fino alla fine.

© motogp.com

LUCA MARINI – Il pilota dello Sky Racing Team ha avuto un rendimento simile a quello del 2018: una prima metà di stagione piuttosto sottotono, per poi crescere nella seconda metà ottenendo due splendide vittorie consecutive in Thailandia e Giappone. Marini ha trovato la performance anche con la gomma che Dunlop ha portato a stagione in corso, con la quale non tutti sono riusciti ad essere competitivi, ma Marini ha disputato comunque una stagione solida. Unica nota negativa la caduta in Austria a pochi giri dal termine, dove ha coinvolto anche Bastianini.

JORGE MARTIN – Il Campione del Mondo della Moto3 nel 2018 era sicuramente tra i rookie più attesi, ma quest’anno ha faticato ad essere subito competitivo anche per la scarsa competitività iniziale della sua KTM, cosa che ha penalizzato inizialmente anche il suo compagno di squadra Binder. Con la crescita del team, però è cresciuto anche Martin, con lo spagnolo che ha iniziato ad occupare costantemente le posizioni di vertice centrando anche due podi in Giappone e Australia. L’anno prossimo Martin è tra i piloti più attesi, e potrebbe rivelarsi un outsider di tutto rispetto.

© motogp.com

REMY GARDNER – Il figlio d’arte australiano si è finalmente messo in evidenza dopo anni deludenti con alcune prestazioni di rilievo, come il secondo posto arrivato in Argentina, il suo primo podio in carriera. Molto spettacolare nella guida nonostante sia spesso per terra, il passaggio alla Kalex del team SAG gli ha fatto bene, e ora è chiamato a migliorare la 15° posizione con la quale ha concluso questa stagione; il figlio di Wayne ha solo 21 anni e un futuro ancora tutto da scrivere.

BOCCIATI:

MARCEL SCHROTTER – Dopo l’ottimo 2018 il tedesco era chiamato al salto di qualità, ma purtroppo è una delle delusioni della stagione. Il suo campionato era iniziato bene: 3° in Qatar, 5° in Argentina e 2° ad Austin alle spalle di Luthi regalando alla Dynavolt una splendida doppietta. Ma da lì in poi l’unica volta in cui Schrotter riuscirà ad arrivare in Top-5 è la sua gara di casa al Sachsenring, chiusa al terzo posto. Una seconda parte di campionato in cui Schrotter ha navigato a centro classifica, lontano dalle aspettative iniziali e dal suo compagno di squadra Thomas Luthi che invece è stato costantemente in lotta per il podio. Saprà riscattarsi la prossima stagione?

XAVI VIERGE – Vierge aveva la grandissima occasione di competere in un top team della categoria quale è Marc VDs, ma se il suo compagno di squadra Marquez è andato a vincere il titolo, Vierge ha deluso clamorosamente. Xavi non è mai risultato competitivo a quei livelli, non finendo mai sul podio e spesso autore di cadute che gli sono costati punti pesanti. Male male.

© motogp.com

SAM LOWES – L’inglese anche quest’anno si è confermato come cascatore provetto. Anche quest’anno Lowes è stato spesso più in terra che in pista, con i risultati che sono mancati del tutto, con due quinti posti come migliori risultati stagionali. Troppo poco per uno che potenzialmente ha il manico per essere tra i primi.

ANDREA LOCATELLI – Dispiace mettere un pilota italiano tra i bocciati, ma anche quest’anno il Loka non è riuscito ad ottenere risultati di livello e ha anche nettamente perso il duello interno con il debuttante compagno di squadra in Italtrans Enea Bastianini, che a differenza sua è riuscito ad ottenere un podio accompagnato da altri risultati migliori. La squadra bergamasca non lo ha riconfermato per il 2020, preferendogli Dalla Porta, mentre per Locatelli il futuro sarà lontano dal motomondiale. Buona fortuna Loka!

DOMINIQUE AEGERTER – Per trovare una sella aveva aperto una raccolta fondi online, che gli ha permesso poi di ottenere il posto alla MV Agusta, ma visti i risultati non è stato un investimento fruttuoso. Il momento più alto della sua stagione probabilmente è stato il numero da circo fatto durante le qualifiche in Australia: come ha fatto a non cadere in quella circostanza?

© MotoGP / Official Instagram Page

Iscriviti al nostro Canale Telegram per ricevere tutti i nostri articoli sul tuo smartphone



Immagine in evidenza: © motogp.com

Non ci sono commenti