Analisi Tecnica: scopriamo la nuova Ferrari SF1000

11 Febbraio 2020 - 20:56
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Tanto lavoro sull’aerodinamica della nuova arrivata da Maranello

Wow: ciò che suscita la nuova nata di casa Ferrari, la monoposto che sostituirà la già nota SF90 dalla quale si sono impostate le fondamenta per la costruzione di questa nuova vettura.

Dalle prime immagini diffuse sul web, si può affermare che si è lavorato ampiamente sul comparto aerodinamico della vettura, cercando di raggiungere il giusto valore di carico in funzione dell’efficienza aerodinamico e della resistenza.

© Media Ferrari

Ciò che denota questo aspetto è sicuramente la presenza della famosa “ala centrale” introdotta negli anni precedenti dalla Red Bull, grazie alla quale si ipotizza un piccolo aumento della downforce combinata alla soluzione degli specchietti “soffianti” dotati di micro deviatore di flusso per incanalare quest’ultimo verso le bocche di raffreddamento dove sono collocati i radiatori.

I deviatori di flusso laterali riprendono in parte il concetto dello scorso anno, ad eccezione del nuovo traversino orizzontale collocato nella parte inferiore rispetto alla presa d’aria di raffreddamento (si presume contenga il cono antintrusione), che funge da ulteriore ala al quale è aggiunto il supporto verticale che sostiene l’ala centrale, calettata alle estremità.

© Media Ferrari

Rivoluzione nei bargeboards, composti da innumerevoli profili verticali fino ai tre mega profili accanto lo sponsor Mission Winnow, posti nella zona più cruciale, da un punto di vista aerodinamico, della vettura. I tecnici del cavallino hanno preso spunto da quello che era il concetto introdotto da McLaren lo scorso anno, riguardante il boomerang orizzontale costituito da due semiali rovesciate montate a sbalzo: ciò garantisce una corretta distribuzione del flusso aerodinamico ricco di turbolenze chiaramente proveniente dagli pneumatici anteriori.

Confronto SF90 – SF1000

Lo si era detto anche lo scorso anno che la Ferrari fosse la regina dell’outwash, e anche quest’anno l’ala anteriore presenta la stessa filosofia di direzione del flusso aerodinamico. Segnaliamo inoltre la presenza di due winglet in pieno stile aeronautico poste ai lati dell’airscope, anche quest’anno triangolare.

© Media Ferrari

Lo schema sospensivo è il classico push-rod all’anteriore, mentre al posteriore troviamo il pull-rod a tirante rovesciato. L’ala posteriore rimane invariata, in configurazione a due piloni a collo di cigno attraverso i quali passa lo scarico del V6 turbo-ibrido sormontato dai piccolo condotti della valvola wastegate.

Soffermandoci sul posteriore, quest’ultimo risulta molto stretto frutto anche di una nuova scatola del cambio che ha sicuramente permesso di ridurre gli ingombri nella cosiddetta zona coca-cola. Presente la doppia T-Wing.

© Media Ferrari

Viene chiaramente mantenuto l’assetto rake, mentre il passo è stato ridotto ai fini dell’incremento del carico aerodinamico.

Sicuramente una delle novità principali riguarda la zona centrale, in particolare le pance molto dolci e strette accompagnate ad un fondo piatto piuttosto convenzionale e dotato di soffiaggi longitudinali.

Insomma, una Ferrari più estrema, aggressiva ma soprattutto più rossa! Non resta che vedere come si comporterà in pista, in occasione dei test invernali a Barcellona.

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Immagine in evidenza: © Media Ferrari

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