Fastback | GP Australia 1999: la grande gioia di Eddie Irvine

11 Marzo 2013 - 9:45
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Il pilota della Ferrari ottiene il primo successo in carriera in una gara piena di colpi di scena




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La Stewart di Herbert in fumo


Il 1999 inizia con grandi ambizioni per la Ferrari: dopo il titolo sfiorato da Schumacher ci sono possibilità concrete di lottare nuovamente per l’iride, questa volta con successo. Nelle qualifiche del GP d’Australia, però, la McLaren mostra una superiorità disarmante: Schumacher si qualifica terzo a più di 1,3 secondi dal poleman Mika Hakkinen, mentre Eddie Irvine marca il sesto tempo. 
Prima della partenza grande spavento al box McLaren: un cavo rimane impigliato nella gomma posteriore di Hakkinen, e quando il finlandese cerca di immettersi nella pit lane l’impalcatura del box McLaren viene giù. Fortunatamente nessuno si fa male. Anche alla partenza c’è un contrattempo: il posteriore della Stewart di Johnny Herbert “fuma”, e la stessa cosa succede al compagno di squadra Barrichello: la partenza viene rinviata ed Herbert è costretto a seguire la corsa dai box perchè il muletto viene assegnato a Barrichello, meglio piazzato di lui in qualifica (quarto). Altro caos al giro di riscaldamento: Hakkinen rimane fermo, ma riparte prima che l’ultima vettura abbia tagliato il traguardo, e così può riprendere la sua posizione. Hakkinen, però, tappa Schumacher, che si avvia solo dopo il passaggio della Minardi di Gené: il Kaiser è costretto a partire dal fondo.
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La partenza del Gran Premio d’Australia ’99


Finalmente il gran premio può partire: le McLaren restano prima e seconda, Irvine parte benissimo e scavalca Frentzen. Mentre Hakkinen e Coulthard si involano indisturbati, Schumacher inizia a risalire il gruppo, mentre Trulli e Fisichella gravitano attorno alla zona punti, e Badoer con la Minardi, dopo lo start, è addirittura undicesimo. Al tredicesimo giro bruttissimo incidente per Jacques Villeneuve: il canadese della BAR parte in testacoda a 280 km/h dopo la curva Clark per la perdita dell’ala posteriore: per questo motivo entra in pista la Safety Car. Sempre al giro 13 Coulthard è costretto al ritiro per un problema idraulico sulla sua McLaren.
Alla ripartenza Hakkinen ha delle difficoltà, dovute ad un problema all’acceleratore e tutto il gruppo arriva al traguardo praticamente appaiato: dopo la linea d’arrivo i piloti possono finalmente attaccarsi, e Irvine ne approfitta sopravanzando Hakkinen e prendendo la leadership della gara, mentre Ralf Schumacher supera la Jordan di Frentzen, che però si riprende la posizione nella curva successiva. Intanto Fisichella rompe il muso urtando Trulli, ma l’abruzzese della Prost prosegue indenne e alla chicane Clark sorpassa in maniera spettacolare Ralf e si issa in terza posizione! Qualche giro dopo c’è una nuova Safety Car: alla curva dello stadio Zanardi perde il controllo della sua Williams e va a sbattere.
Trulli decide di sfruttare l’ingresso della Safety Car per effettuare la sosta, ma per un problema alla pompa di benzina deve rientrare due volte in due giri. La gara riprende con un incidente tra Trulli e Gené. Poche tornate più tardi Schumacher, che ha rimontato fino al quarto posto, buca una gomma e rompe l’alettone anteriore a causa di un detrito lasciato dalla BAR di Villeneuve. Peggio va a Wurz, che vede la sospensione posteriore sinistra della sua Benetton rotta da un altro detrito, sempre nello stesso punto del tracciato. Dopo il valzer dei pit stop Irvine comincia a guadagnare diversi secondi su Frentzen e Ralf, mentre il calvario di Michael Schumacher non ha fine: prima attraversa la pit lane a rilento senza rientrare per la sosta, e nel giro successivo è costretto a sostituire il volante per un problema di natura elettronica sulla sua Ferrari. Il tedesco torna in pista in decima posizione.
Mentre sulla Williams di Ralf Schumacher si rompe un deviatore di flusso, Irvine ha problemi col doppiaggio di Ricardo Zonta della BAR. Il brasiliano lo ostacola per qualche giro, e il pilota della Ferrari riesce a superarlo solo quando sulla BAR si rompe il cambio. Schumacher si sfoga segnando il giro più veloce, mentre Barrichello, che dopo aver rimontato molte posizioni aveva ricevuto uno stop&go per aver superato la Ferrari di Schumacher in regime di Safety Car (la prima delle due, ndr), sorpassa le due Arrows e si porta al quinto posto.
Negli ultimi giri Irvine gestisce il vantaggio e riesce a tagliare il traguardo in prima posizione, davanti a Frentzen e Ralf Schumacher. Quarto Fisichella, poi Barrichello e De la Rosa, che al debutto in Formula 1 conquista un punto con la Arrows. Settimo Takagi (Arrows), ottavo e ultimo Michael Schumacher.
Per la Ferrari e Irvine si tratta di una vittoria storica: è il primo centro della Rossa a Melbourne, e il primo nella gara d’esordio dopo quello di Mansell nel 1989, mentre per il nord-irlandese è la prima vittoria in carriera in Formula 1. La Ferrari è anche l’unica squadra ad aver terminato la corsa con entrambe le vetture nuove (le Arrows erano quelle del 1998, aggiornate per il nuovo regolamento, ndr). Nonostante ciò, il team principal Jean Todt non mostra alcun segno di gioia al termine della corsa, e si sofferma nelle interviste soprattutto sulle disavventure avute da Schumacher. La squadra, invece, gioisce alla festa del podio, e Irvine e il suo ingegnere di macchina Baldisserri si godono sul podio il meritato trionfo.
 

 

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Immagine in evidenza: ©Scuderia Ferrari

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