F1 ESports: Jarno Opmeer campione del mondo, Mercedes vince il titolo costruttori

Si deve arrendere all'ultima gara Rasmussen, nei team vittoria agile di Mercedes con una gara d'anticipo

Per questo ultimo appuntamento stagionale abbiamo deciso di condensarvi tutto il resoconto delle gare in un unico articolo, per farvi vivere tutto d’un fiato la lotta per il campionato costruttori e piloti che è andata in scena sui circuiti di Imola, Città del Messico e Interlagos

IMOLA

Pole position a sorpresa sul tracciato italiano per Josh Idowu, alla sua prima partenza al palo in carriera, secondo Tonizza, quarto Blakeley, quinto Opmeer, quindicesimo Rasmussen. Partenza per tutti su gomme medie, tranne per i primi due e per Sipos nella seconda metà del gruppo. La prima parte di gara scorre essenzialmente tranquilla, con Tonizza e Idowu che provano ad allungare prima del pit arrivando a costruire un vantaggio che prima di fermarsi si attestava attorno ai 2.7 secondi. Dal settimo giro inizia il valzer dei pit stop, aperto dal ferrarista Brendon Leigh, seguito nel giro successivo da Bari Boroumand, Shanaka Clay (che sostituiva Haddad per questa gara) e Van Erven e soprattutto al giro 9 da Idowu, Blakeley e Opmeer, con quest’ultimo che rientra un po’ nel traffico avendo ora tra se e Blakeley, Clay, compagno di Blakeley, e Boroumand, compagno di Idowu, mentre prima del pit era incollato al pilota e rivale per il titolo della Aston Martin. Così, nel giro successivo, oltre al pit di Tonizza, Opmeer attacca subito Shanaka Clay e lo passa senza troppe remore e la classifica fra coloro che hanno pittato recita ora così: Idowu, Tonizza, Leigh, Blakeley, Boroumand, Opmeer. A questo punto, come ad Alonso per Ocon in Ungheria, viene chiesto a Boroumand di difendere il più a lungo possibile la posizione per complicare la rimonta di Opmeer verso la vetta, occupata dal compagno di team: il pilota iraniano combatte e sfrutta tutta la sua batteria, ma al tredicesimo giro cade anche lui sotto il passo indiavolato dell’olandese della Mercedes. Nel mentre Moreno rientra al box per il cambio gomme, ma supera il limite di velocità nell’entrata dei box e prende 5 secondi di penalità (stessa cosa successa a Boroumand in occasione del suo pit). Ma è negli ultimi sette giri che si accendono gli animi e inizia un certo caos: al quindicesimo giro Blakeley tampona Tonizza (anche se il britannico accusa poi tramite social il pilota Ferrari di Brake Check) danneggiando l’ala e compromettendo così la sua gara venendo sfilato mano a mano da diversi piloti, sempre al quindicesimo passaggio contatto fra Kiefer e Van Erven, al diciottesimo giro contatto fra Shanaka Clay e Boroumand e infine all’ultimo giro contatto alla prima staccata fra Idowu e Tonizza, con il primo che finisce lungo, rientra in pista e viene a contatto questa volta con Opmeer finendo definitivamente fuori. Alla fine di tutto questo caos la classifica vede in testa Tonizza, che conquista il suo primo successo stagionale, davanti a Opmeer, Rasmussen che grazie ai vari contatti e ad un passo veloce e costante ha risalito ben 12 posizioni dal via, Tormala e Leigh che conclude quinto con la seconda Ferrari, chiudendo così la miglior gara della stagione per la scuderia di Maranello. Chiudono la zona punti Romanidis in sesta posizione, Moreno in settima (secondo al traguardo, ma ricordiamo la sopracitata penalità), Sipos ottavo, Weigang nono e infine a strappare un punticino troviamo anche Blakeley. Gara notevole anche per l’esordiente italiano Dario Iemmulo con Alpha Tauri, che dopo una qualifica chiusa al ventesimo posto, chiude la gara in tredicesima posizione.

CITTA’ DEL MESSICO

Pole position questa volta per Rasmussen su Red Bull, Boroumand secondo, Opmeer terzo, mentre Blakeley, dopo un’invalidazione causa track limits nel primo push, ne fa un secondo, ma chiude “solo” settimo. Questa volta gli unici a partire su gomma morbida sono i primi tre, che mantengono la leadership dopo la partenza e dopodiché iniziano a collaborare con le scie per allungare il più possibile, riuscendo a staccare il gruppo di ben 5.5 secondi al loro apice di vantaggio all’incirca. Tra l’undicesimo e il tredicesimo giro pittano i primi tre e la maggior parte del gruppo, senza che questo cambi l’ordine con cui si stava svolgendo la gara, se non che ora è il terzetto davanti ad avere la gomma media, mentre gli inseguitori, capitanati da Moreno nella rimonta, hanno il compound più veloce, ossia la gomma, soft. Negli ultimi giri la gara fra i primi 3 si accende, con diversi sorpassi, che ci portano all’ultimo giro, o meglio, all’ultima curva del penultimo giro: Opmeer è davanti a Rasmussen, ma sa che con il lungo rettilineo, scia e drs il pilota Red Bull se lo sarebbe mangiato, quindi lo lascia passare prima del detection point, per poi risorpassarlo sul dritto e andare così a prendersi una meritatissima vittoria. Negli altri due gradini del podio troviamo i suoi due compagni di fuga iniziali: Rasmussen secondo e Boroumand terzo. In quarta posizione chiude Dani Moreno, che nonostante l’ottima rimonta per riuscire a portare su il gruppone sotto il secondo dei primi tre, poi non ha più gomma per portargli però l’attacco. Quinta posizione per Leigh, che pare al suo apice di forma stagionale, mi sentirei di dire, che chiude davanti a Blakeley, che con questo piazzamento è ufficialmente fuori dalla lotta per il titolo, ma ci ha fatto divertire davvero molto con sorpassi bellissimi, come quello su Idowu o su Tonizza soprattutto. Chiudono la zona punti Longuet e Kiefer, che avevano guidato il gruppone nella prima parte di gara, nono il vincitore di Imola, Tonizza, e infine un punto anche per Tormala, con Alpha Tauri. L’altro pilota italiano in gara, Daniele Haddad, chiude in quindicesima posizione. Grazie a questo ordine di arrivo, Mercedes è ufficialmente campione nei costruttori con una gara di anticipo, mentre i contendenti per il titolo piloti sono rimasti solo Opmeer, che ha 21 punti di vantaggio su Rasmussen.

INTERLAGOS

Pole position, come lo scorso anno, per Longuet che si trova alla grande sul tracciato brasiliano, seguito da Kiefer e Blakeley, Opmeer parte quarto, Rasmussen solo decimo. La partenza fila liscia e l’unica cosa da segnalare è il sorpasso di Rasmussen su Haddad per la nona posizione. Per quanto riguarda la scelta delle gomme, ancora una volta vanno tutti sulla media, tranne Longuet e Carreton che partiva quinto. I primi sei giri scorrono tranquillamente con il solo Carreton che regala emozioni con la sua Williams scalando fino in seconda posizione. Al sesto giro Haddad inaugura il valzer dei pit stop e nell’arco di due giri si fermano tutti tranne un piccolo gruppo di piloti, tra cui segnaliamo Rasmussen e Moreno. Dal decimo giro però inizia tutta una serie di eventi particolarmente movimentati che proverò a riassumervi: tra il decimo e il quattordicesimo giro Weigang con gomme vecchie dal via fa da tappo a Longuet, che dalla partenza comandava la gara, Kiefer e Blakeley; al quattordicesimo giro lo passano loro tre e diversi piloti dietro. Contemporaneamente al quattordicesimo giro entra al pit Rasmussen, che nel mentre era rimasto fuori per cercare di avere poi gomme fresche nel finale. Da questo momento, a mio modesto parere, Kiefer inizia a giocare di squadra cercando di rallentare tutto il gruppo (senza fare nulla di irregolare si intende, ci mancherebbe) per favorire la rimonta del compagno in Red Bull: la missione riesce, in appena 3 giri Rasmussen è già risalito al sesto posto, ma intanto in mezzo al marasma del gruppone se ne scappa Blakeley in prima posizione con più di due secondi di vantaggio. Altri quattro giri e Rasmussen è secondo, mentre Opmeer continua a tenere saldamente la sua quinta posizione, che gli regalerebbe matematicamente il titolo e con margine. Rasmussen nel finale riesce anche a recuperare Blakeley e passarlo all’ultimo giro, andando così a vincere, ma non basta: Opmeer, quarto, è per la seconda volta campione!

Per quanto riguarda la classifica di questa gara nel dettaglio, questi sono i primi 10, da notare i primi punti per Haas portati da Van Erven: prima posizione come detto per Rasmussen, poi Blakeley, Job, Opmeer, Idowu, Van Erven, Schutte, Carreton, Kiefer e Longuet, che aveva chiuso terzo al traguardo, ma sconta 5 secondi di penalità.

Aggiornamento: a seguito di penalità post gara, la nuova classifica, che non varia nelle prime sei posizioni, vede dei cambi dalla settima alla decima per quanto riguarda la zona punti: Longuet è ora settimo, seguito da Carreton, Thome e Schutte.

Per quanto riguarda gli italiani: per Haddad non paga la sosta così anticipata e termina in tredicesima posizione, meglio di lui fa l’esordiente Lovece che con una gara accorta e fatta di ottimo passo chiude ad un passo dai punti in undicesima posizione; Sfortunato Di Capua che immaginiamo abbia rovinato l’ala nei primi giri, suppongo dopo un contatto con Weigang, ma le immagini non ci hanno aiutato in questo, posso solo suppore dai tempi dei due.

E’ finita così un’altra stagione di F1 ESports, è stato un piacere raccontarvela e vi diamo appuntamento nei prossimi giorni per un resoconto finale sulla stagione nel suo insieme!

Immagine in evidenza: ©Formula 1 Twitter Page

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Autore

Andrea Perlasca
Studente di Filosofia appassionato di motori, specialmente delle 4 ruote e dell'eSport.

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