LE MANS 24 Virtual | La rivincita del Simracing

19 Giugno 2020 - 11:00
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ACO e WEC hanno puntato sul simracing per riempire il weekend di metà giugno, lasciato vuoto dallo spostamento della 24 Ore di Le Mans. La classica endurance francese si è corsa su rFactor 2 ed è giunto il momento di analizzare pro e contro di uno degli eventi virtuali più importanti di sempre.




Il 13 ed il 14 giugno 2020 il simracing ha compiuto un nuovo ed importante passo verso la diffusione globale del concetto di simulazione più pura ed attendibile possibile. ACO e WEC hanno collaborato insieme a Studio397 per portare nelle case di milioni di appassionati un prodotto valido e, soprattutto, fedele alle dinamiche reali. Sto parlando della 24 Ore di Le Mans Virtuale, un evento dalle dimensioni mastodontiche nato dall’idea di sostituire, almeno in parte, la magica maratona francese spostata a settembre a causa delle ordinanze restrittive relative al contenimento della diffusione del Covid-19.

Nell’analisi soggettiva dell’evento conclusosi domenica 14 giugno alle ore 15:00 mi ritrovo obbligato, con piacere, a partire dal momento in cui la gara è stata annunciata. ACO e WEC hanno sin da subito spinto per avere i costruttori e le squadre ufficiali del Mondiale Endurance, portando Studio397 ad inserire, oserei dire finalmente, la Ferrari 488 GTE, assente nell’endurance pack precedente. Di certo già da qui si può comprendere quanta importanza sia stata assegnata a questo evento, soprattutto considerando quanto possa costare una licenza ufficiale Ferrari per uno studio di sviluppo sicuramente non così numeroso a livello di personale.

Sin dai primi giorni si sono potute definire le prospettive di un evento così importante, tant’è che i primi equipaggi di classe LMP2 e GTE iscritti hanno di certo destato interesse e curiosità. Tanti, tantissimi, i piloti ufficiali impegnati nei propri simulatori, affiancati nelle medesime squadre dai veloci ed esperti simdrivers del settore eSport. Un’opportunità incredibile che, anche solo per poche settimane, ha formato l’ambiente ideale per l’unione di due universi così diversi ma, in fin dei conti, piuttosto simili: il motorsport reale si è reso protagonista di una fusione con quello virtuale, ed entrambi hanno collaborato evitando quegli scontri e quelle spaccature da sempre presenti nelle migliaia di conversazioni incentrate sui pro ed i contro delle due discipline. Una miscela che io definirei perfetta basandomi sui risultati ottenuti al termine della 24^ ora di gara. Tralasciando la classifica finale e le prestazioni dei piloti/simdrivers coinvolti e concentrando le mie attenzioni sul lato più profondo dell’evento, posso definirmi molto soddisfatto di aver assistito ad una 24 Ore sì diversa, ma non per questo brutta e da snobbare. La collaborazione tra i membri ufficiali delle squadre (Raffaele Marciello, Louis Deletraz, Charles Leclerc, Nicki Thiim, Nick Tandy, J.E. Vergne e tanti altri) e i piloti virtuali (Nikodem Wisniewski, Kuba Brezinski, Manuel Biancolilla, Enzo Bonito, David Tonizza, Olli Pahkala, Amos Laurito, Jimmie Broadbent ecc…) ha reso magnificamente, emozionando chi come il sottoscritto reputa fondamentale il legame Motorsport – eSport per la crescita parallela di entrambi i contesti.

I problemi non sono di certo mancati, tutt’altro. Chi gareggia su rFactor 2 conosce le problematiche relative soprattutto alla stabilità dei server utilizzati da S397, punti deboli di un prodotto comunemente riconosciuto come il migliore sul mercato in fatto di fisica e di riproduzione delle dinamiche di gara. Le due bandiere rosse hanno reso ancor più concrete le difficoltà del software in uso, troppo fragile per reggere 24 ore consecutive di gara con centinaia di persone presenti nel server, tra piloti, ingegneri ed addetti ai lavori. La gestione della gara, dunque, si è rivelata difficoltosa ed i piloti sono stati i primi a subirne le conseguenze, soprattutto per ciò che concerne i talvolta frustranti cambi pilota durante le soste ai box. Situazioni immaginate e previste da tutti gli esperti del motorsport virtuale nel momento in cui ACO e WEC hanno confermato l’utilizzo della piattaforma rFactor 2 per replicare la 24 Ore originale. Ciò nonostante, considerando che questa fosse la prima esperienza ufficiale, a metterci una pezza è stato il reparto mediatico studiato alla perfezione dagli organizzatori. Nell’arco delle 24 ore di gara la regia internazionale è stata impeccabile, puntuale e soprattutto brava nel gestire le situazioni meno felici come le già citate bandiere rosse. L’impatto visivo, personalmente, è stato superlativo nonostante rFactor 2 non vanti tra i punti di forza il comparto grafico, fattore di minore importanza nel momento in cui si deve analizzare un simulatore. Il ciclo giorno-notte ha contribuito a rendere ancor più magico e scenografico lo scenario, regalando a piloti e spettatori fotogrammi e sensazioni memorabili. A dar man forte, inoltre, sono arrivate le grafiche ufficiali del WEC, talvolta non precise e puntuali nel segnalare le varie informazioni, ma generalmente funzionali ed esteticamente riuscite. Poter utilizzare l’interfaccia reale ha aiutato ACO, WEC e S397 a confezionare un prodotto eccezionale secondo gli standard visivi moderni e tutto ciò ha permesso agli spettatori di calarsi ancor di più in un’atmosfera tanto surreale quanto emozionante. A completare il mosaico non potevano mancare i telecronisti e gli ospiti, tasselli fondamentali nell’avvicinare il pubblico ad un contenuto per certi versi inedito. Martin Haven (telecronista ufficiale del WEC) e Ben Constanduros hanno lavorato insieme a Chris McCarthy e Luis McClane, due esperti del simracing, per tutta la durata dell’evento, introducendo alla perfezione i novizi ai tecnicismi del mondo eSport e, al tempo stesso, dimostrandosi preparati verso chi vive e lavora nell’ambito virtuale. Nota di merito anche per le grandi figure invitate ed apparse nelle varie ore di programmazione: Allan McNish, tre volte vincitore della 24 Ore di Le Mans, ha intavolato delle bellissime conversazioni insieme a piloti e compagni del calibro di Tom Kristensen (soprannominato “Mr.Le Mans” grazie alle nove vittorie conquistate nel Circuit de La Sarthe) e Dindo Capello, personaggi amati e rispettati in ogni dove. I tre piloti appena citati sono stati protagonisti di una divertente e nostalgica chiacchierata con Wolfgang Ullrich, capo della sezione sportiva di Audi, al comando della quale ha conquistato ben tredici vittorie a Le Mans. Da notare anche le piacevoli comparse di Hans-Joachim Stuck, Derek Bell, Jacky Ickx ed altri personaggi di spessore.

In Italia la 24 Ore di Le Mans Virtuale è andata in onda sia su Eurosport sia su Sky Sport F1. Nel primo caso al commento abbiamo potuto apprezzare Nicola Villani, la voce dell’endurance nel nostro paese, palesatosi in cabina di commento in tre fasce orarie: 14:30 – 17:15, 19:30 – 22:00 e 12:30 – 15:00. Villani ha commentato sempre da solo, affrontando con tenacia un tema che solo durante il regime di quarantena è stato inserito nei palinsesti delle grandi televisioni. Sky Sport F1, invece, ha messo in piedi una diretta integrale gestita dall’eSport Palace di Bergamo. Qualche problema tecnico c’è stato, soprattutto nel corso delle prime ore, ma sono dell’opinione che gli enormi sforzi fatti per rimanere in live per tutta la gara vadano premiati.

In conclusione, la 24 Ore di Le Mans Virtuale organizzata da ACO – WEC su rFactor 2 può essere considerata un vero e proprio successo nell’analisi generale di un progetto così importante. I problemi ai server non si possono ignorare, né tanto meno interpretare come episodi singolari. Sono difficoltà che Studio397 dovrà affrontare e superare nel caso in cui l’anno prossimo si ritorni a gareggiare virtualmente tra gli storici tratti del Circuit de La Sarthe. Per il momento rimango dell’idea che la maratona francese virtuale andata in scena il 13 e 14 giugno rappresenti un vero e proprio balzo in avanti per il Simracing, ultimamente non proprio esaltato dalle centinaia di gare organizzate sui più disparati software.

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Immagine in evidenza: © Rebellion Facebook Official Page

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