Sguardo al Passato | I piloti che… in Formula 1 è meglio di no

04 Gennaio 2013 - 13:58
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In F1 hanno corso tanti piloti di talento, ma anche diversi piuttosto scarsi. Ecco l'elenco dei "brocchi" della storia recente della F1




La Formula Uno è il campionato a quattro ruote più importante del mondo, e tantissimi talenti cristallini hanno regalato spettacolo agli appassionati nel corso della storia. Grandi piloti, grandi circuiti e grandi corse. Ma non tutto è stato bello: i fan di Formula Uno, loro malgrado, hanno dovuto osservare le tremende performance di alcuni piloti assolutamente inadatti alla categoria, alcuni dei quali si sono rivelati un pericolo non solo per sé stessi, ma anche per i propri colleghi. Ma quali sono fra questi i piloti meritevoli di una menzione?

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Antonio Pizzonia sulla Jaguar


Antonio Pizzonia. Può un pilota che ha guidato per Jaguar e Williams essere considerato scarso? Sì. Nel 2003 è compagno di squadra di Webber alla Jaguar, ma mentre l’australiano arriva a punti con regolarità le performance del brasiliano sono assolutamente imbarazzanti, e per questo motivo al termine del GP di Gran Bretagna viene appiedato e sostituito da Justin Wilson. Nel 2004 corre quattro gran premi al posto dell’infortunato Ralf Schumacher e con una Williams veloce conquista solo 3 settimi posti. A fine 2004 ha la possibilità di diventare titolare per il team inglese, ma il duello invernale con Heidfeld lo vede perdente. Nel 2005 subentra nelle ultime corse del campionato proprio ad Heidfeld, non raccogliendo punti. Riesce perfino a farsi cacciare dalla Fisichella Motorsport in GP2 per le sue pessime prestazioni.
Taki Inoue. Questo giapponesino ha corso in Giappone nel ’94 guidando la Simtek e il campionato 1995 con la Footwork, ma i suoi risultati sono stati a dir poco pessimi. Preso in Simtek per la gara di Suzuka, dopo tre giri va in testacoda a causa del nubifragio presente sul circuito nipponico. Nel ’95 il suo miglior risultato è un ottavo posto nel Gp di Monza, nel quale un sacco di piloti di vertice si ritirano per problemi tecnici o incidenti (vedi contatto Hill-Schumacher). Mai competitivo, il suo momento saliente in  Formula Uno è l’essere stato investito dalla medical car nel Gp d’Ungheria.

Certo che almeno saper attraversare la strada… Ora ha istaurato una partnership con l’amico Vincenzo Sospiri per portare i talenti giapponesi in Auto Gp: sperando che siano migliori di lui!
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Katayama sulla Tyrrell


Ukyo Katayama. La Japan Tobacco gli garantisce il posto in Formula Uno per diversi anni, ma non è che i risultati siano esaltanti, anzi. Passi per la Larrousse, che nel ’92 non è competitiva, ma con la Tyrrell, in quattro anni, riesce a fare solo 5 punti (tutti nel ’94) e si segnala più per un pauroso incidente all’Estoril che non per i risultati in pista. Chiude la carriera in Minardi, rullato spesso dall’esordiente Jarno Trulli.
Pedro Paolo Diniz. Il suo arrivo nei gran premi è dovuto alla Parmalat, che permise anche la nascita del suo primo team nel campionato, la Forti. Nella sua carriera qualche discreto risultato è arrivato, però la citazione in questa lista è dovuta sopratutto al fatto che con le macchine che ha guidato oltre alla Forti (Ligier, Arrows, Sauber) poteva fare be in di più. Nel giorno in cui Hill sfiora la vittoria in Ungheria nel ’97 lui nel primo giro è penultimo: in Sauber viene quasi sempre sovrastato da Alesi, in Ligier da Panis e nel suo ultimo anno in Formula Uno, nel 2000, non marca punti. Una cosa positiva però c’è: ha lasciato il suo posto in Sauber a Kimi Raikkonen.
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Narain Karthikeyan a New Delhi nel 2011


Narain Karthikeyan. Ottiene il posto in Jordan grazie ai soldi forniti dai suoi sponsor più che per le sue abilità di guida. Non a caso, mentre Monteiro con la Jordan si segnala per 18 gare su 19 terminate e per un punto ottenuto a Spa, l’indiano lotta spesso con le Minardi. Arriva quarto nel GP degli Usa corso solo dai gommati Bridgestone, ma Monteiro gli finisce davanti. Torna in Formula Uno grazie alla HRT, che ha bisogno di piloti paganti, ma è sempre più lento di Liuzzi, e per questo la squadra spagnola lo sostituisce con Ricciardo. Ma anche quest’anno la HRT ha deciso di fare affidamento su Karthy, che si è segnalato sopratutto per aver rovinato la gara di Vettel in Malesia (e quella di Button) e per aver causato un incidente terribile a Rosberg. La scomparsa del team spagnolo ci priverà dell’indiano: ce ne faremo una ragione!
 
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Gaston Mazzacane sulla Minardi nel 2000


 
Gaston Mazzacane. Uno fra quelli scarsi fatti esordire in Formula Uno con la Minardi. Spesso sovrastato dal compagno di box Marc Gené, si fa notare solo a Indianapolis, quando è in buona posizione mentre la pista è ancora bagnata e ha un bel corpo a corpo con Hakkinen. Nella stessa gara riesce nell’impresa di arrivare alla piazzola box ai 50 all’ora, facendo volare un meccanico. Sempre nello stesso weekend, l’argentino, non a conoscenza del fatto che il warm up si disputasse un’ora prima del solito, arrivò in autodromo tre minuti prima dell’inizio dello stesso, prendendosi il ‘cazziatone’ dai vertici del team. Nel 2001 va alla Prost con la clausola contrattuale di poter essere sostituito nel caso di performance non all’altezza, cosa che puntualmente avviene dopo appena 4 gare.
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Alex Yoong nel 2002 sulla Minardi


Alex Yoong. Il malese corse le ultime tre gare del 2001 e quasi tutte quelle del 2002 con la Minardi. Il suo esordio fu a dir poco incredibile: nelle prove libere del GP di Monza vuole bere e schiaccia un tasto sul volante, ma in realtà pigia il tasto di spegnimento del motore nel bel mezzo del rettilineo principale. Tremendamente più lento dei suoi compagni di squadra (Alonso nel 2001 e Webber nel 2002) riesce nell’impresa di non qualificarsi per la gara a San Marino, Silverstone e Hockenheim, e per questo verrà sostituito per due gare da Anthony Davidson. In Australia, con più di mezzo gruppo coinvolto in un incidente alla partenza, sfiora la zona punti arrivando settimo, prendendosi però un giro da Webber, quinto al traguardo. Terribile.
 
 
 
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L’incidente tra Yamamoto e Fisichella a Interlagos 2007


Sakon Yamamoto. E’ arrivato in Formula Uno in Super Aguri per sostituire il buon Montagny grazie ai soldi della madre. Poi ha avuto la possibilità di guidare la Spyker nel 2007 e qualche volta la HRT nel 2010. I risultati? Sempre orrendi. Si segnala solo per aver tirato sotto un meccanico a Monza (non per colpa sua) e per aver preso in pieno Giancarlo Fisichella nel corso del GP del Brasile 2007, l’ultimo disputato con la Spyker. I risultati non arrivano nemmeno in GP2, e la sua giustificazione è: “Ero abituato al controllo di trazione. Senza faccio fatica.” Solo per questo merita la citazione.
Ricardo Rosset. Arriva in Formula Uno nel ’96 da vice campione di Formula 3000. Tuttavia la sua esperienza in Footwork è tremenda: sempre dietro a Verstappen, nei circuiti più difficili e sul bagnato va sempre nel pallone. Nel 1997 viene assunto dalla Lola assieme a Vincenzo Sospiri, ma dopo la mancata qualificazione in Australia la squadra, perdendo il supporto dello sponsor Mastercard è costretta a chiudere. Comunque in Australia Rosset gira mediamente un secondo più lento di Sospiri. Nel ’98 viene assunto dalla Tyrrell al posto di Verstappen: il vecchio Ken Tyrrell, fermamente contrario alla decisione dei vertici del team, se ne va in segno di protesta. I riscontri dell’asfalto danno ragione a Ken: Rosset è sempre lentissimo, a volte anche più del duo della Minardi, e con Takagi forma una delle coppie meno forti della storia della Formula Uno. A Monaco è protagonista di un sacco di errori e di una manovra pericolosissima al Mirabeau, con una folle retromarcia per metà rettilineo senza guardare negli specchietti. In quel weekend, tra l’altro non riesce nemmeno a qualificarsi.

Yuji Ide. Lui è “la pippa” per eccellenza: il pilota che mai vorresti vedere correre. Arriva in Formula Uno grazie alla Super Aguri, ma se non ci fosse mai arrivato sarebbe stato meglio. Corre quattro gran premi e riesce a farsi notare per creare problemi nei doppiaggi, per non riuscire a guidare sui cordoli e per aver tentato di ammazzare Albers nella partenza del GP di Imola. La Super Aguri lo sostituisce con Montagny, ma per precauzione la FIA gli toglie la superlicenza. Raikkonen accolse la notizia dicendo: “Sono piuttosto sollevato. Per carità, è un bravo ragazzo, ma è piuttosto lento, e si gira spesso, così non sai mai se si girerà nel momento in cui tu gli sei attaccato. A Monaco sarebbe stato un pericolo.” In quattro gare è riuscito a lasciare un segno nel mondiale, ma non come lui sperava.

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