Pagelle Mexico City ePrix | Evans dominante, Buemi finalmente sorride. DS Techeetah in confusione, male Mercedes

16 Febbraio 2020 - 16:20
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E-Prix Mexico City 2020




Mitch Evans (1° posto), voto 10 – Una gara incredibile, una delle più dominanti della storia del campionato citando Jack Nicholls, che riporta Evans al successo quasi a distanza di un anno dal primo trionfo avvenuto la scorsa stagione a Roma. Evans è stato subito aggressivo al via su Lotterer andando subito a prendere la testa della gara per non lasciarla mai. Gran vittoria per Evans, che continua la sua crescita da trascinatore della Jaguar e si porta in testa al campionato: riuscirà ad essere un serio pretendente al titolo?

© Jaguar Racing / Official Twitter Page

Antonio Felix Da Costa (2° posto), voto 9 – Altro podio per il portoghese, che come in Cile chiude al secondo posto. Molto veloce in gara riesce a rimontare nonostante dal box gli viene detto più volte di scambiare la posizione con Vergne, cercando di evitare le tensioni vissute a Santiago ma col risultato di perdere terreno prezioso mettendo anche a rischio il podio, nonostante AFDC fosse nettamente più veloce di JEV . Fortunato nel vedere Bird andare a muro davanti a se, ma personalmente sono convinto che se non gli avessero fatto perdere tempo nella parte centrale di gara il portoghese sarebbe potuto anche ad andare ad impensierire Evans per la vittoria. DS Techeetah però lascia il Messico con la consapevolezza di avere una monoposto molto competitiva in gara, con un Da Costa in gran forma.

Sebastien Buemi (3° posto), voto 8,5 – La Nissan e.Dams attualmente non è al livello di Jaguar, Mercedes e DS, e Buemi è chiamato ad una gara in difesa dopo un’ottima qualifica. Lo svizzero compie subito un ottimo sorpasso su De Vries nella nuova parte del circuito, ma poi si difende con le unghie dal ritorno di Bird che fatica non poco per passarlo. Seb, bravissimo anche nell’uso degli Attack Mode, poi si ripete con una gran difesa sulle due DS Techeetah, aiutato anche dagli inutili ordini di scuderia che hanno fatto perdere tempo a entrambi. L’incidente di Bird gli regala il podio, un giusto premio ad una gara molto difficile ma ben condotta dallo svizzero, che conquista i primi punti stagionali dopo un pessimo avvio.

© Nissan NISMO / Official Twitter Page

Jean-Eric Vergne (4° posto), voto 7 – Finalmente una gara tranquilla e senza guai per il bi-campione in carica, che però non ha lo stesso ritmo del suo compagno di squadra Da Costa, con il quale scambia la posizione diverse volte ma senza ottenere vantaggio; per Vergne è comunque un quarto posto utile dopo il ritiro in Cile. Piccolo appunto sulla DS Techeetah, che ha la consapevolezza di avere in squadra due piloti fortissimi, ma una miglior gestione di gara è necessaria per puntare al massimo risultato con entrambi, evitando l’enorme confusione vista in Messico.

Alexander Sims (5° posto), voto 8 – Sembrava un pessimo sabato per l’occhialuto pilota BMW, ma Sims in gara mette in scena un’incredibile rimonta che dal 18° posto in griglia lo vede tagliare il traguardo in quinta posizione (con tanto di giro più veloce) ottenendo dei punti insperati e importantissimi per il suo campionato. Bellissimo il sorpasso su Di Grassi in curva 1 sul finale di gara; rispetto all’anno scorso Sims è cresciuto in maniera esponenziale e rimane in seconda posizione nel campionato, con un’ottima BMW ad assisterlo.

Lucas Di Grassi (6° posto), voto 7 – Lucas si rende autore di un’altra delle sue solite rimonte dal fondo dello schieramento fino alla zona punti, in una giornata difficile per Audi anche per l’apprensione provocata dall’incidente nelle FP1 di Daniel Abt (voto 6, eroico nell’aver corso dopo quell’impatto a 20G). Di Grassi scala la classifica insieme a Sims prima del sorpasso subito da parte dell’inglese a pochi giri dalla fine.

Oliver Rowland (7° posto), voto 6,5 – Olli mette da parte la troppa irruenza vista in Cile e porta a casa dei punti importanti per la Nissan e.Dams, che dopo la beffa dell’anno scorso restando a secco di energia all’ultimo giro si riscatta portando entrambe le monoposto a punti, con tanto di podio per Buemi. Tornando a Rowland, per lui è stata una gara solida come spesso lo abbiamo visto fare l’anno scorso.

Edoardo Mortara (8° posto), voto 6 – Veloce nelle libere, gara tranquilla e positiva per l’italosvizzero di Venturi, che torna a punti dopo lo 0 di Santiago.

Pascal Wehrlein & Jerome D’Ambrosio (9° & 10° posto), voto 8 – Penalizzati per la sostituzione del cambio, i due alfieri Mahindra riescono a rimontare dall’ultima fila ottenendo un’incredibile doppio piazzamento a punti. D’Ambrosio eredita la zona punti dopo la squalifica di Calado, e compie uno dei sorpassi più belli della gara infilandosi su Hartley nella nuova zona del circuito.

© Mahindra Racing / Official Twitter Page

Maximilan Gunther (11° posto), voto 5 – Sabato insufficiente per il vincitore di Santiago del Cile: brutta qualifica e mai in grado di risalire il gruppo come ha fatto il suo compagno di squadra Sims. Chiude 11° per via di incidenti e squalifiche, ma è uno 0 pesante per il giovane tedesco di BMW.

Sam Bird (ritiro), voto 4 – Che occasione sprecata per Bird, che a pochi giri dal termine finisce a muro alla curva 3 sotto la pressione di Da Costa, mandando all’aria un’ottima gara che fin lì gli stava fruttando un meritato secondo posto. Virgin Racing che tra l’incidente di Bird e le sfortune di Frijns (colpito da De Vries e poi squalficato) lascia il Messico con un pesante doppio 0, e nella classifica costruttori attualmente ha meno rispetto a quanto mostrato in pista.

Stoffel Vandoorne & Nyck De Vries (ritirati), voto 4 – Passo indietro per la Mercedes, che vede i due piloti ritirarsi per via di due incidenti. De Vries eccede nel difendersi dal tentativo d’attacco di Da Costa, e nel bloccaggio finisce con l’urtare Frijns prima di terminare la sua gara, dopo un inizio travagliato che lo ha visto perdere diverse posizioni. Vandoorne viaggiava tranquillamente in zona punti fino all’incontro con il muro in curva 3 al penultimo giro: un errore inatteso da un pilota del suo valore che doveva solamente portare la vettura al traguardo.

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Immagine in evidenza: © Jaguar Racing / Official Twitter Page

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