Fastback | GP Corea 2010: il disastro Red Bull e la gioia di Alonso

01 Ottobre 2013 - 15:18
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Yeognam

Il circuito di Yeongam

Il 24 ottobre 2010 si disputava la prima edizione del Gran Premio di Corea, esordio assoluto del Circus della Formula 1 in Corea del Sud. Nonostante i numerosi dubbi che accompagnarono la preparazione della prima edizione del GP di Yeongam, gli organizzatori riuscirono a completare i lavori in tempo per la classica perlustrazione pre weekend diretta da Charlie Whiting. La situazione in autodromo si dimostrò però quasi catastrofica: la pavimentazione si presentò irregolare nel paddock, l’asfalto ancora molto scivoloso per via dell’olio usato per la posatura e il sistema di drenaggio non era ancora completo. Nonostante tutti questi problemi la FIA decise di dare l’ok all’evento e l’intero paddock venne trasportato dal Giappone alla Corea per il terzultimo weekend della stagione 2010. Alonso, Vettel e Webber arrivarono a Yeongam in piena lotta per il titolo mondiale, con il tedesco che riaprì il proprio campionato con una prestazione molto convincente in Giappone. Alonso arrivò in Corea con l’entusiasmo delle due vittorie di Monza e Singapore, mentre l’unico in cerca di riscatto fu Mark Webber: il pilota australiano non saliva sul gradino più alto del podio dal GP d’Ungheria e i propri punti di vantaggi sul secondo si assottigliavano sempre di più.

GP Corea 2010

I cinque piloti in lotta per il Mondiale 2010

Nonostante i numerosi problemi di messa in regola dell’impianto i piloti mostrano un certo entusiasmo per una pista davvero ricca sul piano tecnico: il circuito di Yeongam presenta infatti lunghi rettilinei e un settore centrare molto complesso, con una grossa varietà di condizioni che soddisfa i piloti (Robert Kubica definirà il tracciato coreano mille volte meglio del circuito di Abu Dhabi). Le prime prove libere non portano alcun dato rilevante alle scuderie: l’asfalto risulterà infatti troppo sporco e il manto stradale non offrirà abbastanza grip per dare delle valutazioni precise sui long run. Durante tutto l’arco del week-end la pista mostrerà un miglioramento abbastanza evidente, con Ferrari e McLaren che riusciranno a livellare le proprie prestazioni nei confronti della più performante Red Bull. Con pista gommata e meno sporcizia sul manto stradale la pole position del GP verrà conquistata da Sebastian Vettel. Il tedesco fu autore di una bellissima lotta nella Q3 con Mark Webber e Fernando Alonso. Il pilota australiano si accontentò della seconda piazza mentre lo spagnolo, in testa a pochi secondi dalla bandiera a scacchi, si accomodò nella prima casella della terza fila. Quarta posizione per Lewis Hamilton seguito da Nico Rosberg, Felipe Massa, Jenson Button, Robert Kubica e dal sette volte Campione del Mondo Michael Schumacher.

Partenza Corea 2010

La partenza dietro Safety Car

La domenica accade però il disastro: la pioggia comincia a cadere sul tracciato coreano e tutti i limiti di sicurezza del nuovo impianto di Herman Tilke vengono messi in risalto. La pista presenta tante pozze e tanti rigagnoli che rendono la guida praticamente impossibile, con l’aggravante che il drenaggio è pressoché inesistente. La partenza viene fatta slittare di dieci minuti e allo spegnimento dei semafori l’intero schieramento parte in regime di safety car. La pista è un inferno: il tracciato butta olio per via della posa troppo recente, l’acqua è ovunque e la visibilità è decisamente limitata. Le strumentazioni dei team prevedono almeno venti minuti di pioggia battente e quindi la commissione gara prende l’unica decisione possibile in quelle circostanze: bandiera rossa e tutti fermi in griglia. La gara ripartirà un’ora dopo in condizioni non molto migliori rispetto a quelle precedenti, con una sola novità: la pioggia ha smesso di cadere. I piloti si divideranno sul da farsi (Webber non vuole partire al contrario di Hamilton che chiede a gran voce la bandiera verde) e tra lamentale di varie nature la safety guiderà il gruppo per 17 giri prima dell’avvio definitivo della corsa.

Incidente Corea Webber

I resti della vettura incidentata di Webber

Al via scattò bene il pole man Sebastian Vettel che mantenne la leadership della corsa, seguito da Mark Webber e da Fernando Alonso. Situazione molto più movimentata nelle retrovie con le Force India in lotta per la zona punti e con le Lotus in lotta con le HRT di Senna e Yamamoto. Durante i primi giri Nico Rosberg mette in mostrò un ottimo passo e raggiunse la quarta posizione dietro al trio di testa, anche se stazionerà ben poco in quella posizione. Mark Webber eseguì infatti un grossolano errore di valutazione e all’uscita di una curva posizionata nel terzo settore andò a toccare l’erba sintetica bagnata posta all’esterno del manto stradale: il pilota australiano perse il controllo della propria vettura e andò a sbattere nei muretti antistanti il tracciato. Nel modo di rientrare in pista si scontrò con il tedesco della Mercedes ponendo fine alla gara di entrambi. Il leader del campionato risultò così fuori dai giochi per la felicità di Vettel e Alonso, con i due che dovettero affrontare un’ulteriore regime di Safety Car.

Il motore della Red Bull di Vettel in fumo

La corsa ripartirà al giro ventitré con Vettel sempre al comando davanti ad Alonso ed Hamilton. La gara fu un susseguirsi di colpi di scena: Schumacher sopravanzò Button, con il pilota inglese che decise di mettere le gomme intermedie durante il proprio pit stop. Buemi e Glock vennero al contatto e i detriti posizionati in pista obbligarono la direzione gara a far entrare nuovamente la safety car con molti piloti che decisero di cambiare le proprie gomme. Uno di questi fu Alonso che accusò alcuni problemi di fissaggio della propria mescola anteriore sinistra: grazie a questa incertezza Hamilton riuscì a sopravanzarlo durante il valzer dei pit stop. La corsa riprese dopo tre giri e il primo colpo di scena arrivò proprio dal pilota inglese: Hamilton alla ripartenza sbagliò la prima staccata e Alonso riuscì a riprendersi la seconda posizione dietro a Vettel. Passano pochi giri e annotiamo altri due ritiri: Petrov si schianterà contro le barriere esterne dell’ultima curva e D’Ambrosio andrà in testacoda nel settore finale.

GP Corea 2010 Alonso

Alonso in parco chiuso

L’ombra cominciò a cadere sul circuito coreano e Vettel, proprio per questo particolare, chiederà più volte l’interruzione della corsa: successivamente si scoprirà che Seb voleva solamente evitare quello che racconteremo tra poco. A pochi giri dal traguardo infatti la Red Bull del tedesco mostrò degli evidenti problemi di affidabilità che lo portarono all’esplosione del proprio propulsore Renault, un colpo di scena tragico per la corsa al titolo del tedesco. Gli ultimi giri furono eseguiti all’insegna della prudenza con Fernando Alonso che riuscirà quindi a vincere la prima edizione del Gran Premio di Corea, mettendo una quasi ipoteca sul titolo (che alla fine non arriverà per i fatti di Abu Dhabi). Completarono il podio Lewis Hamilton e Felipe Massa, seguiti da Schumacher, Kubica e Liuzzi.

Lo spagnolo a due gare dalla fine (Brasile e Abu Dhabi) si ritroverà in testa alla classifica generale con 11 punti di vantaggio su Webber e 21 su Vettel.

CLASSIFICA FINALE GP COREA 2010

Pos PILOTA COSTRUTTORE Tempo/Ritiro
1 8 Spagna Fernando Alonso Italia Ferrari 2h48’20″810
2 2 Regno Unito Lewis Hamilton Regno Unito McLaren-Mercedes +14″999
3 7 Brasile Felipe Massa Italia Ferrari +30″868
4 3 Germania Michael Schumacher Germania Mercedes GP +39″688
5 11 Polonia Robert Kubica Francia Renault +47″734
6 15 Italia Vitantonio Liuzzi India Force India-Mercedes +53″571
7 9 Brasile Rubens Barrichello Regno Unito Williams-Cosworth +1’09″257
8 23 Giappone Kamui Kobayashi Svizzera Sauber-Ferrari +1’17″889
9 22 Germania Nick Heidfeld Svizzera Sauber-Ferrari +1’20″107
10 10 Germania Nico Hülkenberg Regno Unito Williams-Cosworth +1’20″851
11 17 Spagna Jaime Alguersuari Italia Toro Rosso-Ferrari +1’24″146
12 1 Regno Unito Jenson Button Regno Unito McLaren-Mercedes +1’29″939
13 19 Finlandia Heikki Kovalainen Malesia Lotus-Cosworth +1 giro
14 21 Brasile Bruno Senna Spagna HRT-Cosworth +2 giri
15 20 Giappone Sakon Yamamoto Spagna HRT-Cosworth +2 giri
Rit 14 Germania Adrian Sutil India Force India-Mercedes Incidente
Rit 5 Germania Sebastian Vettel Austria Red Bull-Renault Motore
Rit 12 Russia Vitaly Petrov Francia Renault Incidente
Rit 24 Germania Timo Glock Regno Unito Virgin-Cosworth Incidente
Rit 16 Svizzera Sébastien Buemi Italia Toro Rosso-Ferrari Incidente
Rit 25 Brasile Lucas di Grassi Regno Unito Virgin-Cosworth Incidente
Rit 18 Italia Jarno Trulli Malesia Lotus-Cosworth Idraulica
Rit 6 Australia Mark Webber Austria Red Bull-Renault Incidente
Rit 4 Germania Nico Rosberg Germania Mercedes GP Incidente

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