Matteo Cairoli in esclusiva: ”Il mio futuro accanto ai professionisti”

23 Ottobre 2019 - 10:48
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Abbiamo intervistato il prospetto di casa Porsche Matteo Cairoli che ci ha raccontato la sua carriera




Matteo Cairoli è uno dei talenti italiani più brillanti del momento. Il pilota classe 1996 è nato a Como, ed ormai da anni milita nel mondiale endurance con i colori Porsche dopo aver disputato anche due stagioni ad altissimo livello in SuperCup. Cairoli si è concesso a noi di TheLastCorner per un’intervista in cui si è raccontato e ci ha anche parlato dei suoi progetti futuri.

Cairoli, Ci puoi raccontare il tuo ingresso nel mondo Porsche? Ricordo personalmente una tua grande stagione in SuperCup in cui eri stato eletto ‘’Rookie of the year’’.

‘’Quando sono entrato in Porsche è realmente iniziata la mia carriera. A differenza di altri non ho mai corso con il kart, infatti le mie prime gare sono arrivate quando avevo 16 anni dunque molto tardi rispetto alla concorrenza. Ho ottenuto la Licenza sportiva nel 2012, per poi disputare la prima corsa l’anno successivo in Formula 3 tedesca. Era molto difficile perché venivo praticamente dal nulla con un livello di avversari davvero competitivo. Nel 2014 dovevo correre nel Renault Alps, ma dopo appena due curve sono stato toccato da un canadese e mi sono fatto male. Tutto è svanito e sono stato costretto a due mesi di riposo nel letto. Proprio in quel frangente mi ha chiamato la Porsche, con la quale ho disputato un test al Paul Ricard ed i riscontri sono stati positivi. Subito dopo sono stato contattato dall’Antonelli Motorsport, con i quali ho vinto subito il campionato al primo anno. Questo ha convinto Porsche Motorsport a farmi partecipare alle loro selezioni internazionali disputate a Valencia, che comprendeva i debuttanti più forti di tutti i campionati mondiali. Al termine del 2014 sono entrato dunque come junior driver, accordandomi per la stagione successiva con il Team Project 1 con i quali ho corso la SuperCup. Si è trattato di una stagione complicata in quanto non conoscevo ben cinque piste su nove totali, con un livello molto elevato con piloti che erano dei veterani. Ho subito vinto la classifica Rookie e mi sono classificato settimo nella generale. Nel 2016 ho corso ancora in SuperCup, facendo molte pole e vittorie. Ho perso però il campionato nell’ultimo appuntamento di Austin a causa di un problema tecnico davvero inusuale mentre ero in testa alla gara e sono stato costretto al ritiro’’.

Come vivi l’esperienza nel WEC con la Porsche nelle classi GT?

‘’Si tratta di un ambiente totalmente diverso dalla SuperCup per quanto riguarda il tipo di gara. Nel passato disputavo delle corse di al massimo una quindicina di giri, senza dover gestire gomme e benzina, cosa che invece nel WEC è necessaria. C’è molto da giocare sulle strategie vista la presenza dei pit stop. Personalmente mi manca molto la SuperCup come tipo di week-end: non avevi margine di errore e disputavi pochissime prove libere, dovevi trovare il set-up giusto in pochi minuti per qualifiche e gara. Nel FIA WEC hai molto più tempo per adattarti a pista e macchina ed è tutto più semplice da capire’’.

Sei tornato da poco nel Project 1 dopo l’esperienza con Dempsey Proton. Ci sono cambiamenti nel guidare la stessa macchina con due team diversi?

‘’La differenza maggiore è l’approccio con la squadra. Si tratta comunque di un team che mi supporta e non mi fa mancare nulla. Il modo di lavorare è diverso ma non ho nessun problema. Dempsey Proton mi manca perché è stata la mia prima esperienza nelle gare endurance e sono molto legato con loro, c’è un rapporto simile a quello con una famiglia. Non voglio togliere nulla a Project 1 con i quali mi sono adattato subito’’.

Lo scorso anno siete stati squalificati dopo Shanghai per un sistema di rifornimento irregolare. Puoi raccontarci come accadde?

‘’L’episodio fu davvero molto frustrante, sia perché nel mio caso la stagione era stata molto difficile per colpa di un equipaggio che non era all’altezza del livello generale. Avevamo meno performance rispetto agli altri. Quello fu un evento che ci sorprese, io personalmente non ne sapevo nulla ma appena avevo capito che c’era qualcosa che non andava con la benzina sono rimasto ovviamente piuttosto deluso. L’ho trovata davvero una brutta figura, la squadra non aveva bisogno di ‘’rubare’’ due secondi al pit stop, potevamo farlo in pista regolarmente. Non ho nessuna responsabilità e penso che tutto questo ha penalizzato notevolmente la #77 che era in testa alla classifica, mentre per noi della #88 non ci sono state molte differenze. Anche in questa stagione per me non sarà facile in classe AM dove il livello si è alzato moltissimo con la presenza di piloti forti che stanno dando molto filo da torcere a tutti gli altri’’.

Il prossimo anno arriveranno le Hypercar. Tu stai pensando a salire di classe magari con un rientro di Porsche in futuro o hai programmi lontani da questa categoria?

‘’Ancora non posso rilasciare nulla di certo, ma mi sono sempre interessati progetti futuristici come Hypercar o Formula E. La mia priorità attualmente è quella di iniziare a correre in equipaggi con professionisti del mio livello, da cui poter imparare qualcosa. Questo desiderio che avevo per il prossimo anno si avvererà, andando ad affiancare finalmente dei piloti di alto livello. Non si tratterà comunque del WEC, che lascerò dopo Le Mans 2020. Mi aspetto un progetto molto divertente’’.

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Immagine in evidenza: @PorscheMotorsport Twitter Page

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