Undercut: facciamo chiarezza sul caso Ferrari-FIA

03 Marzo 2020 - 7:47
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Poco prima del termine dell’ultima giornata di test di Barcellona, la FIA ha rilasciato un documento in cui dichiarava chiusa l’investigazione sulla Power Unit Ferrari




Se un intero campionato di Formula 1 potesse disputarsi in un solo giorno, questa stagione starebbe iniziando come una giornata in Vietnam raccontata in Apocalypse Now, con il colonnello Kilgore che esordisce esclamando ‘Adoro l’odore del Napalm al mattino’

Già, perché nel cammino che ci ha portato dal tramonto di Abu Dhabi all’alba di Melbourne, diverse sono successe. E mentre un’altra interminabile battaglia in pista sta per iniziare, gli episodi di guerriglia fuori dalla pista si sono consumati e si stanno consumando.

E non parliamo solo di presentazione delle vetture, sospensione e/o annullamento delle gare, giochi di potere interni alla Federazione e dichiarazioni pungenti.
Parliamo di un’investigazione sulle power unit Ferrari portata avanti dalla FIA durante l’inverno e conclusasi proprio poco prima del termine dei test. 

La FIA ha rilasciato un documento in cui annuncia di aver “concluso la sua analisi sul funzionamento della power unit della Scuderia Ferrari e di aver raggiunto un accordo con la squadra” (leggi l’articolo qui). Inoltre, la Federazione ha annunciato che i risultati dell’investigazione rimarranno secretati tra le parti.
Sul documento, si legge chiaramente ‘settlement’ cioè ‘risoluzione’. È tutto finito.
Inoltre, il raggiungimento di un accordo farebbe risparmiare alla FIA ulteriori spese di analisi che potrebbero rivelarsi poi inutili.

L’investigazione si è incentrata sulla coppia delle power unit sviluppate a Maranello. Questa coppia, unita ad una bassissima resistenza aerodinamica, hanno fatto della SF90 la monoposto più veloce sui tracciati dotati di lunghi rettilinei.

Prima di continuare, però, va fatta una precisazione

Spesso si parla di potenza della power unit Ferrari. La potenza delle power unit di Maranello non è tanto diversa dalla potenza delle altre power unit.
In questo caso, sarebbe corretto parlare di coppia motrice. La definizione scientifica di coppia motrice è incomprensibile ai più. Secondo Wikipedia “La coppia motrice è il momento meccanico del sistema di forze esercitate da un motore su una trasmissione. Essa varia al cambiare del regime di rotazione del motore con un andamento dipendente dal tipo di motore; ha un valore massimo in corrispondenza di un determinato regime”, mentre “la potenza è una grandezza scalare che lega la quantità di lavoro svolto rispetto al tempo e si definisce come il rapporto tra lavoro e intervallo di tempo impiegato a compierlo.”

Bene, per capirlo meglio, facciamo quello che per gli studenti di ingegneria è un esempio conosciutissimo: quello del ciclista. Per poter avanzare, una bicicletta necessita di una forza, che è quella applicata dal ciclista sui pedali. Se il ciclista applica sempre la sterza forza (coppia) avrà un’andatura diversa in salita o in piano. Anche a parità di coppia quindi, la potenza prodotta sarà diversa. Se la bicicletta sarà legata ad una qualsiasi struttura rigida, ne consegue che pur applicando una certa coppia, la potenza sarà zero perchè non si compie lavoro. 

Andando a rapportare questo discorso ai motori, la coppia è data dall’esplosione della miscela aria/benzina in camera di combustione. Questa esplosione spinge il pistone in basso e mette in rotazione l’albero motore. 

Proprio l’aspetto della coppia motrice, quindi, è quello che è stato preso in analisi dalla FIA.
Si è avanzata l’ipotesi di una ‘furbata’ con il flussometro, tanto da indurre la FIA ad inserirne uno supplementare. La verifica ha dato esito negativo, e la Federazione ha spiegato che tutto era regolare dal punto di vista dei flussi. Durante la stagione passata, sono anche state emesse diverse note tecniche riguardanti il consumo e l’uso dell’olio, precisazioni sui flussi di carburante e altre direttive ai team che hanno fatto pensare che la Ferrari usasse qualche escamotage per aumentare la coppia. 

Nonostante le varie precisazioni e le indagini infruttuose, la scelta del principale organo legislativo del motorsport per auto, è stata quella di riservarsi il diritto di proseguire con le verifiche durante l’inverno. 

E proprio durante l’inverno, la Ferrari ha messo a punto una nuova unità di potenza che ha codice di progetto 065. Questa nuova power unit, che equipaggia le monoposto di Ferrari, Alfa Romeo e Haas, è sembrata non brillare durante i test di Barcellona, ma solo i disattenti hanno avuto questa impressione. 

Analizzando i tempi dei microsettori infatti, si nota come la Ferrari sia ancora davanti a tutti in quanto a coppia motrice. I microsettori con le più brusche accelerazioni sono ancora appannaggio delle Ferrari. Questo è un chiaro segno che la power unit sviluppata a Maranello ha conservato la sua caratteristica di spingere forte ‘ai bassi’, esprimendo una coppia motrice incredibile. Stando alle dichiarazioni Ferrari, una nuova architettura di iniettori e camere di combustione, unite ad una nuova benzina sviluppata da Shell, sono gli ingredienti che forniscono questa magnifica spinta. 

In fondo ai rettilinei, le Alfa Romeo, che hanno una bassissima resistenza all’avanzamento hanno fatto segnare velocità di punta altissime, segno che la potenza c’è. 

Ora, se fossimo delle tranquille persone di qualche altro Paese del mondo, ci rassegneremmo al fatto che a Maranello qualcuno ha avuto un’idea geniale regolare, e aspetteremmo la gara di Melbourne per capire i veri valori in campo.
Invece no. Inizia la storia dell’imbroglio. Tutti a dire che la Ferrari ha imbrogliato e che la FIA ha deciso di non infangare il nome della più antica Scuderia di Formula 1 secretando il risultato dell’inchiesta. O addirittura qualcuno che diceva che la FIA stava cercando di puntare il dito contro Ferrari per distogliere l’attenzione dal DAS di Mercedes. E bla bla bla, fiumi di parole e migliaia di illazioni (molte delle quali senza senso compiuto) che danno la Ferrari come colpevole di chissà quale imbroglio. 

Ipotizzando che io sia un ingenuo, voglio vedere la cosa da un punto di vista più semplicistico (che sembra anche essere quello reale stando a quanto mi è stato riferito). Per spiegare il mio punto di vista, bisogna però tenere a mente una cosa: la Formula 1 vive di concetti estremi e di progetti al limite dell’immaginazione. Tutto questo si chiama proprietà intellettuale

Senza tediarvi ulteriormente, rischiando di sembrare arrogante e onnisciente, semplifico brevemente dicendo che la proprietà intellettuale è quello che deriva dall’intelletto. Tutti quelli che sono i progetti, i disegni, i brevetti e le idee in senso più ampio. 

Ed è proprio qui che casca l’asino. Divulgare i risultati delle indagini, vorrebbe dire di fatto violare la proprietà intellettuale, rivelando al mondo il perchè di una coppia motrice così impressionante. E attorno a quei diritti orbita una quantità di soldi tale da far girare la testa a chiunque.
Pare infatti che per facilitare le indagini, la Ferrari abbia fatto visionare alla FIA alcuni progetti della power unit (peraltro già validati dalla Federazione) e ne abbia illustrato a fondo il funzionamento (ricordiamo che il documento parla non di architettura ma di ‘analisi sul funzionamento della power unit’). 

Ed è tutta qua che si trova la ragione della segretezza. Meglio mantenere il sospetto piuttosto che rivelare ai quattro venti i segreti della Ferrari, annullandone quindi il vantaggio e rendendo vani anni di studi, prove ed investimenti.  
Spiegando il perchè di una coppia motrice così vantaggiosa per la Ferrari, si dovrebbero necessariamente rendere pubblici dettagli sulle unità che spingono le Formula 1 a quelle velocità.

Fermandosi ad analizzare i fatti con calma, appare quindi chiaro il perchè di una scelta così delicata seppur mal presentata.
Sicuramente, considerando che la forma vale almeno quanto la sostanza, il risultato di questa indagine poteva essere presentato diversamente e in un diverso momento.
Ma ormai è andata così. E con buona pace di detrattori e complottisti, la power unit 2019 del Cavallino era regolare, così come lo è quella 2020 (che non è stata riprogettata in qualche settimana come dice qualcuno che chiaramente non ha idea di come si sviluppi un motore).

E se anche tutto quanto scritto sopra fosse un mio stupido pensiero, potete sempre tenervi la storia dell’imbroglio, perchè quella fa vendere i giornali, fa fare i clic e alimenta le chiacchiere da bar in modo incredibile.

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Immagine in evidenza: ©Scuderia Ferrari Twitter Account

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