Indy500 2021 | Qualifiche 1: Dixon il migliore, disastro Penske

Indy500 2021 | Qualifiche 1: Dixon il migliore, disastro Penske

Si è chiusa la prima giornata di Qualifiche della Indy500 2021. Dixon il migliore così come l'intero squadrone Ganassi, Power al Bump Day

Il primo segmento di qualifiche della 500 Miglia di Indianapolis 2021 va in archivio con il miglior tempo di Scott Dixon, qualificatosi alla Fast Nine della domenica insieme a tutti gli altri piloti di Chip Ganassi Racing. La sessione di qualifica del sabato ha definito la griglia di partenza dalla 10^ alla 30^ posizione, mentre i primi nove e gli ultimi cinque dovranno tornare in pista per la Pole (Fast Nine) e per evitare l’eliminazione dalla Indy500 nella cosiddetta Last Chance Qualifying.

Scott Dixon è stato il primo a scendere in pista, firmando al termine del quarto giro la miglior prestazione alla media oraria di 231.828 miglia, risultato che è rimasto in cima alla classifica per tutta la sessione. Alle spalle di Dixon si è posizionato Colton Herta con la IR-18 #26 di Andretti Autosport, sceso in pista molto più tardi rispetto a Dixon. Il figlio d’arte, aiutato al muretto da papà Bryan, è stato il 30° pilota ad uscire dalla Pit Road per il primo tentativo, sorprendendo tutti vista l’elevata media oraria (231.648 miglia) raggiunta con temperature più alte. Completa la prima fila virtuale un eccellente Tony Kanaan, vincitore della Indy500 nel 2013. TK ha effettuato il primo tentativo appena dopo la chiusura della run di Stefan Wilson, il 7° ad esser sceso in pista, e il brasiliano ha impressionato sin dal primo passaggio, chiuso a 232.348 miglia orarie. Kanaan ha perso velocità nelle tornate successive terminando il primo e unico tentativo a 230.934 miglia di media. Nonostante l’elevata differenza tra i quattro giri, TK ha ottenuto un piazzamento garantito nella Fast Nine.

4° posto per Ed Carpenter, il primo dei motorizzati Chevrolet in classifica. Il proprietario di ECR ha ultimato lo stint di quattro passaggi registrando una media di 231.616 miglia, riferimento che dimostra ancora una volta l’estrema efficacia del pilota-Team Owner. In scia a Carpenter troviamo il compagno di squadra Rinus VeeKay, 5°, tornato a Indy dopo la frattura al dito rimediata nei test di inizio aprile. L’olandese, vincitore del GMR Indy GP, è stato il decimo a scendere in pista, chiudendo i quattro giri a 231.483 miglia orarie. Ultimo della terza fila il tre volte vincitore della Indy500 Hélio Castroneves (6°) quest’anno in pista con la Dallara Honda #06 del Meyer Shank Racing. Il brasiliano, vera e propria icona della categoria, ha approfittato della fortunata estrazione post Fast Friday per lanciarsi subito dopo Dixon, Andretti e Hunter-Reay, piazzandosi senza problemi tra i primi nove.

Al 7° posto ancora Chip Ganassi Racing con la DW12 #10 guidata da Alex Palou. Quest’ultimo ha registrato un’ottima media nella prima run (231.145 miglia orarie), insistendo nel voler tornare in pista per migliorare la precedente prestazione e assicurare definitivamente l’accesso alla Fast Nine (senza cancellare la run precedente). Le alte temperature hanno però reso l’asfalto meno aderente e alle 15:35 locali Palou ha perso il posteriore in curva due impattando fortemente contro il muro. Per fortuna il pilota non ha riportato lesioni mentre la vettura sarà ricostruita quasi interamente per partecipare alla Fast Nine.

8^ posizione per Ryan Hunter-Reay, vincitore della Indy500 nel 2014. Il portacolori Andretti Autosport è entrato in pista per terzo, dopo Dixon e Andretti, chiudendo il tentativo a 231.139 miglia di media oraria. Hunter-Reay ha preceduto Marcus Ericsson, 9° e ultimo dei piloti che questa domenica lotteranno per la Pole Position.

Tra gli episodi degni di nota citiamo il problema allo pneumatico posteriore destro che ha afflitto il primo tentativo di Jack Harvey. Il 28enne britannico ha iniziato il proprio stint con prestazioni non all’altezza dei valori mostrati nelle sessioni precedenti. Appena rientrato ai box, Harvey ha subito parlato di problemi tecnici e la regia ha inquadrato una gomma posteriore destra ormai andata. Firestone ha poi confermato che quello specifico pneumatico sia stato afflitto da difetti di costruzione.

Chi invece non può sorridere è il Team Penske, tutt’altro che competitivo in ogni sessione. Paradossalmente, il migliore della formazione di Roger Penske è stato il debuttante Scott McLaughlin, 17°. Ad evidenziare una profonda crisi tecnica e la mancanza di velocità sono Josef Newgarden, 21°, Simon Pagenaud, 26° e soprattutto Will Power, 31° e costretto a passare per la Last Chance Qualifying. Power ha provato in ogni modo ad entrare nella Top 30 ma non c’è stato verso di scalare la classifica e dunque l’australiano dovrà cercare la qualificazione alla gara nei 75′ messi a disposizione dal regolamento. Non va meglio a Paretta Autosport: la squadra che punta ad espandere il coinvolgimento delle quote rosa nel motorsport è supportata proprio da Penske e con Simona De Silvestro non è andata oltre il 33° posto.

Gli ultimi cinque classificati di ieri (Power, Karam, De Silvestro, Kimball, Enerson) scenderanno in pista oggi, domenica 23 maggio, dalle ore 19:15 alle 20:30 per la sessione di qualifica che darà modo a tre dei cinque piloti citati di partecipare alla 105^ edizione della Indy500. I primi nove di ieri, invece, saranno protagonisti dalle 21:00 alle 21:45 per la Fast Nine, sessione che definirà le prime tre file della 500 Miglia di Indianapolis. Entrambi i segmenti di qualifica saranno visibili in diretta su DAZN dalle ore 19:00.

INDY500 2021 | QUALIFICHE 1 | RISULTATI UFFICIALI QUI

Matteo Pittaccio

Immagine in evidenza: © Joe Skibinski

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