Green Flag – Gracias Fernando por tu increíble carrera

27 Novembre 2018 - 21:51
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La mia lettera da tifoso al mio idolo, Fernando Alonso, che dal prossimo anno renderà la griglia di partenza di F1 un po' più vuota




Caro Fernando,
la tua carriera in Formula 1 è giunta al termine, purtroppo vorrei aggiungere. Hai corso per 17 anni, guidando per oltre 310 gran premi, conquistando 32 vittorie, quasi 100 podi e soprattutto due titoli mondiali. Questi numeri però non servono perché non rendono realmente quanto di buono hai fatto in tutti questi anni, quanto avresti meritato in confronto a quanto hai ottenuto.
Io ho iniziato a seguire la Formula 1 nel 2003, quando tu hai iniziato ad emergere. Ricordo quella domenica di maggio, era il Gran Premio di Monaco, una tappa fondamentale che hai vinto per ben due volte e che in futuro ti tornerà utile per i tuoi obiettivi. Purtroppo sia di quella stagione che di quella successiva ricordo poco perché quando tutto è iniziato avevo solo 7 anni e la mia passione non era ancora ai livelli attuali. Dispiace quindi non poter ricordare la tua prima vittoria in Ungheria un paio di mesi dopo. Quel che so bene è che come adesso tifo Ferrari, seguivo in particolar modo il grande Michael, anche se purtroppo, come detto, non ricordo bene le vittorie dei suoi mondiali. Le prime gare rimaste bene impresse, anche perché iniziavo a capirci qualcosa, sono state quelle del 2005. Ricordo la rivoluzione dei regolamenti che aveva portato al crollo della Ferrari, ma soprattutto ricordo anche le tue vittorie, anche se non tutte. Ricordo in particolare la gara in Cina di quella stagione, quando al termine della quale vincesti il tuo primo mondiale.
Io che avevo visto sempre il numero 1 sulla Ferrari pensavo che quella fosse la macchina su cui correvano i campione e quindi pensavo (dalla mia ignoranza in materia) che l’anno dopo tu avresti guidato la Rossa. Lo pensavo anche perché reputavo che tu potessi guidarla. Avevi battuto Michael, il mio idolo, quindi per me tu da quel momento eri allo stesso livello. Purtroppo però nel 2006 hai guidato ancora per la Renault, quella macchina tutta azzurra e gialla che adoravo (e che ancora oggi reputo la più bella). Il 2006 è stata una delle due stagioni più difficili. Vedere i miei due idoli lottare per il mondiale. Alla fine hai vinto tu, battendo Schumi alla sua ultima gara in carriera. Da un lato ero felice per te, dall’altro mi dispiaceva per Michael.
Ho scritto che il 2006 è stata una delle due stagioni più difficili. Difficili per me perché ero spaccato tra il tifo per te e quello per la Ferrari, l’auto dei sogni di ogni italiano. Ancora più difficile è stato il 2007. Ancora più forte dell’anno prima, ma nel team sbagliato. Ormai il tuo rivale numero 1 si era ritirato, ma ne è arrivato un altro da subito si è mostrato essere un tipo tosto. Con Hamilton hai battibeccato e alla fine ha vinto lui… la battaglia in casa; mentre in Ferrari si sono presi la rivincita sul karma che ha tradito loro l’anno prima.
Nel 2008 sei tornato a casa, in Renault, ed è da questa stagione che hai mostrato veramente la tua stoffa. Hai vinto due gare battendo tre team nettamente più forti del tuo che non era più nel periodo splendente dei tuoi mondiali. La vittoria al Fuji nel 2008 e anche la pole in Ungheria nel 2009 sono stati capolavori. Dal nulla il guizzo del campione. Wow!
A fine 2009 è arrivata la notizia che tanto aspettavo da quando ero bambino (anche se avevo solo 13 anni, quindi ero ancora un giovincello). Finalmente l’anno successivo avresti vestito quella casacca rossa e avresti guidato quella macchina rossa che per me tanto avresti meritato da anni. Finalmente la coppia Alonso-Ferrari era diventata realtà. Il frutto dei miei sogni e desideri si era avverato. Da quel momento non avrei più dovuto essere spaccato in due nel tifo. Con la tuta Ferrari hai subito creato spettacolo. Prima gara, prima vittoria (anche un po’ per fortuna, ma per vincere serve anche quella). Addirittura sei arrivato all’ultima gara lottando per il mondiale. A un passo dal sogno di vedere l’idolo Alonso vincere con la macchina dei desideri tutto si è infranto. Questa volta la fortuna è mancata. Niente terzo titolo, peccato, ma non sarebbe stata l’ultima occasione.
L’anno successivo non è andato molto bene, i rivali sono stati troppo forti e quindi ancora una volta hai dovuto rimandare l’obiettivo. Nonostante tutto non hai mollato e hai saputo far emozionare con gare in rimonta e sorpassi impensabili. Il 2012 è iniziato di nuovo con il piede sbagliato, ma per fortuna sei riuscito a rimontare, mettendo il 110% e colmando le lacune della tua vettura. Ancora una volta sei arrivato a giocarti il titolo all’ultima gara con una vettura inferiore. Ancora una volta non è andata come si sperava. L’unico ricordo indelebile di questa stagione è stata la vittoria in rimonta a casa tua, in Spagna. Partito 11° a Valencia hai vinto incredibilmente, salendo sul podio con chi ha vinto l’ultimo titolo Ferrari (Kimi) e chi hai battuto nel 2005-6, il mio vecchio idolo Michael.
Il 2013 e 2014 non ti hanno permesso di fare molto, ma come al solito non hai mollato mai e addirittura in Ungheria, una pista che tanto ti esalta, hai rischiato di portare a casa un’incredibile vittoria contro auto decisamente più veloci della tua. Come sempre il 110% non basta e la vittoria sfuma di nuovo. La tua avventura rossa si è conclusa con un’annata da dimenticare, solo due podi e un addio amaro. Molto amaro.
Hai deciso di tornare in McLaren per chiudere la tua carriera, sposando il progetto con Honda, sperando che portasse i risultati visti 25 anni prima. Anche qui nulla da fare. La fortuna rema contro di te. Tanti anni buttati dove nemmeno la tua tenacia è bastata per toppare le pezze. Mi è dispiaciuto vedere un pilota così forte stare sempre lì in fondo e non finire metà delle gare.
Per riscattarti hai deciso di correre a Indianapolis, cercando di inseguire un nuovo obiettivo: la Triple Crown, dato che ormai il terzo titolo in Formula 1 era diventato impossibile. Come sempre la tua forza si è vista da subito. Un quinto posto in qualifica, tanti giri da leader in gara, a un passo dalla vittoria. Il solito passo di troppo. Ancora una volta i sogni sfumano, come il motore della tua Dallara. La fortuna però ha voluto venirti incontro dopo tanti anni, una stagione dopo: quella 2018. Inseguendo la tripla corona ti sei buttato nel Mondiale Endurance e subito hai centrato la 24 Ore di Le Mans. Un grande! Anche in questo campo hai subito dimostrato di essere veloce, tanto da essere anche leader del campionato. Questo può portarti il terzo mondiale, anche se non di Formula 1.
Infine è arrivata questa domenica. Una domenica triste perché è stata l’ultima in cui hai corso in Formula 1, la mia passione. Dal prossimo anno ci sarà un tassello in meno in quella griglia, quello più importante. Le domeniche di Formula 1 saranno un po’ più vuote perché da ora in poi tiferò solo Ferrari, ma tra i piloti… nessuno. Resta il rimpianto di non averti mai visto vincere il terzo titolo, nemmeno con la Ferrari. Anzi. Soprattutto con la Ferrari. Come detto, la forza in pista non basta, serve fortuna e questa spesso è mancata.
Ora però manca un passo, la Indy 500. Ogni anno sarò sempre lì, quell’ultima domenica di maggio, sperando di vederti bere quella bottiglia di latte perché la meriti. Sarebbe la giusta ricompensa alla tua carriera in cui tanto hai dato e poco hai ottenuto. Forza Fer! 

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Immagine in evidenza: © McLaren F1 Twitter Page

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