La storia del marchio Alpine nel motorsport

Rivediamo le auto storiche, i successi, il declino e la rinascita dell'Alpine in vista del suo debutto in Formula 1 nel 2021

Domenica 6 settembre, poche ore prima del GP Italia, la Renault ha annunciato un cambio importante per il suo team. Dal 2021 infatti la squadra di Enstone si chiamerà Alpine, con il marchio francese che farà il suo debutto in Formula 1. Una mossa che ha sorpreso tutto il paddock della F1 e che fa parte della nuova strategia del gruppo Renault, che vede proprio in Alpine il suo marchio sportivo. Tuttavia alcuni potrebbero non conoscere (o ricordarsi) le lunghe radici che la casa transalpina ha nel motorsport. Allora andiamo a riguardarci un attimo la storia dell’Alpine.

Fondata nel 1955 da Jean Rédélé, l’Alpine era nata sotto l’ala della Renault, dato che il fondatore era il figlio del proprietario della omonima concessionaria di Dieppe. Il marchio era specializzato nella creazione di auto sportive, vetture che negli anni 50 e 60 ottennero un gran successo sia in pista che in strada. Ma è negli anni 70 che l’Alpine visse il suo periodo d’oro con due auto che fecero la storia del motorsport.

@AlpineCarsUK / Twitter page

La prima è la A110, una ‘berlinetta’ due posti prodotta dal 1961 al 1977 che fu la prima grande creazione di Alpine e Renault. Questa vettura parteciperà al campionato mondiale rally (WRC) del 1973 e sorprenderà tutti cogliendo la vittoria al debutto nel Rally Monte-Carlo con Jean-Claude Andruet e Michèle “Biche” Petit. La A110 vincerà altre 5 gare in Portogallo, Marocco, Acropolis, Sanremo e Corsica per incoronare la Alpine campione del mondo rally 1973. Fu un risultato che non verrà più ripetuto dalla casa francese nel WRC.

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Poi nel 1978 ci fu la A442B che partecipò alla 24 ore di Le Mans di quell’anno nel Gruppo 6 (Sport Prototipi). Renault ed Alpine provavano da tanti anni a vincere la classica endurance francese, senza però alcun successo. Quella vettura, guidata da Didier Peroni (pilota Ferrari F1 1981-1982) e Jean-Pierre Jassuaud, dominò la gara, prendendosi la prima vittoria di Alpine e Renault a Le Mans e segnando un nuovo record di velocità media sul giro (210 km/h).

Purtroppo quegli anni furono caratterizzati anche dalla crisi petrolifera esplosa nel 1973. Tale evento costrinse il mondo dell’automobilismo ad adattarsi e a cambiare e la Alpine rimase indietro rispetto alle sue concorrenti come la Lancia. I modelli successivi alla A110 non riescono a riscuotere lo stesso successo della predecessore e per la casa francese la strada si fa sempre più in salita fino alla sua scomparsa nel 1995. Sembrava la fine per uno dei marchi più noti del motorsport dell’epoca, ma quasi nessuno sapeva cosa sarebbe accaduto dopo…

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Nel 2012 infatti la Renault rilancia il marchio Alpine grazie ad una partnership con il costruttore inglese Caterham. Essa si sciolse nel 2014, lasciando la Alpine in mano alla “casa madre”: da lì inizia la risalita. Nel 2016 il marchio ritorna a correre e lo fa alla 24 ore di Le Mans nella classe LMP2. Furono schierate due auto A460 (base Oreca 05) per il team Signatech Alpine, e la #36 vinse la gara con Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Stéphane Richelmi, arrivando al 5° posto assoluto. La squadra continua tutt’oggi a correre nel FIA WEC, vincendo diverse gare e trionfando di nuovo a Le Mans l’anno scorso.

Nel frattempo, ne sono successe di cose. La Alpine è tornata sul mercato nel 2017 con una nuova versione della A110. La nuova coupè è diventata un modello di successo che la casa francese ne ha creato una variante da corsa omologata per la classe FIA GT4. Un rilancio per il marchio che si è concretizzato sempre di più fino ad oggi, per il debutto in Formula 1 nel 2021 in cui prenderà il posto della ‘casa madre’ Renault. Un ingresso a sorpresa, che vedrà la Alpine impegnata in un compito importante: fare quello che la Renault negli ultimi 5 anni non è mai riuscita, ossia tornare a lottare per il titolo mondiale. E gli ingredienti per riuscirci ci sono tutti, compreso anche un certo Fernando Alonso che di titoli ne ha vinti due con una casa francese. Insomma, per Alpine questo è solo l’inizio…

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Immagine in evidenza: © Dan Prosser / Alpine Cars Media

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