Pagelle GP d’Austria 2020: Bottas fa la voce grossa, Leclerc-Norris show!

06 Luglio 2020 - 12:37
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Diamo i voti ai protagonisti di uno scoppiettante Gran Premio d'Austria 2020




GRAN PREMIO D’AUSTRIA Voto 9 Dopo le qualifiche tutti si aspettavano una passeggiata della Mercedes. Così non è stato, merito soprattutto delle alte temperature che hanno mandato in crisi i propulsori di Stoccarda e non solo. I motorizzati Mercedes sono stati costretti chi al ritiro e chi a girare con precauzione come i due piloti del team ufficiale. Tre Safety Car non si vedevano da tempo (“merito” forse del personale ridotto anche tra i commissari?) e hanno rimescolato più volte le carte. Gli ultimi 12 giri sono stati splendidi con sorpassi al limite e il contatto fra Albon ed Hamilton che ha portato alla penalità per l’inglese.

COMMISSARI DI GARA Voto 5 Nulla da dire sulle decisioni prese in gara, tutte valutazioni che ci stanno. Il problema sta nel caso Hamilton in qualifica. Non si può non dare una penalità al Sabato pomeriggio e poi rimangiarsi la parola e penalizzare il pilota un’ ora prima della gara. Possibile che l’inquadratura visionata dalla Red Bull (la camera a 360° di tutte le macchine, disponibile per tutti i team) non sia stata visionata dai commissari il sabato pomeriggio? La decisione, in assenza dell’on-board camera della macchina #44, è stata presa solo sulla base delle parole del pilota e delle inquadrature esterne con molta superficialità. Così non si fa!

VALLTERI BOTTAS Voto 10 Dopo che Hamilton gli era stato davanti in tutte e tre le sessioni di libere, in pochi avrebbero scommesso su di lui. Invece Woodman si sveglia quando più conta: in qualifica piazza un super giro che gli vale la pole-position (anche se per pochi millesimi) e in gara è semplicemente perfetto. Non era facile vincere una gara in cui ti chiedono di gestire telaio, motore, stare lontano dai cordoli e nel frattempo controllare negli specchietti dove sia un certo Lewis Hamilton. Il finlandese lo fa perfettamente, a differenza del compagno di squadra non commette errori, gestendo perfettamente anche le tre ripartenze dalla Safety Car e si porta a casa una vittoria pesantissima. In una stagione così strana tredici punti di vantaggio su Hamilton sono già un bel bottino.

CHARLES LECLERC Voto 9 Tutti si chiedevano se la Ferrari non avesse sbagliato a caricare tutta la responsabilità sulle spalle di Charles, il monegasco ha risposto in pista. In qualifica fa il massimo possibile con una Ferrari lontana parente della SF90 dello scorso anno. In gara prova a lottare con Perez alla partenza e quasi riesce a passarlo ma si trova Hamilton davanti, deve alzare il piede e nei giri successivi la velocità di punta è troppo bassa per sperare di avere la meglio. Rimane tranquillo in sesta posizione fino all’ultima safety car, poi arrivano le occasioni per far male e lui colpisce senza esitare: fa fuori Norris con un sorpasso pazzesco all’esterno di curva 4, poi arriva in scia a Perez e si inventa un sorpasso “alla Ricciardo” per sorprendere il messicano e prendersi la seconda posizione virtuale (per la penalità di Hamilton). Si dice che un grande attaccante è colui che tocca una sola palla per tutta la partita e la butta dentro, ieri Leclerc ha fatto esattamente questo. La Ferrari, in questo momento difficile, può ripartire da lui.

LANDO NORRIS Voto 8.5 Primo podio in carriera meritatissimo per il giovane inglese. In qualifica è straordinario riuscendo a star davanti alla Red Bull di Albon. Alla partenza è bravissimo non solo a tenere la posizione sul thailandese ma anche a lottare con Verstappen. Pochi giri dopo non può fare nulla però per evitare il sorpasso del #23 e di Hamilton. Da lì in poi gestisce il vantaggio su Perez finché la prima Safety Car non ricompatta il gruppo: a quel punto non riesce a contenere la Racing Point di Perez che gli soffia la quarta posizione. L’inglese si rende però protagonista di un grande finale di gara: nonostante il duro sorpasso subito da Leclerc, Lando è bravo a mostrare i muscoli contro il compagno di squadra Sainz e poi ad attaccare un Perez costretto a fare i conti con i suoi pneumatici finiti e con una PU Mercedes bollente. Informato della penalità data ad Hamilton spinge come un dannato negli ultimi 2 giri, firma il giro più veloce della gara e si prende il primo podio in carriera.

LEWIS HAMILTON Voto 5 Troppi errori. Era arrivato carico e cattivo a questo appuntamento, desideroso di vincere anche in nome del “Black lives matter”. Dopo un venerdì perfetto, i problemi iniziano al sabato: Bottas gli soffia la pole e lui non rallenta davanti alle bandiere gialle (difficile credere che non le abbia viste dopo aver visto le immagini recuperate dalla Red Bull). Inizialmente viene graziato dai commissari ma poi il team anglo-austriaco porta davanti al collegio il camera car a 360° e gli stewards cambiano decisione: 3 posizioni di penalità. In gara parte con calma, supera Norris e Albon e poi si mette a caccia di Bottas dopo il ritiro di Verstappen. La squadra gli chiede (così come al compagno di squadra) di gestire la macchina che ha problemi di surriscaldamento e lui si innervosisce perché vorrebbe solo attaccare Vallteri. All’ultima ripartenza dopo la Safety Car si fa sorprendere da Albon in curva 4, prova a resistere, si toccano e gli vengono dati 5 secondi di penalità. L’episodio è al limite: Hamilton non spinge Albon verso l’esterno ma (già dietro alla Red Bull) non fa nulla per evitare il contatto, aveva tanto spazio alla sua destra e avrebbe potuto sfruttarlo quando si è visto il thailandese così vicino. Certi errori, specialmente alla prima gara, da lui non ce li aspettiamo.

CARLOS SAINZ Voto 7 Più lento di Norris per tutto il weekend, in gara non riesce mai ad attaccare con decisione Leclerc nonostante la sua McLaren sembri più veloce. Dopo l’ultima Safety Car prova l’affondo su Lando ma viene rispedito al mittente. Non un grande fine settimana il suo ma non commette errori e arriva comunque quinto, portando punti pesantissimi alla scuderia di Woking.

SERGIO PEREZ Voto 5 Visto il pacchetto ci si aspettava di più, da lui e dalla squadra. In qualifica sta davanti a Leclerc ma si fa superare dalla McLaren di Norris, diretta rivale per il quarto posto nel Costruttori. In gara è sempre un po’ timido, unico acuto il sorpasso su Norris alla ripartenza dopo la prima Safety Car. Nel finale la squadra sbaglia a non richiamarlo ai box per montargli gomme più fresche ma dal canto suo (anche se alle prese con la gestione delle temperature della PU Mercedes) commette errori grossolani per uno come lui. Prima arriva lungo in curva 3 spalancando la porta ad Albon, poi supera il limite di velocità nella pit-lane, beccandosi 5 secondi di penalità, e infine si addormenta sia su Leclerc che su Norris perdendo definitivamente ogni speranza di podio.

PIERRE GASLY Voto 7 Gara senza acuti per lui ma comunque di grande sostanza. In qualifica sta davanti a Kyvat e in gara si tiene lontano dai guai e alla fine, sfruttando anche i problemi altrui, si prende un bel settimo posto.

ESTEBAN OCON Voto 6 Un buon ritorno quello del pilota francese. Sì, è ancora lontano da Ricciardo ma non dimentichiamoci che Esteban non guidava una F1 in gara da più di un anno e mezzo, è giusto dargli un po’ di tempo per togliersi la ruggine di dosso. Viene eliminato in Q2 ma non è lontano dai tempi di Ricciardo, in gara non fa una buona partenza ma poi si mette al passo e (grazie ai ritiri davanti a lui) coglie un insperato ottavo posto.

ANTONIO GIOVINAZZI Voto 8 Dopo un inverno passato a dire che quest’anno sarebbe partito subito forte Antonio ha mantenuto fede alla parola data. L’Alfa Romeo è troppo brutta per essere vera in questo weekend e si qualifica nelle ultime due file dello schieramento. Giovinazzi fa comunque il suo stando davanti al compagno di squadra Raikkonen. In gara parte bene e si mette subito a ridosso della zona punti, stavolta nemmeno l’ennesima strategia suicida del suo muretto lo ferma perché dopo l’ultima ripartenza dalla Safety Car si va a prendere la zona punti sorpassando, fra gli altri, persino sua maestà Sebastian Vettel.

SEBASTIAN VETTEL Voto 5 L’ultima stagione in Ferrari non inizia affatto bene per il tedesco. In qualifica viene eliminato incredibilmente in Q2 ma ha oggettivamente poche colpe. In gara è impossibile guadagnare posizioni vista la velocità di punta della SF1000, ma riesce comunque a tenere il passo del gruppetto dove c’è anche Leclerc. Al giro 31 però commette un altro degli errori a cui purtroppo ci ha abituato negli ultimi anni: Sainz prova il sorpasso su Leclerc che gli concede l’esterno, Vettel vede aprirsi uno spazio all’interno e prova a buttarsi dentro ma lo spagnolo chiude la traiettoria per fare la curva e lui è costretto ad attaccarsi ai freni per non tamponarlo. Il risultato è che Seb, pur riuscendo ad evitare il contatto, si gira perdendo una grande occasione di cogliere punti pesanti e magari salire sul podio visto il caos finale.

NICHOLAS LATIFI Voto 6 Gara d’esordio non eccezionale ma tutto sommato sufficiente per l’unico rookie di questa stagione. Non tiene il passo di Russell né in qualifica e né in gara ma non commette errori ed è lì a battagliare con i piloti della coda del gruppo.

DANIIL KYVAT Voto 6.5 Fine settimana di centro classifica per l’ Alpha Tauri. Kyvat si fa precedere solo di pochi millesimi da Gasly in qualifica. In gara potrebbe completare il bottino di punti della scuderia di Faenza ma rimane vittima del caos finale: a causa di un contatto con Ocon rompe l’ala anteriore e la sospensione posteriore ed è costretto al ritiro.

ALEXANDER ALBON Voto 8.5 Ancora lontano da Verstappen in qualifica, in gara si avvicina molto alle prestazioni del compagno di squadra. Il passo delle Mercedes è insostenibile ma con gomme morbide all’ultima ripartenza dalla Safety Car si gioca le sue carte. Attacca con decisione Hamilton, quando il sorpasso all’esterno sembra completato la ruota anteriore sinistra dell’inglese tocca la sua posteriore destra mandandolo nella ghiaia. Il thailandese riparte e alla fine potrebbe rientrare in zona punti ma la sua Red Bull si rompe a pochi giri dal traguardo. Peccato perché avrebbe meritato sicuramente il podio e forse anche qualcosa di più.

KIMI RAIKKONEN Voto 5.5 Le prestazioni disastrose dell’ Alfa fanno ricadere Kimi nell’apatia. In qualifica è addirittura 19°, battuto da Giovinazzi, in gara va un po’ meglio perché come sempre fa valere la sua esperienza ma il problema alla ruota anteriore destra pone fine alla sua gara proprio sul più bello.

GEORGE RUSSELL Voto 7 Che le carte in regola ce l’avesse l’aveva dimostrato già l’anno scorso, nonostante una macchina che non era una F1. Quest’anno, con una macchina quantomeno a livello dei chiudi-fila del gruppo, George dimostra di metterci del suo. Staziona per gran parte della gara a ridosso della zona punti e negli ultimi giri prima del ritiro tiene a debita distanza anche Vettel.

ROMAIN GROSJEAN Voto 6 Fra tutti i motorizzati Ferrari la Haas è quella che risente meno del calo di prestazioni della PU di Maranello. In qualifica Romain è bravo a superare il taglio della Q1, in gara lotta ma commette qualche errore di troppo fino al ritiro dovuto forse allo stesso problema di Magnussen.

KEVIN MAGNUSSEN Voto 6 In qualifica viene eliminato in Q1, in gara una buona partenza gli permette di guadagnare diverse posizioni ma poi il gruppo inizia a risucchiarlo fino al problema ai freni che pone fine alla sua gara.

LANCE STROLL Voto 6 Più lento del compagno di squadra per tutto il weekend, in gara lotta finché può ma poi deve arrendersi ai problemi della PU Mercedes.

DANIEL RICCIARDO Voto SV Buona qualifica, brutta la partenza. Non ha modo di recuperare perché la sua Renault lo tradisce dopo pochi giri.

MAX VERSTAPPEN Voto SV Molto bravo in qualifica a passare il taglio della Q2 con gomme Medie. In gara scatta bene, prova a tenere il passo di Bottas ma la PU Honda lo lascia a piedi dopo una manciata di giri. Chissà cosa avrebbe potuto combinare nel pazzo finale che c’è stato, peccato!

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Immagine in evidenza: © Mercedes AMG F1, Media Center.

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