Sguardo al Passato | C'era una volta l'Hockenheimring

14 Luglio 2014 - 2:04
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trulli hockenheim 2001

Gran Premio di Germania 2001


Rettilinei lunghissimi, e un tratto finale composto da curve lente. Poche vie di fuga. Manto stradale stretto,con erba e guardrail vicinissimi e il bosco oltre le protezioni di sicurezza a fare da contorno. Pista veloce, sulla quale le vetture devono adottare una configurazione aerodinamica scarica se vogliono essere competitive, ma serve anche tanta trazione per andare forte nel “Complex”. Questo, una volta, era l’Hockenheimring, il Tempio della Velocità, che per tanti anni ha ospitato il GP di Germania.
Nel corso degli anni sono stati fatti una serie di cambiamenti: per ragioni “di stato” , leggasi costruzione di un’autostrada che ha costretto a rivedere il percorso del circuito, in seguito alla morte di Jim Clark prima e di Patrick Depallier poi sono state introdotte due chicane volte a ridurre la velocità media sul giro e ad aumentare le condizioni di sicurezza del circuito. Tuttavia, anche con queste novità, l’Hockenheimring è sempre rimasto una pista super veloce, unica nel suo genere, e amata dagli appassionati. Spesso, i team producevano aggiornamenti tecnici fatti appositamente per questa pista e per Monza, la sola ad avere caratteristiche simili tra quelle frequentate dalla F1.
Poi arriva il 2002. La FOM, per poter esporre più cartelloni pubblicitari e aumentare la capienza dell’impianto, decise di cambiare sensibilmente il circuito. Niente più lunghi rettilinei che si snodano per il bosco e configurazione quasi 7 km: il tracciato, dopo le modifiche di Hermann Tilke, diventa di 4,5 km. L’ultimo tratto e la prima curva sono le uniche porzioni di pista a rimanere identiche al vecchio layout. La prima parte è sì caratterizzata da una parte veloce, che richiede una vettura che sappia andare forte sui rettilinei, ma ormai ci sono più curve lente, e il carico aerodinamico richiesto è decisamente maggiore. L’etichetta di pista super veloce è persa per sempre, ma anche la “personalità” del tracciato.
La FOM ha ottenuto più cartelloni pubblicitari e posti a sedere, ma il vecchio Hockenheimring è perso per sempre, visto che i lunghi rettilinei sono stati eliminati: al loro posto sono stati impiantati degli alberi.
IL VECCHIO HOCKENHEIM – ONBOARD

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