Undercut: Sainz, quando la scelta più ovvia è anche quella giusta

26 Maggio 2020 - 13:11
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Lo spagnolo è stato ingaggiato dalla Ferrari come compagno i box di Charles Leclerc, ma le discussioni non mancano




Carlos Sainz Jr, figlio di Carlos Sainz Sr, porterà una nuova ventata di allegria iberica nel box della Ferrari.
Sulle sue spalle ricadrà, oltre al dovere morale di dimostrare che gli spagnoli possono fare bene con la Rossa, il dovere di dimostrare che a Maranello c’è un direttore sportivo che se ne intende. 

Da Domenicali a Binotto, passando per Mattiacci ed Arrivabene, la scelta fatta è sempre stata la più conservativa possibile, forse frutto della consapevolezza di quell’Essere Ferrari che fa sempre ben sperare nelle doti dei tecnici e degli ingegneri. Anche ingaggiando top driver a ripetizione, la Ferrari non è comunque riuscita a portare a Maranello il titolo, e con degli sfidanti sempre molto preparati, e con una Ferrari che si è vista soffiare il trono del vincitore in più occasioni, quella consapevolezza ha iniziato a vacillare.

Il mondiale manca a Maranello da ormai troppo tempo, e per cercare di riconquistarlo serve ordine. Sia in pista che fuori.
Se per mettere ordine fuori dalla pista è stato ingaggiato un certo Laurent Meekies con il ruolo di Team Manager, per mettere ordine in pista si doveva ingaggiare il giusto pilota.
Con una stagione 2019 finita con musi lunghi e sportellate tra compagni di squadra, era necessario cercare di sistemare le cose, ricordando a tutti che il team viene prima. 

Dopo il ‘No grazie, sto bene dove sto’ di Hamilton, la Ferrari ha proposto un contratto a lungo termine al buon Charles Leclerc scegliendo di fare del monegasco la prima guida del team fin da subito. E i motivi sono tre, banali ma importantissimi allo stesso tempo:

  • Leclerc è un talento cristallino, puro e semplice. Uno di quelli che capitano una volta ogni tanto, quindi vanno tenuti stretti perchè meglio averli con te che contro di te;
  • Leclerc conosce l’ambiente di Maranello. Sa come funziona la Ferrari e come funzionano tutti i processi;
  • Leclerc ha già fatto breccia nel cuore di tutti i tifosi della Rossa. Uno a cui qualche errore si potrà anche perdonare come fu per altri del passato. E la Ferrari tutto vorrebbe, tranne che avere contro anche i propri tifosi.

Fissato il primo punto della ‘rinascita’ Ferrari, quindi, si doveva cercare il secondo. E non era facile.
Usando termini da calciomercato, potremmo dire che se è vero che la pista Sainz era ‘calda’ già da tempo, è anche vero che molte altre piste si sono ‘scaldate’ e ‘raffreddate’ negli ultimi mesi. 

Ma alla fine la Ferrari ha optato per lo spagnolo, perchè? 

Prima dei ‘perchè si’ di Sainz, dovremmo vedere i ‘perchè no’ degli altri piloti disponibili sul mercato per il 2021. A parte Leclerc, che aveva un contratto fino al 2024, solo Perez, Ocon e Verstappen avevano un contratto con un termine di scadenza che andasse oltre il 2020. Ipotizzando che Ocon fosse troppo alto per la Ferrari e che Perez fosse troppo affezionato alle Fajitas per apprezzare la pasta fresca emiliana, di questo quartetto rimane solo Max come pilota per cui fare follie.
Con 15 piloti disponibili, e un ‘no’ già incassato da parte di Hamilton, la Ferrari ha dovuto cercare un pilota. 

Max Verstappen

La Ferrari, oltre ad avere riserve verso la famiglia Verstappen (non solo Max, anche Jos), si sarebbe trovata nuovamente al punto di partenza: due galli nel pollaio.
Nessuno avrebbe fatto da spalla all’altro, e nessuno si sarebbe risparmiato nulla in un eventuale scontro ravvicinato. Con una coppia così, altro che disciplina. Il loro senso di competizione sarebbe stato il primo vero avversario da battere.
Inoltre, una clausola altissima e le ultime affermazioni dell’olandese, hanno definitivamente spento l’interesse della Ferrari nei suoi confronti. 

Daniel Ricciardo

L’australiano sarebbe potuta essere una buona opzione per la Ferrari, ma solo nel caso in cui non fosse stato un contratto quinquennale a Charles Leclerc. Il rischio, sarebbe stato lo stesso del caso Verstappen-Leclerc: un senso di competizione elevatissimo.
Inoltre, per quella che sarebbe stata la sua undicesima stagione in Formula 1, difficilmente avrebbe accettato di buon grado il ruolo di secondo pilota e scudiero del giovane monegasco. 

Nico Hulkenberg

Un pilota concreto e abbastanza valido, libero da ogni vincolo contrattuale, sarebbe stato Nico Hulkenberg. Più volte accostato alla Ferrari in passato, il tedesco è sempre stato uno dei più apprezzati driver del paddock. Mai sul podio nonostante le ottime capacità di guida, Hulkenberg sarebbe stata un’ottima spalla per Leclerc e avrebbe potuto garantire quella continuità di risultati che forse pochi piloti sarebbero in grado di garantire. Inoltre, dopo 10 stagioni di Formula 1, molte delle quali come prima guida, Hulk sarebbe sicuramente stato un tassello importante per lo sviluppo della monoposto.  

Carlos Sainz

I ‘perchè si’ di Sainz non sono molto diversi da quelli elencati per Hulkenberg. 
Con una piccola differenza: l’età. Nico Hulkenberg ha 32 anni, mentre Sainz ne ha 25.
Sainz esce da una lunga gavetta, che con tutta probabilità lo ha preparato ad un top team. Questo vuol dire che se, il livello fosse uguale a quello di Hulkenberg, Sainz sarebbe la scelta giusta anche perchè il divario d’età è rilevante. 

Proprio l’età potrebbe un’arma a doppio taglio: Sainz è giovane, ma non vorrà fare il secondo per tutta la carriera. Quindi, prima o poi, lo spagnolo deciderà di tirare fuori gli artigli. Riprendendo le parole di Arrivabene di qualche tempo fa: “A Maranello si assumono piloti, non maggiordomi”. Tralasciando l’uso dei termini (che personalmente aborro), il senso della frase è giusto. Non piloti che si annullino quindi, ma piloti in grado di poter vincere e di competere senza però perdere di vista le priorità della squadra, che devono essere l’obiettivo supremo da perseguire. E proprio quegli obiettivi, sembrano essere stati impossibili da perseguire nella fase finale della passata stagione, quando si sono visti musi lunghi e scontri insensati tra il #16 e il #5. 

L’unica certezza, è che di certo non c’è nulla. Solo il futuro ci dirà se questa è stata la scelta giusta o meno. Quello che si può fare è attendere, per capire come prenderà forma il sodalizio tra i due piloti e per capire quanto la voglia di vincere di Sainz farà spazio all’abnegazione necessaria per portare i titoli a Maranello. 

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Immagine in evidenza: ©McLaren Media Center

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