Fastback | GP USA 2007: Hamilton vince contro un polemico Alonso. Vettel a punti

Seconda vittoria in carriera per il pilota inglese della McLaren, mentre Vettel diventa il più giovane pilota di tutti i tempi ad andare a punti

Il Gran Premio degli Stati Uniti è la settima prova del campionato di Formula 1 2007. Questa è anche l’ultima gara che si disputa a Indianapolis: il contratto che lega la FOM allo storico autodromo statunitense scade al termine della stagione e nessuna delle due parti ha voluto il rinnovo: per alcuni anni gli Stati Uniti non avranno più il loro appuntamento nel calendario iridato.

Nelle qualifiche del Gran Premio si ripete il duello interno alla McLaren visto a Monaco e Montreal: Fernando Alonso contro Lewis Hamilton. Come in Canada, è Hamilton a spuntarla in qualifica, precedendo di poco più di un decimo e mezzo il compagno di squadra. Seconda fila per le Ferrari di Massa e Raikkonen, davanti ad Heidfeld e Kovalainen. Stupisce tutti il giovane Sebastian Vettel, che a Indianapolis è stato chiamato a sostituire Robert Kubica, a cui non è stato dato l’ok per correre dopo il terribile incidente avuto nel Gran Premio del Canada. Vettel si qualifica settimo alla sua prima gara in carriera, precedendo la Toyota di Trulli. Decimo e diciannovesimo gli altri due italiani, Fisichella e Liuzzi.

GARA – Al via Alonso parte molto bene, ma Hamilton si difende strenuamente e mantiene la prima posizione. Massa è ancora terzo, mentre Raikkonen viene scavalcato da Heidfeld e Kovalainen. Vettel è invece costretto a tagliare sull’erba alla prima curva e scivola in undicesima posizione. Al secondo giro Fisichella esce di pista alla terza curva, mentre Barrichello, Coulthard e Ralf Schumacher sono già fuori gara dopo un incidente al via.

Le McLaren guadagnano terreno col passare dei giri, con Massa che si mantiene in terza posizione. Raikkonen è bloccato dietro alla Renault di Kovalainen e non riesce a provare il sorpasso. Trulli è settimo, e difende bene la sua posizione nonostante una vettura con molta più benzina rispetto ai diretti avversari. Al ventesimo giro Heidfeld arriva lungo alla prima curva e viene passato da Kovalainen, con Raikkonen che si mette in scia al tedesco della BMW. Al ventunesimo giro si ferma ai box Hamilton per il primo pit stop, così come Heidfeld. Un giro dopo è la volta di Alonso, che rientra in pista a 3 secondi da Hamilton. Anche le Ferrari effettuano il primo rifornimento e cambio gomme, con Raikkonen che passa sulle gomme soft. Kovalainen invece ritarda la sosta: torna ai box al giro 27. Il finlandese della Renault rientra in pista proprio a fianco di Heidfeld, che in quel mentre viene attaccato all’esterno da Raikkonen. Iceman incrocia la traiettoria e supera Heidfeld e Kovalainen.

Raikkonen allunga sui due rivali, consolidando la quarta posizione e avvicinandosi a Massa. Mentre dietro Fisichella dà spettacolo recuperando diverse posizioni, davanti Alonso annulla il gap su Hamilton, anche grazie ai doppiaggi che infastidiscono il leader del mondiale. In particolar modo, Hamilton perde tempo prezioso dietro alla Toro Rosso di Liuzzi al giro 38. Alonso ne approfitta: prende la scia di Hamilton sulla sopraelevata, e tenta l’attacco. Hamilton concede l’esterno al pilota spagnolo, e difende con le unghie e con i denti la leadership. Il giro successivo Alonso scarta violentemente verso il muretto box mostrando il pugno, protestando perché Hamilton, secondo il suo parere, doveva lasciargli la prima posizione.

ALONSO ATTACCA HAMILTON

Hamilton però tira dritto. Mantiene sempre un vantaggio tra i 6 decimi e il secondo e, prima della seconda sosta, allunga ulteriormente, anche grazie ad un errore di Alonso, che a 26 passaggi dal termine tocca leggermente l’erba dopo il rettifilo opposto ai box. Kovalainen rientra per il secondo pit, poi è la volta di Heidfeld, e a 24 giri dalla fine ad Alonso. Il giro successivo è Hamilton ad andare ai box: l’anglo-caraibico riparte dopo 7,1 secondi di sosta, sei decimi in più di Alonso. Hamilton riesce però a mantenere il comando di un secondo circa. Anche le Ferrari si fermano per l’ultima sosta, con Massa sempre davanti a Raikkonen. Intanto Heidfeld esce di scena per dei problemi tecnici sulla sua BMW. Kovalainen ora è quinto, Rosberg è sesto con la modesta Williams Toyota, mentre Trulli è settimo.

Ma Trulli deve difendersi da Webber. L’australiano della Red Bull prova a passare Jarno a undici giri dalla fine, ma arriva lunghissimo, taglia la prima curva e deve cedere la posizione. Questo duello diventa un “triello”: si unisce alla battaglia per la settima piazza anche Vettel. Hamilton in testa ha un vantaggio confortevole su Alonso, mentre Massa ha Raikkonen che lo impensierisce. Tuttavia il finlandese viene “fermato” dal muretto, che gli suggerisce caldamente di evitare rischi superflui. A cinque giri dalla fine cede il motore Toyota sulla Williams di Rosberg: sfuma così un sesto posto praticamente certo, e sale in zona punti Vettel. Anche Liuzzi deve ritirarsi per noie tecniche.

Nelle ultime tornate non ci sono sussulti e Hamilton vince la seconda gara consecutiva, e la seconda della sua carriera. Alonso arriva secondo, con Massa a completare il podio davanti a Raikkonen. Quinto Kovalainen: chiudono la zona punti Trulli, Webber e Vettel. Il giovane tedesco segna la storia, diventando il più giovane pilota della storia ad andare a punti (record ora di Max Verstappen, ndr). Nono un ottimo Fisichella, autore di una bella rimonta.

Hamilton e Alonso sul podio di Indianapolis (© McLaren F1 / Official Twitter Page)

Immagine in evidenza: © McLaren F1 / Official Twitter Page

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