Fastback | GP USA 2005: lo spettacolo più brutto della storia della F1!

14 Novembre 2012 - 21:52
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Al via della gara di Indianapolis si presentano solo sei vetture, mentre le altre rinunciano per la mancata sicurezza garantita dalle coperture Michelin




Ralf Schumacher dopo l’impatto


17 giugno 2005 – Prove libere del Gran Premio degli Stati Uniti: i due contendenti per il mondiale sono Fernando Alonso, su Renault, e il finlandese della McLaren Kimi Raikkonen. Raikkonen, con la vittoria in Canada e il contemporaneo ritiro di Alonso, arriva a Indianapolis caricatissimo e con la voglia di rimontare. Quello che i piloti non sanno, purtroppo, è che sta per attenderli un weekend travagliato e difficile. Al venerdì, infatti, venerdì la Toyota di Ralf Schumacher va a sbattere violentemente alla sopraelevata. La causa dell’incidente è la foratura di una gomma posteriore. Ralf esce indenne dalla monoposto, ma i medici gli negano categoricamente la possibilità di correre alla domenica (la Toyota lo sostituirà con il brasiliano Ricardo Zonta).

La Toyota di Ralf Schumacher incidentata


Quello che sembrava un episodio isolato, si rivelerà essere il primo campanello d’allarme per la Michelin, casa che fornisce le proprie gomme a 7 dei 10 team del campionato. Diverse vetture gommate Michelin (Sauber e Toyota su tutte) riscontrano un preoccupante calo di pressione alle gomme posteriori dopo pochissimi giri, e il rischio che gli pneumatici in gara possano esplodere di colpo è elevatissimo, considerando anche il fatto che nel 2005 i cambi gomme sono proibiti. La causa di tutto è dovuta all’elevata sollecitazione subita dalle coperture della casa di Clermont Ferrand alla curva sopraelevata, ma ci sono anche fondati dubbi sulla presenza di difetti di fabbricazione nel lotto di pneumatici spediti dalla Michelin alla volta dell’Indiana.
Il fornitore di gomme francese e i sui team di riferimento chiedono alla FIA l’inserimento di una chicane all’ultima curva, in modo tale da rallentare la velocità media del giro e da garantire la sicurezza dei piloti. La FIA risponde negativamente e anche gli ultimi disperati tentativi di mediazione di Briatore e Ron Dennis cadono nel vuoto. Le squadre gommate Michelin sono costrette a rinunciare a correre per la mancanza di condizioni di sicurezza, e così i piloti di Renault, McLaren, Williams, Bar, Sauber, Toyota e Red Bull rientrano ai box al termine del giro di riscaldamento. Pochi minuti prima della partenza la Sauber sembrava voler correre lo stesso, ma il team elvetico rispetta l’accordo preso fra tutti i responsabili delle squadre.

Al via si presentano così solo i piloti di Ferrari, Jordan e Minardi, le cui Bridgestone non hanno riscontrato particolari problemi. Ha inizio quindi il gran premio con meno vetture delle storia, e probabilmente in 19 giugno 2005 si assiste allo spettacolo più orrendo della storia della Formula 1. Gli spettatori, disgustati per lo show riservato loro dal Circus, manifestano il loro scontento lanciando di tutto sul tracciato, e una bottiglietta verrà presa in pieno dalla vettura di Barrichello, fortunatamente senza lasciare danni. La corsa vive anche di un momento di tensione agonistica. All’uscita dai box, Schumacher stringe Barrichello e il brasiliano è costretto ad uscire di pista per evitare il contatto. La gara, unico centro pieno della Ferrari nel 2005, viene vinta dal tedesco davanti al brasiliano. Terzo il portoghese della Jordan Monteiro, davanti al compagno Karthikeyan e alle Minardi di Albers e Friesacher.
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La Michelin deciderà di regalare a diversi spettatori presenti a Indianapolis i biglietti per la gara dell’anno successivo. Il gesto è nobile, ma la figuraccia rimediata dalla Michelin e dalla FIA rimarrà per sempre nei libri di storia.

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