Cool down lap | Losail 2025

Verstappen vince, i giochi sono ancora aperti

Quando Pierre Gasly e Nico Hülkenberg sono andati al contatto nel corso del settimo giro del Gran Premio del Qatar, e la safety-car è entrata in pista, nella testa di Hannah Schmitz e dei suoi colleghi strateghi, l’opportunità di entrare ai box per cambiare le gomme – alla luce della regola dei venticinque giri limite per treno di gomme – è sembrata troppo ghiotta da venire sprecata. E così, tutti e venti i piloti hanno imboccato la pit-lane per… No. Non è andata così. O meglio, è andata così quasi per tutti, eccezion fatta per le due McLaren, che hanno deciso di continuare in pista commettendo forse uno degli errori più grossolani nel momento in cui il campionato del mondo piloti di Formula 1 è in ballo. Certo, a posteriori è tutto più semplice, ma per l’ennesima volta la McLaren si è persa nei meandri delle decisioni… non decidendo. Consegnando di fatto la gara a Max Verstappen, e al pilota olandese la possibilità di arrivare a Yas Marina con la possibilità di crederci ancora. Solo a Zandvoort, gliel’avessero detto, non ci avrebbe scommesso un centesimo. Avrebbe forse mandato a quel paese quel millantatore, quel sognatore che non sapeva quel che diceva. La storia, le statistiche, tutto andava contro Verstappen. E adesso, solo il fatto di essere ancora in corsa rende la portata di questa rincorsa di dimensioni mai viste. Comunque vada, a Max andrebbero fatti solamente gli applausi per quanto riuscito, e al contrario, in casa McLaren ci si dovrebbe domandare come sia possibile esserselo trascinato fino a questo punto, con il rischio più o meno concreto di perderlo dopo essere rimasti in testa dall’inizio alla fine. La questione papaia è molto semplice e allo stesso tempo molto complessa. La riassumerò come segue: in nome dell’equità, di un ideale, si lotta fino alla fine, a costo di farsi del male da soli. Ma qui non si tratta di equità, quanto dell’ennesima situazione in cui si scambia il voler essere super partes con il non leggere l’andamento di una corsa. Le gare mutano in un battito di ciglia, e bisogna essere pronti a cambiare tattica quando la situazione lo richiede. Invece, mi sembra che le cose studiate a tavolino non subiscano quasi mai un’evoluzione positiva, che la tensione attanagli le menti della squadra, che tra un errore tecnico (a Las Vegas) e di strategia (a Losail) si sta riuscendo nell’impresa di perdere un campionato che doveva già essere chiuso da tempo. Un pregio, il non voler svantaggiare né Oscar Piastri né Lando Norris, che sta assumendo le dimensioni di una debolezza, e non era questo l’obiettivo. Contro chi, invece, in barba a tutto, le sta provando tutte per ribaltare un esito che adesso (tra una settimana) attende solamente di essere sottoscritto. Norris, 408 punti, Verstappen 396, Piastri 392. Tutti potrebbero finire oltre quota 400, e nonostante ciò, due vedrebbero definitivamente sfumare le ambizioni di titolo. E se per Verstappen andrebbe bene lo stesso, per Piastri e, adesso, soprattutto per Norris, sarebbe una delusione difficile da digerire. Il 75esimo mondiale di F1 ha ancora molto da dire.

Immagine in evidenza: © @F1 X page

Iscriviti al nostro Canale Telegram per ricevere tutti i nostri articoli sul tuo smartphone

Autore

Davide Attanasio
Ragazzo di ventun anni che prova a scrivere di macchine, che girando a velocità folli per tutto il mondo fanno battere il cuore e vibrare l'anima

Lascia un commento! on "Cool down lap | Losail 2025"

Leave a comment

Your email address will not be published.


*