Sguardo al Passato | I più importanti giochi di squadra della storia recente (parte 2)

01 Aprile 2013 - 12:11
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Dopo l’increscioso episodio di Zeltweg 2002 la FIA vieta ufficialmente i giochi di squadra: i team non possono più ordinare ai piloti di congelare le posizioni o di scambiarsele e se così non fosse le squadre incorrerebbero in penalizzazioni. Nonostante la volontà della FIA, le squadre trovano facilmente il modo per aggirare la nuova regola. Basta accordarsi usando un termine in codice o una frase innocente e il gioco è bello che fatto. Proprio da una normale conversazione tra ingegnere e pilota parte la seconda carrellata di giochi di squadra.
Turchia 2005 – A giocarsi il campionato piloti 2005 sono Alonso (Renault) e Kimi Raikkonen (McLaren). Alonso gode di un buon vantaggio di punti, ma parte dietro al pilota finlandese e al compagno di squadra Fisichella. Alla partenza Alonso non ha un grande spunto ed è sempre in terza posizione dietro a Raikkonen e a Fisico. Con una mossa già concordata a tavolino prima della gara tra Alonso, Fisichella e Briatore, Fisichella lascia strada a Fernando e gli cede la seconda posizione. Per mascherare il gioco di squadra l’ingegnere di Alonso gli dice in cuffia: “Fernando, sei più veloce di Fisi: sorpassalo!”

E così la FIA è bella che aggirata.

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Schumacher davanti a Massa a Suzuka 2006


Suzuka 2006 – All’appuntamento clou della stagione 2006 Alonso nelle qualifiche è solo sesto, e il leader del mondiale Schumacher è secondo dietro il compagno di squadra Massa. Allo start Massa è sempre davanti a Schumacher, ma il brasiliano si lascia superare dal caposquadra “di sua spontanea iniziativa”. Alonso recupera guidando con la forza della disperazione, e grazie alla rottura del motore della Ferrari di Schumacher riuscirà a vincere la gara. Tuttavia a fine gara Alonso dichiara che si sarebbe aspettato un gioco di squadra ancor più spietato da parte della Ferrari. L’asturiano dice testualmente: “In Giappone è stato bello vedere il motore di Schumacher in fumo: senza essere visto ho chiuso il mio pugno con forza, con gioia. Dopo il sorpasso ho parlato con la squadra per sapere a che distanza ero da Massa, perché temevo potesse buttarmi fuori dalla pista. Per la Ferrari vale tutto”. Insomma: Alonso si aspettava che Massa cedesse la prima posizione a Schumacher e che in caso di necessità buttasse fuori la Renault che si giocava il titolo.
Monaco 2007 – Le McLaren sulle strade del Principato non hanno rivali. Massa, terzo, perde un secondo al giro, mentre Raikkonen si trova nelle retrovie a causa di un incidente nelle qualifiche “alle piscine”. Dopo l’ultimo pit stop Hamilton è nella scia di Alonso e in un paio di occasioni tenta addirittura il sorpasso nei confronti del due volte campione del mondo. Dai box arriva perentorio l’ordine ad Hamilton di aumentare il gap da Alonso e di congelare le posizioni, nonostante sia la pista stessa a congelarle di fatto. Hamilton esegue, ma a fine corsa dichiarerà ai giornalisti di essere stato “frenato” dal muretto box e quando Alonso viene a conoscenza delle affermazioni di Hamilton diventa furibondo. Con queste parole Hamilton causa anche un’inchiesta sulla sua squadra per aver infranto la regola sugli ordini di scuderia, ma la McLaren, per fortuna di Lewis, non viene penalizzata. In pochi lo ricordano, ma questo è l’episodio dal quale è partita la guerra intestina alla McLaren tra Alonso ed Hamilton.
Hockenheim 2008 – La safety car che è entrata in pista a metà gara ha letteralmente distrutto la strategia vincente di Lewis Hamilton su due soste. L’inglese, che comandava indisturbato il gran premio, dopo il secondo pit stop si ritrova a dover recuperare delle posizioni se vuole vincere la corsa. Appena arriva dietro al compagno di squadra Kovalainen le telecamere indugiano sul capo della McLaren Ron Dennis, che sta comunicando alla radio con Kovalainen. Neanche venti secondi dopo il finlandese va lungo al tornante e si fa infilare da Hamilton.

Grazie al finto errore di Heikki la McLaren aggira la norma contro i giochi di squadra e permette ad Hamilton di guadagnare una posizione fondamentale per il mondiale.
Singapore 2008 – Quello che viene ricordato da tutti come l’episodio più orrendo (sportivamente parlando) degli ultimi 10 anni di Formula Uno altro non è che un gioco di squadra. Prima della corsa Flavio Briatore e Pat Symonds ordinano a Nelson Piquet di andare a sbattere dopo il pit stop di Alonso, in modo tale da far recuperare al pilota della Renault diverse posizioni. Dopo una prova di testacoda nel giro di ricognizione l’ingegnere di Piquet gli dice via radio: “spingi a fondo!” Dopo tre curve il brasiliano picchia contro il muro e causa l’entrata in pista della safety car, che favorisce Alonso e gli permette di vincere la corsa. Dopo il licenziamento, Piquet si vendica di Briatore raccontando il retroscena della gara di Singapore e la FIA apre un’inchiesta.

Al termine di quest’inchiesta Briatore patteggia 2 anni di esilio dal Circus e stessa cosa per Symonds. A Piquet viene garantita l’immunità, mentre ad Alonso non succede nulla, dato che Piquet, nella deposizione alla FIA, dice che lo spagnolo è all’oscuro di tutto,  ma solo “l’utilizzatore finale”. Si giunge a concludere che la gara di Singapore sia stata truccata dalla Renault, ma i risultati non vengono modificati e il gioco di squadra della Renault ha successo.
Cina 2008 – Massa arriva al GP di Cina a 5 punti da Lewis Hamilton. Nel corso del weekend Hamilton ha una marcia in più e Massa non può minimamente impensierirlo, né in qualifica né in gara. Quel che nessuno si aspetta, però, è che Raikkonen sia molto più efficace di Felipe. Iceman, che non ha più alcuna chance di bissare la trionfale stagione 2007, ha promesso di aiutare Massa nella corsa al titolo e quando il muretto della Ferrari gli ordina di cedere il secondo posto a Massa lui accetta senza problemi, dichiarando di aver preso da solo questa decisione cosicché la FIA non potesse agire contro il Cavallino.

A far discutere c’è anche il mancato gioco di squadra in BMW, con Heidfeld che non lascia strada a Kubica. A fine gara, Briatore sfotte la BMW dichiarando: “Loro i giochi di squadra non li fanno perchè son tedeschi”. Alla fine questa decisione costerà a Kubica il terzo posto nel campionato piloti.
Turchia 2010 – Dopo i cambi gomme Webber è in testa ed è di pochissimo davanti a Vettel, Hamilton e Button. L’ex pilota della Williams non ha il ritmo d’inizio gara e fatica a tenere dietro Vettel. Il tedesco, che sente di poter essere più veloce, chiede al box della Red Bull di poter passare Webber: la Red Bull acconsente, ma il sorpasso dovrà avvenire nel rettilineo più lungo. Vettel attacca Webber, ma l’australiano non si fa da parte: i due si toccano. Seb è fuori gara, mentre Webber è costretto a sostituire l’ala davanti. In testa ci sono le due McLaren. Il team di Woking ordina a Hamilton di risparmiare carburante, assicurandogli che Button non lo attaccherà, in un evidente dichiarazione di congelamento delle posizioni. Tuttavia Jenson supera Hamilton, che però si riprende la posizione nel giro successivo. A questo punto il box intima a Button di risparmiare la benzina, dato che è ha un livello critico: praticamente una versione 2.0 del classico “mantenere le posizioni”.

Hockenheim 2010 – Alla partenza Vettel stringe Alonso contro il muro, ma l’asturiano lo passa. Massa, però, scavalca entrambi e si porta al comando della gara. A metà corsa Alonso si attacca a Massa e cerca di sopravanzarlo, ma Felipe non ci sta e più volte si difende con i denti. Alonso si lamenta via radio della situazione, dicendo: “Questo è ridicolo. Sono più veloce!”. Dopo pochissimo tempo l’ingegnere di macchina Rob Smedley avvisa Massa via radio dicendogli: “Fernando è più veloce di te. Puoi dimostrare di aver afferrato il messaggio”. Il giro successivo, dopo il tornante, Massa accelera pianissimo e fa passare Alonso. Al termine della corsa la Ferrari parla di problemi di trazione per Massa (Smedley, ndr) oppure nega il gioco di squadra (Domenicali, Stella), mentre Massa è imbufalito, ma dice di aver preso lui la decisione. Alonso intanto esulta e alla conferenza stampa non si dice per nulla imbarazzato per la vittoria ottenuta in quel modo. Mentre nel paddock serpeggia il malumore, la FIA apre un’inchiesta sulla Ferrari. Alla fine i media italiani dicono che la Ferrari è stata assolta, mentre in realtà alla scuderia di Maranello viene inflitta una multa di 100.000 dollari. La FIA comunque dichiara di aver compreso il non senso della norma sui giochi di squadra e la abolisce per il 2011.

Silverstone 2011 – Negli ultimi giri della gara Vettel è secondo, ma attaccato a lui c’è Mark Webber. L’australiano inizia a tentare il sorpasso sul compagno di squadra, ma dai box il suo team principal Chris Horner lo ammonisce dicendogli: “Mark: mantieni il distacco”.

Webber non sopravanza Vettel, ma a fine gara dichiara di non aver minimamente ascoltato l’ordine di scuderia: semplicemente non si è ripresentata l’occasione giusta per saltare davanti a Vettel.
Brasile 2011 – Webber arriva in Brasile ancora a quota 0 vittorie nel 2011, mentre F1 Grand Prix Of Brazil - RaceVettel a Suzuka si è già fregiato del secondo alloro. Nel corso del GP Vettel è primo e Webber secondo, ma dopo la prima fermata ai box, dal muretto Red Bull cominciano ad arrivare a Vettel diversi messaggi via radio che gli intimano di rallentare a causa di alcuni problemi al cambio. Vettel inizia a perdere terreno su Webber e viene anche superato dall’australiano. Dopo il sorpasso non ci sono più comunicazioni preoccupate tra il muretto box della Red Bull e Vettel, il che fa presupporre che fosse tutto pianificato per permettere un gioco di squadra in favore di Webber. A fine gara la Red Bull nega il retroscena. Da segnalare che anche a Lewis Hamilton vengono segnalati dai box problemi alla scatola del cambio, che dopo pochi giri cede e lo costringe al ritiro. Proprio per questo episodio di casa McLaren si rinforzano i rumors sul gioco di squadra organizzato a tavolino dalla Red Bull.
Corea 2012 – Alonso sta inseguendo le due Red Bull, ma il ritmo è insufficiente, e il campione del mondo 2005-2006 si deve accontentare della terza posizione. Dietro di lui, però, Massa è molto più veloce. Il pilota di San Paolo arriva negli scarichi di Alonso e la Ferrari, tramite il suo ingegnere di pista Rob Smedley gli ordina via radio di rallentare: è troppo vicino ad Alonso. Massa riduce sensibilmente il suo passo e termina la gara al quarto posto. Nel post gara gli viene chiesto se abbia dovuto rallentare un po’ e lui risponde: “Molto più di un po’!”
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Austin 2012. Nelle qualifiche del GP degli USA Massa fa segnare un tempo migliore di Alonso, che si ritrova a partire dall’ottava posizione e dal lato sporco. Per questa ragione la Ferrari decide di attuare un gioco di squadra prima ancora dell’inizio della corsa: il team tocca i sigilli del cambio della vettura di Felipe Massa, facendo scattare automaticamente la penalizzazione di 5 posizioni in griglia per il brasiliano, cosa che fa balzare Alonso al settimo posto e sul lato pulito della pista. In un comunicato la Ferrari motiva la decisione con la volontà di “massimizzare il potenziale di Fernando al via”. Certamente con questa scelta la Ferrari varca una nuova frontiera di gioco di squadra.
Massa, inoltre, farà passare Alonso in due occasioni anche nel GP del Brasile, rinunciando a un secondo posto.

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