A Ruota Libera | Brad Binder e la prima volta di KTM

12 Agosto 2020 - 11:00
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GP Repubblica Ceca 2020

La vittoria di Binder al debutto su KTM a Brno è solo la ciliegina sulla torta. Ripercorriamo assieme il percorso di Binder e KTM in MotoGP.




La gara di MotoGP della scorsa domenica a Brno è stata una delle più imprevedibili degli ultimi anni. Senza il dominatore Marc Marquez la categoria non sembra ancora aver trovato un degno sostituto. Nelle prime due gare è sembrato essere Fabio Quartararo, ma ci sono davvero tanti piloti che possono giocarsi il gradino più alto del podio ogni weekend. Questa volta è toccato ad un ragazzo sudafricano che ha appena compiuto 25 anni, che risponde al nome di Brad Binder, a bordo della KTM. Lo stesso ragazzo che ha fatto suonare le note del “Nkosi Sikelel’ iAfrika” (Lord bless Africa: che Dio benedica l’Africa) per la prima volta nella storia della Classe Regina. Questa è stata la prima vittoria per KTM in MotoGP, dopo essere entrati nella categoria nel 2017.

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Brad Binder vince da debuttante in MotoGP, chi altro ci è riuscito?

Per chi non lo sapesse, Binder è al primo anno nella Classe Regina, per essere precisi alla terza gara. Vincere in questo campionato è un onore che spetta a pochi eletti, farlo alla prima esperienza tra i grandi è qualcosa fuori dall’ordinario. Da quando è stato creato il Campionato del Mondo di Velocità nel 1949 dalla Fédération Internationale de Motocyclisme (FIM), sono solo 22 i piloti che hanno vinto al debutto in Top Class.

Se vogliamo ridurre il cerchio, questa statistica si è registrata solamente quattro volte negli ultimi 20 anni, prima di domenica. Il primo è Valentino Rossi, che trionfa sul bagnato a Donington Park a bordo della Honda NSR500 il 9 Luglio 2000. Sei anni dopo è il momento di Daniel Pedrosa, vincitore a Shanghai il 14 Maggio 2006, sempre su Honda. Nel 2008 tocca a Jorge Lorenzo, vincitore ad Estoril sulla Yamaha M1. Per finire, Marc Marquez nel 2013 vince ad Austin la prima gara in MotoGP. Dei 21 piloti che hanno vinto al debutto (escluso Binder) ben 11 hanno poi vinto almeno un titolo mondiale in 500cc/MotoGP.

È chiaro che il sudafricano fa parte di un club davvero di élite. Basta pensare che i quattro piloti citati poco fa (a dire il vero tre, Pedrosa non ha mai vinto un Mondiale in MotoGP) si sono spartiti l‘81% dei titoli mondiali degli ultimi 20 anni.

Brad Binder, la prima gioia del vivaio KTM

Sebbene KTM non abbia un vero e proprio vivaio di piloti, la casa austriaca (e Red Bull) ha sempre avuto un occhio di riguardo per il #33 sudafricano. Binder ha debuttato a livello internazionale nel 2009, nella Red Bull Rookies Cup: rimarrà nella categoria fino al 2011, con buoni risultati.

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Proprio nel 2011 arriva il debutto nel motomondiale per Binder: è il Gran Premio Red Bull (manco a farlo apposta) di Indianapolis, classe 125cc. Il sudafricano, all’epoca sedicenne, sostituisce il compianto Luis Salom in sella all’Aprilia del team RW Racing GP, chiudendo 17°. Nel 2012, sempre con RW Racing GP fa il debutto a tempo pieno nel mondiale Moto3 (con Kalex KTM), chiudendo 21° in classifica generale, con il miglior risultato a Valencia, 4°. Il biennio 2013/2014 lo passa sulla Mahindra del team Ambrogio Racing, dove conquista due podi.

Nel 2015 arriva la chiamata dal team Red Bull KTM Ajo, il team ufficiale della casa austriaca. Binder conquista quattro podi e viene riconfermato per la stagione seguente. Il 2016 è l’anno dell’exploit: arriva la prima vittoria a Jerez, partendo 35°. Dopo la prima vittoria ne seguono altre 6 in quella stagione, condite da altrettanti podi. Questi risultati gli valgono il titolo di Campione Del Mondo Moto3. Il terzo campione del Mondo sudafricano, dopo Jon Ekerold (350cc, 1980) e Kork Ballington (250cc-350cc, 1978-1979).

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Nel 2017 arriva l’ovvia promozione in Moto2, sempre con il team Ajo, a dimostrazione dell’appoggio di KTM. Binder fatica leggermente ad adattarsi alla nuova categoria ed è costretto ad uno stop di tre gare per infortunio. Nel finale di stagione ottiene ben tre podi e conclude 8° in campionato. Nel 2018 arriva la prima vittoria nella classe di mezzo, al Sachsenring. Chiude terzo il campionato, con altre due vittorie. Nel 2019 arriva come uno dei favoriti, ma KTM non riesce ad adattarsi al nuovo motore Triumph, Binder è così costretto ad una partenza a rilento. Verso metà stagione la KTM torna competitiva, così come il #41. A fine anno perde il titolo da Alex Marquez, ma con cinque vittorie chiude solo 3 punti dietro lo spagnolo.

Durante il GP di Australia arriva la chiamata in MotoGP con il team Factory KTM. Questa scelta ha sorpreso molti, visto i buoni risultati di Miguel Oliveira fino a quel punto con il team Tech3. Nel 2020 Binder chiude 13° al debutto, dopo essere stato nel gruppo di testa nei primi giri e si ritira nel GP di Andalusia, dopo aver centrato proprio Oliveira alla prima curva del primo giro. A Brno, stravince, sorprendendo tutti e regalando la prima vittoria in MotoGP a KTM, che tanto ha creduto in lui in tutti questi anni.

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Finalmente KTM! Un successo costruito negli anni

Ci è voluto un bel po’ di tempo per KTM prima di vincere una gara in MotoGP. La casa austriaca è entrata nella Master Class nel 2017, dopo un anno di test e sviluppo con Mika Kallio. I piloti per il 2017-2018 sono Pol Espargaro e Bradley Smith, entrambi con esperienza sulla Yamaha Tech3. Il progetto è sicuramente valido, ma la casa austriaca si presenta sulla griglia con il telaio a traliccio e le sospensioni WP. Queste soluzioni vanno contro quelle di ogni altro marchio presente sulla griglia, infatti negli anni vengono spesso criticati. I risultati faticano ad arrivare, ma finalmente il 18 Novembre 2018 arriva il primo risultato importante: Pol Espargaro in una Valencia bagnata porta la KTM al primo podio in MotoGP, dietro Dovizioso e Rins.

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La stagione 2018 pero’ è abbastanza deludente: KTM chiude al 5° posto nel campionato costruttori, con 54 punti. Nel 2017 la posizione era la stessa, ma i punti conquistati erano 69. Il 3 Maggio 2018 arriva il primo grande cambiamento in KTM: dopo i risultati deludenti di Smith, la casa austriaca firma Johann Zarco per due anni, che tanto bene ha fatto nelle prime due stagioni in Yamaha. Un’altra firma arrivata verso la fine dell’anno molto importante per il futuro della casa è quella di Daniel Pedrosa, come tester. Lo spagnolo appena ritiratosi dalle competizioni accetta la sfida del colosso austriaco, fin da subito si rende davvero utile per lo sviluppo della RC16.

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Il 2019 non parte proprio alla grande: nelle prime cinque gare il miglior risultato è un 6° posto a Le Mans di Espargaro, che vince in tutti gli appuntamenti la sfida col compagno Zarco, che si lamenta della moto e nn riesce ad andare forte. La situazione tra Zarco e KTM va sempre peggio: prima arriva la decisione di rescindere il contratto alla fine della stagione 2019, senza rispettare il secondo anno di contratto. In un secondo momento KTM appieda il francese, mettendo il tester Kallio a completare le ultime gare. Proprio Espargaro si prende la squadra sulle spalle, fino ad arrivare ad un grande risultato a Misano. Lo spagnolo piazza la RC16 in seconda posizione, la prima volta in prima fila per KTM. Alla fine del campionato la posizione nel campionato costruttori è sempre la quinta, questa volta con 99 punti.

Alla fine del 2019 vengono annunciati i piloti per la stagione 2020: KTM decide di puntare sul proprio vivaio. Nel team ufficiale ci sarà Brad Binder, che ha corso nel team Ajo in Moto2. In Tech3 insieme a Oliveira correrà Iker Lecuona, che ha corso con il team American Racing in Moto2, che ha montato motore KTM nella stagione 2019.

A Jerez Espargaro arriva 6°, seguito da Oliveira 8° e Binder 13°. Il secondo round in Spagna proprio Binder stende l’incolpevole Oliveira in curva 1, che si ritira. Binder riprende la marcia e gira sui tempi dei primi, salvo poi cadere in uno spettacolare highside. L’unica KTM al traguardo è quella del solito Espargaro, che chiude 7° al traguardo. A Brno finalmente KTM capitalizza: Binder vince sorprendendo tutti, Espargaro cade in un contatto con l’ex Zarco mentre lottava per il podio. Miglior risultato in carriera anche per Oliveira, che finisce 6°, a solo poco più di un secondo dal podio. Dopo solo tre gare KTM ha totalizzato 44 punti nel campionato costruttori e si trova al secondo posto, dietro solo a Yamaha.

La crescita del colosso austriaco è esponenziale, dopo questa vittoria si punta ad un gran risultato pure al Red Bull Ring, pista di casa. Questa moto può dare filo da torcere ai colossi giapponesi ed alla casa di Borgo Panigale in questa pazza stagione.

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Immagine in evidenza: ©press.ktm.com

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