Time Attack, Austria: impennata Racing Point e Williams, naufragio motori Ferrari

05 Luglio 2020 - 11:02
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GP Austria 2020

Quasi un secondo guadagnato dalla Racing Point. Red Bull invariata, a picco i motorizzati Ferrari. Occupano le ultime posizioni




Ricomincia la Formula 1 e come di consueto ritorna anche l’appuntamento post-qualifica (questa volta un po’ in ritardo) con Time Attack. La rubrica che mette sotto la lente d’ingrandimento i tempi migliori in qualifica, confrontandoli con gli anni passati.

Mentre lo scorso anno l’analisi riportava il paragone sia con il 2018, che con il 2017, quest’anno ci limitiamo esclusivamente al confronto tra quest’anno e quello precedente. Nel caso delle gare in Austria e Gran Bretagna, si mostreranno anche le differenze tra una settimana e quella precedente.

Fatte le dovute anticipazioni, possiamo iniziare l’analisi dei tempi della qualifica di ieri che ha visto il dominio della Mercedes, la quale ha rifilato mezzo secondo a tutta la concorrenza.

I migliori

Se la Mercedes è stata schiacciante sui tempi, per quanto riguarda il miglioramento in un anno, chi ha fatto la differenza è la Racing Point. La probabile somiglianza della vettura rosa con la Mercedes della passata stagione ha portato il team di Lawrence Stroll a fare un balzo in avanti di oltre nove decimi. Un miglioramento importante che ha portato le due RP20 da una doppia esclusione nel Q1 del 2019 al doppio Q3 di quest’anno.

Il team che non ti aspetti è in seconda posizione. Il miglioramento della Williams 2020 si era già notato durante i test, ma ieri ne abbiamo avuto la conferma. Il team diretto da Claire Williams è infatti passato dal monopolio dell’ultima fila a un buon 17° posto con George Russell, a nemmeno un decimo dall’ultimo posto che garantiva l’accesso al Q2. Il tempo dell’inglese è comunque stato migliore di oltre sette decimi rispetto a quello che aveva fatto segnare un anno fa.

Terzo gradino del podio per la Renault che, grazie al mezzo secondo guadagnato in un anno, ha guadagnato l’accesso al Q3 con Daniel Ricciardo, mentre lo scorso anno entrambi i piloti terminarono la qualifica nella fase intermedia. Se non fosse stato per la bandiera gialla causata da Bottas, probabilmente questi 5 decimi sarebbero stati di più.

Una delle regine del 2019, in quanto a scalata, è la McLaren. Dopo i grandi balzi in avanti dello scorso anno, il team di Woking continua a rosicchiare decimi importanti anche nel 2020. Lo straordinario tempo di Lando Norris non solo ha migliorato la prestazione di quasi cinque decimi in un anno, ma ha permesso al giovane britannico di agguantare la seconda fila per la prima volta in carriera.

L‘AlphaTauri mantiene la quinta posizione del GP d’Austria della passata stagione. Purtroppo i tre decimi e mezzo limati a Faenza non hanno permesso di migliorare quel tanto in più rispetto a un anno fa. Se nel 2019 Alexander Albon era il migliore con il 13° tempo, ieri Pierre Gasly non è riuscito ad andare oltre il 12°. In compenso Daniil Kvyat è passato dal 18° al 13°.

L’ultimo dei team che si sono migliorati è anche quello che ha dominato la qualifica. In Mercedes solo tre decimi di miglioramento rispetto a un anno fa. Un tempo comunque poco indicativo dato che quello ottenuto la scorsa stagione da Hamilton, avrebbe permesso a Mercedes di partire ugualmente davanti a tutti. “L’unica” nota positiva è il nuovo record del circuito che porta la Mercedes ad essere l’unico team ad aver abbattuto il muro dell’1:03.

I peggiori

Inseriamo in questa categoria la Red Bull che rispetto a 12 mesi fa ha peggiorato la propria prestazione di soli 38 millesimi. Un nulla. Il peggioramento lo si potrebbe intendere per il fatto che in un anno a Milton Keynes non sono riusciti ad abbassare i propri tempi, cosa riuscita a due terzi dello schieramento.

Se lo scorso anno due dei tre team motorizzati Ferrari (Alfa Romeo e Ferrari stessa) occupavano il podio austriaco di Time Attack, quest’anno tutti e tre fanno da fanalino di coda della classifica. Il peggioramento è sicuramente legato alla rivisitazione dei motori dopo l’accordo con la FIA. Tutti e tre i team, infatti, non hanno solo peggiorato il tempo del 2019, ma hanno girato più lentamente anche rispetto al 2018. Chi crea più scalpore è sicuramente la Ferrari che un anno fa con Charles Leclerc conquistava la pole, mentre ieri si è dovuta accontentare del 7° tempo del monegasco e dell’esclusione dal Q3 di Sebastian Vettel. Non manca anche la delusione in Haas e Alfa Romeo che nel 2019 avevano entrambe ottenuto l’accesso al Q3 e quest’anno hanno abbandonato la qualifica dopo i primi 18 minuti.

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Immagine in evidenza: © Racing Point - Twitter

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